Il Ritratto del principe Omai (Portrait of Omai) è un ritratto a olio su tela di Sir Joshua Reynolds, completato nel 1776 circa, che ritrae Mai, noto in Europa come Omai, un polinesiano in visita in Inghilterra. Dal 2022 l'opera appartiene sia alla National Portrait Gallery di Londra che al museo Getty di Los Angeles.

Antefatti Mai (noto in Inghilterra come Omai)In realtà in lingua tahitiana O è un articolo che vuol dire "[egli] è", perciò "Omai" significa "[egli] è Mai". lasciò le Isole della Società (Raiatea nello specifico) con il comandante Tobias Furneaux a bordo della sua nave, la HMS Adventure. LAdventure era salpata dall'Inghilterra nel 1772, accompagnò il capitano James Cook nel suo secondo viaggio alla scoperta del Pacifico e visitò Tahiti e Huahine nel 1773. Dopo aver visitato la Nuova Zelanda, Omai giunse in Inghilterra sulla nave di Furneaux nel luglio del 1774.

Mai venne ammirato dalla società londinese e incontrò il re Giorgio III, il dottor Samuel Johnson, Frances Burney e altri personaggi famosi inglesi. Tornò nell'oceano Pacifico nel corso del terzo viaggio di James Cook nel luglio del 1776, tornando sull'isola di Huahine nel 1777. Vi rimase dopo la partenza di Cook nel novembre del 1777, e fu lì che morì alla fine del 1779.

Descrizione

Reynolds ritrasse Mai come un personaggio esotico - una raffigurazione idealizzata che richiama il concetto del buon selvaggio di Jean-Jacques Rousseau. Mai, scalzo e solitario, si trova in un paesaggio rurale arcadico con degli alberi insoliti che sembrano delle palme. Reynolds evoca una sensazione dello spazio che si allontana ritraendo Mai che si muove nel paesaggio, facendo un gesto da patrizio.

Egli indossa delle ampie vesti bianche "orientali" che richiamano un abito da cerimonia tahitiano, legato alla nobiltà di Tahiti e alla classe sacerdotale. La fascia intorno alla vita è di un colore diverso, leggermente più color crema della tunica che sta indossando, con dei bordi color rosso chiaro. Il tessuto dovrebbe essere del tapa, un tessuto a base di corteccia diffuso in varie isole della Polinesia.

La sua posa da allocuzione si ispira all'Apollo del Belvedere; Reynolds aveva già adoperato questa posa nel 1752, dopo aver visitato Roma, in un ritratto del commodoro Augustus Keppel. La posa mette in evidenza i tatuaggi rituali nelle sue mani, oltre a fare delle allusioni classiche. I tatuaggi erano diffusi tra i popoli del Pacifico meridionale, in particolare i gruppi Maori, ed erano legati ai riti di passaggio per la venerazione di un dio locale chiamato ʻOro. Questo viene ritenuto da alcuni studiosi il primo ritratto di una persona di colore "dipinta con dignità e grandezza".

Il quadro misura 230 × 140 cm. Venne dipinto tra il 1775 e il 1776, e fu uno dei dodici ritratti esposti da Reynolds all'ottava esposizione dell'Accademia reale nel 1776, dove venne lodato. Venne elogiato per l'ottima somiglianza con il soggetto. Tra gli altri quadri esposti da Reynolds nel 1776 c'era un ritratto a figura intera di Georgiana Cavendish, duchessa del Devonshire, in un ambiente idilliaco molto simile.

Uno schizzo preparatorio a matita è conservato alla biblioteca nazionale australiana come parte della collezione di Rex Nan Kivell, mentre nella galleria d'arte dell'università di Yale è conservato un bozzetto a olio. Il quadro venne riprodotto in una stampa a fumo di Johann Jacobé, pubblicata da John Boydell nel 1780.

Storia

Il ritratto di Mai non venne commissionato a Reynolds, e l'opera rimase nel suo studio fino alla sua morte, nel 1792. Venne venduto all'asta da Greenwood nell'aprile del 1796 al mercante d'arte Michael Bryan per 100 ghinee. Bryan lo vendette al collezionista Frederick Howard, V conte di Carlisle, e venne esposto nella stanza di Reynolds al castello Howard per 200 anni. Non venne mostrato nuovamente in pubblico fino al 1954, quando venne esposto all'accademia reale.

Vendita degli Howard Il dipinto venne incluso nei beni di George Howard, barone Howard di Henderskelfe, alla sua morte, nel novembre del 1984. Venne messo in vendita da suo figlio, Simon Howard, per far fronte ai costi di un divorzio e per sostenere le spese per gestire la tenuta del castello Howard. Howard si offrì di vendere l'opera alla Tate Gallery, ma il prezzo da lui proposto, 5,5 milioni di sterline, venne rifiutato. Messo all'asta da Sotheby's nel settembre del 2001, il dipinto venne acquistato dal mercante d'arte londinese Guy Morrison. La Antiques Trade Gazette affermò che Morrison avesse sofferto di "febbre dell'asta", ossia il lasciarsi prendere la mano e offrire più di quanto il suo cliente privato avesse autorizzato. Il prezzo totale della vendita fu di 10,3 milioni di sterline, una cifra ineguagliabile per un'opera di Reynolds e, allora, la seconda cifra più alta mai pagata per un dipinto di un artista britannico: il primato di allora era stato stabilito nel 1990 dalla vendita per 10,7 milioni di sterline della Chiusa di John Constable, e da allora è stato superato, anche da un'altra vendita della Chiusa nel 2012 (22,4 milioni di sterline).

Acquisto di Magnier In seguito il quadro venne acquistato da John Magnier, un uomo d'affari irlandese. Nel 2002 chiese di poter esportare l'opera, ma la licenza di esportazione gli venne rifiutata dal Comitato di revisione sull'esportazione delle opere d'arte, mentre la Tate Gallery cercò dei fondi per comprare la tela secondo il suo valore dichiarato di 12,5 milioni di sterline. La galleria lanciò una campagna, sostenuta da David Attenborough, per comprare l'opera. Un donatore anonimo si offrì di comprarla da Magnier e darla in prestito alla galleria, ma Magnier si rifiutò di venderla, oltre a rifiutarsi di lasciare che venisse esposta in pubblico nel Regno Unito.

Il quadro rimase in deposito da Christie's fino al 2005, quando venne incluso in una mostra su Reynolds alla Tate Britain nel 2005. Il governo britannico continuò a negare una licenza di esportazione permanente, ma una temporanea venne concessa nel 2005 per 6 anni e mezzo, e il quadro venne esposto alla galleria nazionale d'Irlanda. Nel 2011, la licenza venne rinnovata, ma nel 2012 venne rifiutata un'ulteriore richiesta per una licenza di esportazione temporanea, e il quadro tornò nel Regno Unito. Venne esposto per poco tempo in una mostra su Reynolds al Rijksmuseum di Amsterdam, nel 2018.

Acquisto della National Portrait Gallery e del museo Getty

Nel 2022 il ritratto, il cui valore era salito a 50 milioni di sterline, rischiava di lasciare nuovamente il Regno Unito, perciò venne sottoposto nuovamente a un divieto per l'esportazione di dodici mesi. Non era chiaro come mai il valore dell'opera fosse quasi 5 volte maggiore della valutazione precedente di 10,7 milioni di sterline, anche perché da allora l'opera non era mai stata messa all'asta. Tuttavia, il mercante d'arte e presentatore Philip Mould affermò che questa nuova valutazione potrebbe essere giustificata di fronte al declino nel mercato d'arte delle opere settecentesche dalla diversità insolita del soggetto del quadro; egli disse che "è difficile dare un prezzo a un ritratto a figura intera così raro di un uomo di colore." Fu il fratello di Mould, anch'egli esperto dei maestri britannici del passato, ad aver valutato il quadro per 50 milioni di sterline.

La National Portrait Gallery (NPG) organizzò una campagna di raccolta fondi per acquistare il dipinto, con il sostegno dell'Art Fund (2,5 milioni di sterline, il contributo singolo più generoso mai fatto dal fondo nei suoi 120 anni di storia), il National Heritage Memorial Fund (NHMF) (10 milioni di sterline) e più di 1400 donatori privati. Per assicurarsi più fondi, la galleria avviò delle trattative con il museo Getty di Los Angeles qualora si arrivasse a un'acquisizione congiunta, facendo sì che il quadro venisse condiviso dalle due istituzioni. Tuttavia, un accordo del genere avrebbe complicato la promessa di fondi da parte del NHMF, che aveva stanziato i suoi soldi sulla base di un acquisto del tutto britannico.

Una lettera aperta di accademici importanti nel settore venne pubblicata sul Financial Times nel giugno del 2022, a sostegno della conservazione del ritratto nel Regno Unito. Ne seguì un articolo simile su The Guardian, scritto nel marzo del 2023 da Simon Sebag Montefiore, storico, scrittore e amministratore fiduciario della National Portrait Gallery.

Nel marzo del 2023, il divieto per l'esportazione scadde, e solo metà dei soldi necessari era stata raccolta, con le trattative con il Getty ancora in corso. Allora venne prorogato per altri tre mesi, fino a giugno, per consentire che le trattative tra la NPG e il Getty continuassero. Il direttore della NPG si era rivolto, invano, al governo britannico per un finanziamento diretto del Tesoro, tuttavia, il nuovo presidente del NHMF affermò di sostenere gli sforzi continui per consentire la fruizione pubblica del quadro, anche qualora servisse una nuova risoluzione.

Il 31 marzo del 2023, la NPG e il Getty annunciarono un piano "per acquistare il ritratto e condividerne la proprietà", in un "nuovo modello di collaborazione internazionale". Il ministro delle arti britannico, Stephen Parkinson, barone Parkinson di Whitley Bay, disse che i due musei "erano vicini al raggiungimento di un accordo", che la NPG doveva raccogliere ancora un milione di sterline e che bisognava risolvere gli ultimi problemi tecnici.

Il 25 aprile del 2023, le due gallerie confermarono di aver acquistato con successo il quadro, che venne ribattezzato Ritratto di Mai (Omai), per riflettere il vero nome dell'effigiato.

Si prevede che il possesso del quadro venga alternato tra la National Portrait Gallery di Londra e il museo Getty di Los Angeles; la NPG ha reso l'opera il fulcro della sua riapertura dopo alcuni lavori nel giugno del 2023. Nell'ottobre del 2025 il ritratto venne esposto al Fitzwilliam Museum di Cambridge, come seconda tappa di un programma pubblico e tour nazionale chiamato Journeys with Mai ("Viaggi con Mai"). L'opera venne esposta per la prima volta da maggio ad agosto del 2025 alla Cartwright Hall di Bradford, e nel 2026 sarà esposta al Box di Plymouth.

Il quadro verrà esposto al museo Getty per la prima volta nel 2026, e rimarrà a Los Angeles quando la città ospiterà i giochi olimpici estivi del 2028.

Note

Categoria:Dipinti di Joshua Reynolds Categoria:Ritratti pittorici di nobili Categoria:Dipinti a Londra Categoria:Dipinti nel Getty Museum