La sua collezione geo-paleontologica costituisce il nucleo storico del museo di paleontologia dell'Università di Catania. Biografia Nacque a Catania nel 1813 da Mario Gravina, proprietario terriero e cugino del principe di Valsavoja, e da Bonaventura Tedeschi. La famiglia risiedeva nel sontuoso Palazzo Gravina-Cruyllas (oggi sede del Museo Belliniano e del Museo Emilio Greco), testimonianza del prestigio della casata di origine normanna e catalana.
Spinto dal padre verso una formazione internazionale, nel 1843 si recò a Parigi, dove soggiornò per circa dieci anni. In Francia frequentò la Sorbona, il Jardin des Plantes e la Scuola di agronomia di Paris-Grignon, studiando sotto la guida di illustri scienziati come Alcide d'Orbigny, Adolphe Brongniart, Élie de Beaumont e Constant Prévost. Durante il soggiorno parigino, divenne membro attivo della Société Entomologique de France e della Société Géologique de France.
Nel 1858 sposò l'inglese Mary Elizabeth Hazell (1835-1909) dalla quale ebbe 6 figli.
Impegno politico Esponente della nobiltà liberale siciliana, Gravina partecipò attivamente ai moti risorgimentali. Già coinvolto nella rivolta antiborbonica del 1837, durante la Rivoluzione siciliana del 1848 fu membro del Comitato provvisorio di Catania e venne eletto deputato alla Camera dei Comuni del Parlamento Generale di Sicilia. In seno all'assemblea, sostenne fermamente l'indipendenza dell'isola e i principi costituzionali.
Nel 1860, con l'Unità d'Italia, fu nominato capitano della Guardia Nazionale. In questo ruolo è ricordato per un celebre intervento a tutela dell'identità cittadina: si oppose con vigore al progetto di spostare la statua dell'elefante di pietra ("u Liotru"), simbolo di Catania, dalla storica collocazione in Piazza Duomo. Ricoprì inoltre la carica di consigliere comunale tra il 1861 e il 1862.
Attività scientifica e accademica Rientrato in patria, Gravina si fece promotore della modernizzazione dell'agricoltura isolana, propugnando l'introduzione di macchine agricole perfezionate (modellate su quelle inglesi e belghe) e la bonifica delle zone paludose, come l'ex feudo Pantano. Nel 1861 ricevette l'incarico di professore provvisorio di Agronomia e Pastorizia presso l'Università di Catania, incarico che detenne fino al 1876.
Nel 1857 collaborò con il geologo britannico Charles Lyell durante il suo secondo viaggio in Sicilia, fornendogli preziosi campioni di flora fossile etnea provenienti dalle località di Fasano e Leucatia.
La Collezione Gravina Il contributo scientifico più rilevante di Gravina è rappresentato dalla sua collezione geo-paleontologica, accumulata in oltre quarant'anni di ricerche tra la Sicilia e l'Europa. La raccolta comprende circa tremila esemplari accuratamente classificati, tra cui invertebrati marini pleistocenici, pesci fossili di Aix-en-Provence e flora fossile etnea.
Con testamento pubblico del 15 gennaio 1891, Gravina legò l'intera collezione all'Università di Catania. Il lascito, riordinato successivamente dal professor Lorenzo Bucca, è oggi esposto presso il Museo di Paleontologia dell'Ateneo catanese, situato in Palazzo Marescotti.
Pubblicazioni Note sur les terrains tertiaires et quaternaires des environs de Catane, in Bulletin de la Société Géologique de France, 1858. Progetto della villa pubblica di Catania, Catania, Tipografia di Francesco Pastore, 1858. Discorso inaugurale agli Studj nella gran sala dell’Università di Catania, Catania, tip. C. Galàtola, 1861. Particolari di agronomia e pastorizia positive ricavati dai viaggi scientifici in Europa, Catania, tip. C. Galàtola, 1862. Sulle cause che arrecano l'impaludamento dell'ex feudo Pantano e sul mezzo di prosciugarlo, in Giornale dell'ingegnere, architetto ed agronomo, 1864.
Bibliografia M. Alberghina, A. Rosso, R. Sanfilippo, S. Di Geronimo, Il Museo di Paleontologia dell'Università di Catania: origine e storia, in Bollettino dell'Accademia Gioenia di Scienze Naturali, vol. 57, n. 388, 2024. F. Sciuto, M. Campisi, The Bonaventura Gravina collection housed in the Catania University. Catalogue of the Paleozoic Invertebrates, in Bollettino dell'Accademia Gioenia di Scienze Naturali, vol. 33, n. 358, 2000. B. Monterosso, Cariche, Gradi e Soci dell'Accademia Gioenia dalla fondazione al 1960, in Bollettino dell'Accademia Gioenia, vol. 6, 1962.
Voci correlate Palazzo Gravina-Cruyllas Charles Lyell
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