Era il figlio maggiore del re Yejong e della regina Sundeok, figlia di Yi Cha-gyŏm. Durante il suo regno si verificarono due gravi crisi interne che rischiarono di porre fine alla dinastia Goryeo: il crollo della dinastia Song settentrionali e l'affermazione come potenza dominante nell'Asia orientaledella dinastia Jīn .

Biografia Politica interna Injong salì al trono in conformità con il terzo dei "dieci precetti di Taejo", in quanto "il più anziano legittimo erede reale".. Nonostante la loro autorevolezza., le norme di successione previste da questo documento venivano spesso ignorate: nel 1095, ad esempio, il nonno di Injong, Sukjong, salì al potere in seguito all'abdicazione di suo nipote Heonjong. L'ascesa al trono del dodicenne Injong fu possibile soprattutto grazie all'influenza del nonno materno, Yi Cha-gyŏm. Secondo il resoconto di Xu Jing, inviato della dinastia Song, il principe Po, zio di Injong, "nutriva mire [sul trono]", sostenuto dalla fazione capeggiata da Han An-in..

Politica estera Le campagne militari dei Song settentrionali contro i Kitai della dinastia Liao non ebbero alcun successo. All'inizio del 1122 lo Stato Liao fu di fatto annientato dalle armate degli Jurchi guidati da Taizu, primo imperatore della dinastia Jīn. Un gran numero di Kitai fuggì nel regno di Goryeo.. Dopo la vittoria degli Jurchi sui Liao, i Song recuperarono i territori perduti a sud della Grande Muraglia (le Sedici prefetture di Yan-Yun). Il trattato del 1123 sancì formalmente la supremazia della dinastia Jīn: il tributo annuale dei Song fu fissato in 200.000 tael d'argento e 200.000 rotoli di seta.. Nonostante gli scarsi risultati ottenuti, il governo Song sopravvalutò sia l'importanza della riconquista di Yanjing (l'odierna Pechino) sia le proprie capacità militari..

1122–1126: il dominio di Yi Cha-gyŏm 1122–1123 I primi anni del regno di Injong furono dominati da suo nonno materno, Yi Cha-gyŏm... In qualità di Cancelliere Supremo (munha sijung) e capo del Segretariato-Cancelleria (chungseo munha-seong), Yi Cha-gyŏm era il funzionario governativo di più alto rango.. Il suo potere fu messo in discussione durante gli ultimi anni del regno di Yejong, ma con l'inizio del regno di Injong Yi Cha-gyŏm adottò misure decisive per consolidarlo. Entro la fine del 1122 i principi Po e Hye furono esiliati, Han An-in assassinato e diverse centinaia dei suoi seguaci., tra cui una dozzina di membri di spicco dei clan Tanju Han e Cheongan Im, furono esiliati o rimossi.

In quel periodo gli ufficiali dell'esercito reale cominciarono a svolgere un ruolo importante nella politica interna, in quanto Yi Cha-gyŏm favorì i funzionari militari muban, che dopo il 960 godevano di uno status inferiore e di minori privilegi rispetto ai loro omologhi civili munban. Due dei suoi alleati più importanti erano Ch'oe Hong-jae, un alto funzionario civile con un passato militare, e il comandante militare Ch'ŏk Chun-gyŏng.

Grazie a questa base di potere, Yi Cha-gyŏm emerse come la figura più influente nella politica del Goryeo. Assunse la carica di Primo Ministro Straordinario, responsabile di tutte e tre le cancellerie (samseong) e mantenenne quella di Sovrintendente (pansa) del ministero del personale (Yi-bu). Fu inoltre nominato duca (kong). Ciononostante, la sua autorità non divenne mai assoluta: infatti dovette sempre tenere conto delle altre fazioni, sia nell’attuazione delle politiche da lui sostenute, sia nell’eliminazione dell’opposizione.

In materia di relazioni estere, si schierò con la fazione dei Kim di Gyeongju guidata da Kim Pusik e dai suoi fratelli, sostenendo la sottomissione alla recentemente istituita dinastia Jīn. Nel 1123 l'offerta dei Song di una rinnovata investitura formale fu respinta.. I Jīn intensificarono la pressione su Goryeo occupando la zona di Uiju lungo il fiume Yalu. Dopo aver sedato i disordini nei territori dell'antico regno di Balhae, la sicurezza della frontiera nord-orientale permise ai Jīn di concentrare i propri sforzi contro i Song..

1124–1126 All'inizio del 1124, Ch'oe Hong-jae e alcuni ufficiali militari a lui vicini complottarono per rovesciare Yi Cha-gyŏm, ma non ebbero successo. Ch'oe Hong-jae e i suoi collaboratori furono destituiti dai loro incarichi ed esiliati. In seguito a questa epurazione, Yi Cha-gyŏm diede in sposa una delle sue figlie a Injong e progressivamente occupò prese il controllo delle cariche governative di medio e alto livello affidandole ai suoi fedelissimi e ai suoi parenti, compresi i suoi cinque figli. Yi Cha-gyŏm e la sua fazione, inoltre, trassero profitto dai beni confiscati ai funzionari epurati.

L'idea che il Goryeo dovesse sottomettersi ai Jīn incontrava ancora resistenze. L'ambasciata inviata nel 1125 all'imperatore Tai Zong dei Jīn fu respinta dai suoi funzionari in quanto nei documenti che aveva con sé ci si rivolgeva all'imperatore in modo improprio e non utilizzava il termine "servo" con riferimento a Goryeo. La questione se il mandato imperiale fosse stato trasferito dai Song settentrionali ai Jīn fu oggetto di dibattito per tutto il 1126, ma alla fine Kim Pusik e Yi Cha-gyŏm convinsero Injong e i funzionari riluttanti a sottomettersi a Jīn... A quel punto risultò evidente che il regno dei Song stava crollando sotto l'assalto dei Jīn: l'imperatore Hui Zong abdicò, mentre una delegazione di Goryeo (di cui faceva parte Kim Pusik) dovette tornare in partria senza riuscire a raggiungere la capitale dei Song, Kaifeng. La delegazione inviata ai Jīn nel 1126 espresse in modo adeguato la sottomissione di Goryeo e sollevò la questione di Uiju, che Tai Zong cedette a Goryeo..

È stato riferito che Yi Cha-gyŏm intendesse usurpare il trono e che avesse pianificato di avvelenare il re. Secondo un resoconto, circolava una profezia popolare secondo cui un uomo del sippal cha, ovvero "il diciottesimo figlio" (un anagramma del carattere cinese che indica il cognome Yi) sarebbe diventato re e avrebbe trasferito la sua corte nella capitale meridionale (l'odierna Seul), donando a Goryeo una rinnovata prosperità. Yi Cha-gyŏm abbia creduto a questa profezia, basandosi sul suo cognome e sull'ubicazione della residenza di famiglia a Incheon, nei pressi di Seul. I tentativi di Yi Cha-gyŏm di accrescere ulteriormente la propria influenza continuarono: organizzò l'esecuzione di musica rituale reale presso le tombe dei suoi antenati e la celebrazione del suo compleanno come anniversario di un re (insujeol). Entrambe le mosse furono osteggiate da Kim Pusik e dai suoi sostenitori..

Una sfida più seria alla posizione dominante di Yi Cha-gyŏm fu una rivolta organizzata da due cortigiani, Kim Ch'an e An Po-rin. Oltre a coinvolgere circa venticinque giovani cortigiani, il complotto riscosse la fiducia di Injong ee ebbe il sostegno di tre alti ufficiali militari, tra cui un comandante e un vicecomandante di due delle sei divisioni dell’esercito regolare. Diversi politici di lungo corso, come Yi Kong-su, approvarono il piano in linea di principio, ma raccomandarono cautela. Il gruppo agì "una notte del 1126": il piano prevedeva, come prima fase del colpo di Stato, di prendere il controllo del palazzo reale e della persona del re, quindi di attaccare altri obiettivi chiave. I cospiratori presero d'assalto il palazzo e uccisero diversi fedeli di Yi Cha-gyŏm, tra cui il ministro della guerra (fratello di Ch'ŏk Chun-gyŏng). Il palazzo era però circondato dalle truppe di Ch'ŏk Chun-gyŏng e dai monaci armati guidati dal figlio di Yi Cha-gyŏm. Il resto della capitale Kaesŏng rimase sotto il controllo della fazione Yi. Per porre fine allo stallo, Ch'ŏk Chun-gyŏng ordinò di dare fuoco al palazzo, pur con la disapprovazione di Yi Cha-gyŏm. La maggior parte del palazzo andò distrutta nell'incendio, comprese le biblioteche e l'accademia,. "Innumerevoli" cospiratori furono uccisi e Injong si offrì di abdicare in favore di Yi Cha-gyŏm, che però rifiutò il trono.

Nel successivo rimpasto di governo, Yi Cha-gyŏm ricompensò i suoi fedelissimi. Ciononostante Yi Kong-su mantenne la sua alta carica presso il Segretariato-Cancelleria, mentre due fratelli del clan Kyeongju Kim ottennero addirittura una promozione: Kim Pusik divenne Censore Capo. Injong si trasferì in casa di Yi Cha-gyŏm e sposò un'altra delle sue figlie.

Questo trionfo ebbe però vita breve. Altre fazioni aristocratiche unirono le forze per rovesciare Yi Cha-gyŏm e fomentarono la discordia tra Ch'ŏk Chun-gyŏng e Yi Cha-gyŏm, usando come esca la questione della responsabilità per l'incendio del palazzo reale e la violazione dei sacri terreni dove sorgeva il palazzo. Il coinvolgimento di Injong, di Yi Kong-su e di Kim Pu-il ha lasciato traccia nei documenti ufficiali. Nel quinto mese del 1126, Yi Cha-gyŏm, la sua famiglia e i suoi seguaci furono arrestati dai soldati di Ch'ŏk Chun-gyŏng. Yi Cha-gyŏm fu esiliato nella provincia di Jeolla e in seguito decapitato. I funzionari destituiti (Choe Hong-jae, i membri dei clan Tanju Han e Cheongan Im e i loro collaboratori) furono richiamati e reintegrati nei loro incarichi. Nel sesto mese del 1126 Injong sposò una figlia di Im Weonae. Ch'ŏk Chun-gyŏng fu destituito e esiliato nel 1127.

1127–1136: le riforme e la ribellione di Myo Cheong Dopo la caduta di Yi Cha-gyŏm, il governo fu dominato dai clan Kyeongju Kim e Cheongan Han An-in/Im. I clan provinciali, in particolare quelli provenienti dalla zona della capitale occidentale (Seogeong, l'odierna Pyongyang), ebbero un ruolo fondamentale nel rovesciare Yi Cha-gyŏm e si contesero maggior peso nel processo decisionale. Paek Su-han, Chong Chi-sang, famoso poeta e studioso confuciano, e Myo Cheong, monaco buddista e geomante, erano esponenti di spicco di questa fazione.. Myo Cheong entrò nella corte reale nel 1127. e nel 1128 assunse ufficialmente la carica di consigliere politico di Injong. È possibile che il re abbia fatto ricorso al gruppo di Pyongyang per controbilanciare l'influenza dell'aristocrazia consolidata.

Già nel 1127 Myo Cheong istigò un decreto di restaurazione di Injong in quindici punti (yusin chigyo). Il decreto prevedeva riforme politiche, invocava misure di austerità e sollecitava l'adozione di provvedimenti volti a limitare lo sfruttamento dei contadini da parte delle autorità. Le riforme scolastiche facevano parte del pacchetto e miravano a rafforzare l'autorità reale. Injong ordinò che ogni chu (grande distretto) e ogni hyeon (distretto) istituisse una scuola per la preparazione agli esami di ammissione alle funzioni pubbliche, facilitando così l'accesso delle élite locali alle cariche nell'amministrazione centrale.. Injong completò la riorganizzazione del sistema scolastico pubblico istituendo i "sei collegi" presso l'Accademia Nazionale..

Myo Cheong era noto per la sua religiosità ed era un oratore capace di "affascinare facilmente i suoi ascoltatori". I suoi insegnamenti stavano riscuotendo un successo crescente sia tra il popolo e sia tra alcuni esponenti delle élite, compreso il re. Dal punto di vista politico, la fazione di Pyongyang era contrastata dai clan Kyeongju Kim e Cheongan Han An-in/Im. Tra i suoi sostenitori figuravano Choe Hong-jae, vecchio nemico del clan Han An-in, ora membro di spicco del Censorato, e Yun Ŏn-i, figlio del famoso generale Yun Kwan, influente studioso confuciano e stretto alleato di Chŏng Chi-sang. Infatti, dei sei alti funzionari del Censorato in carica nel 1133, due erano sostenitori di Myo Cheong e solo due gli si opponevano con fermezza.