Con questione bessarabica (in romeno chestiunea basarabeană, , ) ci si riferisce alla controversia storica riguardante l'appartenenza della regione storico-geografica dell'Europa orientale nota come Bessarabia, che ha interessato particolarmente il regno di Romania da un lato e l'impero russo (poi Unione Sovietica) dall'altro. Oggi la regione è invece spartita tra Ucraina e la repubblica di Moldavia.

Contesto storico

La Bessarabia è una regione storico-geografica dell'Europa orientale tradizionalmente racchiusa tra i fiumi Prut e Dnestr (Nistro), forma parte della regione di Moldavia, ed è suddivisa in tre microregioni: a Nord parte della Bucovina, poi la Bessarabia propriamente detta e infine a Sud il Budžak o Bugeac, talvolta chiamato anche Bessarabia Vecchia o Storica, in alcuni casi anche la Transnistria è considerata parte della regione. La regione fece parte del principato di Moldavia sin dal Medioevo, in seguito parte di essa venne ceduta all'impero ottomano quando il principato fu costretto a ridursi a un vassallo dell'impero.Neagu Djuvara, Între Orient și Occident. Țările române la începutul epocii moderne, Bucharest (2009).

La situazione cambiò nel 1812, quando con la conclusione della guerra russo-turca del 1806-1812 (contestualizzata all'interno delle guerre napoleoniche), l'impero ottomano e l'impero russo firmarono il trattato di Bucarest, ratificato il 22 giugno 1812. Le clausole principali del trattato furono: l'abbandono delle rivendicazioni territoriali ottomane in Transcaucasia, l'inizio di una temporanea tregua con i serbi che si stavano ribellando, la concessione alla Russia dei diritti commerciali e di navigazione sul Danubio, ma soprattutto più della metà del principato di Moldavia (all'incirca 45.600 km²; Bessarabia, Budžak e altri territori) fu ceduto direttamente alla Russia che in seguitò istituì il governatorato di Bessarabia. I romeni che vivevano nei principati danubiani condannarono aspramente il trattato, sostenendo che il governo ottomano non avesse il diritto di cedere territori appartenenti ai loro vassalli; con la diffusione del sentimento nazionalista romeno la Bessarabia venne considerata a tutti gli effetti territorio storicamente romeno da includere nel futuro stato che avrebbe incluso tutti i territori abitati dai romeni. La Romania nacque nel 1859 con l'unione dei principati rumeni, ottenendo la piena indipendenza nel 1878 e costituendosi a regno nel 1881.

Guerre mondiali e periodo interbellico

Nell'epilogo della Prima Guerra Mondiale l'impero russo crollò a causa delle rivoluzioni russe e della guerra civile russa che portò all'istituzione dell'Unione Sovietica, in questo clima di instabilità politica la Bessarabia si dichiarò indipendente con il nome di repubblica democratica di Moldavia, entrando subito in trattative con il governo della Romania (che nel frattempo era occupato nella campagna di Romania). Il 27 novembre 1918 venne ufficializzata l'unione della Bessarabia alla Romania, seguita dall'unione di Bucovina e Transilvania, evento noto come la Grande unione di Romania. Il periodo tra il 1918 e il 1940 è storiograficamente conosciuto come "Grande Romania" (România mare) perché le rivendicazioni irredentistiche romene furono per la maggior parte soddisfatte.

L'Unione Sovietica non accettò mai l'annessione romena della Bessarabia e negli anni '20 creò la repubblica socialista sovietica autonoma moldava per rafforzare la sua rivendicazione. Nel 1939 l'Unione Sovietica firmò il patto Molotov-Ribbentrop con la Germania nazista nel quale veniva concessa all'Unione Sovietica la Bessarabia in cambio di non-aggressione tra i due paesi. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale la Russia si annetté Bessarabia, Bucovina settentrionale e il territorio di Herța (questi ultimi non inclusi originariamente nell'accordo) e proclamò la repubblica socialista sovietica moldava.

La Romania in seguito entrò in guerra dalla parte della Germania e, coordinata all'operazione Barbarossa lanciò l'operazione München con l'obiettivo di riconquistare i territori sottratti dall'Unione Sovietica, spingendosi fino oltre la città di Odessa dove venne stabilito il governatorato di Transnistria. Nel 1944 l'Unione Sovietica riattaccò e riconquistò di nuovo i territori nell'offensiva Jassy-Kishinev, dopodiché la Romania cambiò lato e si allineò con l'armata Rossa. Con le conferenze di pace del dopoguerra la Bessarabia venne definitivamente assegnata all'Unione Sovietica.

Periodo comunista Nel 1940 venne fondata la RSS Moldava, alla quale fu però sottratta la Bucovina settentrionale e la regione del Budžak che furono assegnate alla RSS Ucraina, privando così la Moldavia di un accesso al mare. La repubblica vide una progressiva russificazione che incluse l'allontanamento dei filo-rumeni, l'incoraggiamento delle etnie slave e russofone nella regione e la diffusione del concetto del "moldavismo" (l'idea che i moldavi non sono romeni, bensì un popolo diverso), venne anche imposta la "lingua moldava", cioè il romeno scritto con l'alfabeto cirillico moldavo.Charles King, The Moldovans: Romania, Russia, and the Politics of Culture (2000), p. 96.

Nel dopoguerra in Romania nacque una repubblica socialista guidata dal partito comunista romeno e parte del blocco orientale. Le autorità, per cercare di rafforzare le relazioni tra Romania e Russia, scelsero di ignorare e anche proibire discussioni sull'appartenenza della Bessarabia a livello politico, sostenendo che l'annessione da parte dell'Unione Sovietica non fosse altro che una "prova" dell'internazionalismo proletario.Charles King, The Moldovans: Romania, Russia, and the Politics of Culture (2000), p. 103. Anche quando la Romania iniziò a prendere le distanze dal governo di Mosca con Gheorghe Gheorghiu-Dej e Nicolae Ceaușescu (desatellizzazione), la questione veniva discussa unicamente in campi storiografici e linguistici.

A partire dal 1960 gli studiosi sovietici pubblicarono ricerche storiche sull'appartenenza russa della Bessarabia, tra cui «Lotta per l'unificazione della Bessarabia con la madrepatria sovietica» di Artiom Lazarev e «Sviluppo della lingua moldava» di Nicolae Corlățeanu.Charles King, The Moldovans: Romania, Russia, and the Politics of Culture (2000), pp. 104-105. D'altra parte l'accademia romena pubblicò alcune note di Karl Marx nel quale quest'ultimo definiva l'annessione del 1812 come "ingiusta", e durante un discorso di Ceaușescu del 1965 egli citò una lettera di Friedrich Engels che criticava pesantemente l'annessione.Charles King, The Moldovans: Romania, Russia, and the Politics of Culture (2000), p. 105. La questione, sebbene ancora accesa tra le masse, non produsse comunque controversie degne di nota tra i due governi lungo gli anni.

Nel novembre del 1989 Ceaușescu condannò l'annessione del dopoguerra durante il 14° congresso del partito comunista romeno, chiedendo pubblicamente l'annullamento degli accordi stipulati dal patto Molotov-Ribbentrop senza però menzionare un'ipotetica modifica territoriale.Charles King, The Moldovans: Romania, Russia, and the Politics of Culture (2000), p. 106.

Storia recente

Nel 1989 il regime comunista cadde con la rivoluzione rumena, e il nuovo presidente Ion Iliescu firmò un nuovo accordo il 5 aprile 1991 con Michail Gorbačëv che avrebbe dovuto riconoscere il confine tra Romania e Unione Sovietica, ma il trattato non venne ratificato fino al 2003, molto dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Il 27 agosto 1991 la Moldavia si dichiarò indipendente dall'Unione Sovietica portando alla nascita della repubblica di Moldavia, mentre il resto del territorio entrò a far parte dell'Ucraina. Il nuovo paese deve fare ancora i conti con la Transnistria, paese autoproclamatosi indipendente ma privo di riconoscimento internazionale situato in una striscia di terra oltre il Dnestr.

Nella politica moldava moderna esiste un movimento per l'unificazione della Romania e della Moldavia, contrapposto ai moldavisti che sostengono l'indipendenza totale della Moldavia. Alcuni gruppi nazionalistici romeni rivendicano anche la Bucovina settentrionale e il Budžak, oggi parte dell'Ucraina, sebbene il confine tra i due paesi sia stato riconosciuto nel 2003.

Note

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