La filosofia dell'arredamento è un saggio di Edgar Allan Poe del 1840, riguardante l'arredamento e l'architettura d'interni.

Contenuto Il saggio si apre affermando che i migliori decoratori d'interni siano gli inglesi, da anteporre a italiani, francesi, cinesi, scozzesi, olandesi, spagnoli e russi; la rassegna si conclude con un severo giudizio sugli statunitensi. Secondo Poe, la mancanza nazionale di gusto è dovuta all'assenza di un'aristocrazia del sangue, in quanto il Paese vanta invece una "aristocrazia del dollaro"; è questo, secondo l'autore, il motivo per cui negli Stati Uniti la decorazione d'interni consiste semplicemente nell'accumulare ornamenti costosi. Quindi paragona sfavorevolmente questa situazione a quella inglese.

Poiché però arredare una stanza è una forma d'arte, anche l'arredamento andrebbe giudicato come un'opera d'arte. Gli elementi di una stanza dovrebbero armonizzarsi tra loro, proprio come in un dipinto. Quindi Poe impartisce veri e propri consigli su quelli che, a suo giudizio, dovrebbero essere i criteri per arredare una stanza: attenzione alle tende (dai drappeggi non eccessivi) e ai tappeti; entrambi, a suo parere, dovrebbero essere "rigidamente arabeschi" e non figurati. Poe esprime giudizi severi anche sull'illuminazione a gas e sui lampadari di dimensioni eccessive.

La stanza ideale di Poe

La stanza ideale di Poe è lunga circa nove metri e larga sette metri e mezzo; dovrebbe avere una sola porta e due finestre, che dovrebbero aprirsi su una veranda con massicci infissi in palissandro ed essere schermate da tende di seta color cremisi, con orli argentati e corde dorate. Il cremisi e l'oro andrebbero ripresi in tutta la stanza, in particolare nel tappeto. Le pareti dovrebbero essere rivestite di carta da parati grigio argenteo, con piccoli motivi arabescati cremisi. Alle pareti dovrebbero essere appesi quadri, principalmente paesaggi, ma anche ritratti di donne di bellezza eterea, nello stile di Thomas Sully. La stanza dovrebbe accogliere anche un solo specchio e due grandi divani in seta cremisi, decorati a motivi floreali dorati e completati da poltrone da conversazione, nonché un pianoforte in palissandro e un tavolo ottagonale di marmo. Raccomanda infine "due o trecento libri magnificamente rilegati".

Una stanza arredata seguendo le disposizioni di Poe è riprodotta presso lEdgar Allan Poe National Historic Site a Filadelfia.

Storia editoriale Il saggio fu pubblicato per la prima volta nel Burton's Gentleman's Magazine di maggio 1840, e poi riedito sul Broadway Journal del 3 maggio 1845.Dawn B. Sova, Edgar Allan Poe, A to Z, Checkmark Books, 2001, p. 79

La prima versione conteneva un paragrafo iniziale che si apriva con una citazione da Hegel e introduceva l'argomento, poi cassato nelle versioni successive.

Edizioni italiane La filosofia dell'arredamento, trad. di Patrizia Collesi, in Tutti i racconti, le poesie e le «Avventure di Gordon Pym», Newton Compton Editori, Roma 1992.

Note

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Collegamenti esterni

Contiene un'introduzione al saggio e la traduzione integrale di Federico Garrone (1896).

Categoria:Opere di Edgar Allan Poe