Il paese di San Felice Circeo ha una storia antichissima, che inizia con gli uomini di Neanderthal. Durante i secoli il Circeo sarà colonia romana, possedimento dei Templari durante il Medioevo, un feudo dei Caetani e infine roccaforte pontificia.
Preistoria A partire dal 1937 Alberto Carlo Blanc risalgono le prime ricerche paleontologiche intorno al promontorio del Circeo, caratterizzato dalla presenza di numerose grotte sul suo versante meridionale. Ed è proprio nelle grotte e nei ripari sotto roccia che il professor Blanc concentrò le sue ricerche, che nel 1939 lo portarono a scoprire la grotta Guattari, il cui accesso era ostruito da frane antichissime. Una volta penetrato all'interno della grotta il professor Blanc scoprì di essere in un ambiente che aveva ospitato l'uomo di Neanderthal. Trovò una corona di pietre al centro della quale vi era il cranio di un individuo neanderthaliano. Nella grotta inoltre c'era una fitta presenza di ossa fossili di rinoceronte, bue, cavallo e cervo e di pietre di media dimensione usate come arnesi.
Gli studi della stratigrafia della grotta dimostrarono la presenza di animali quali elefanti, rinoceronti, ippopotami, iene, orsi. La stessa quantità di pietre venne trovata all'interno di un'altra grotta del Circeo, la grotta del Fossellone. L'età geologica venne fatta risalire a anni dal presente. Nello stesso periodo del ritrovamento del cranio venne portata alla luce la mandibola di un secondo individuo (Circeo II). Nel 1951 venne scoperta una seconda mandibola (Circeo III) e nel 1954, ma in un'altra grotta, Blanc portò alla luce la mascella inferiore di un bambino di anni prima. La grotta del Fossellone è la seconda grotta per importanza paleontologica del Circeo. All'interno sono stati trovati indizi di pasti, fuochi e arnesi vari. È stata abitata sia dall'uomo di Neanderthal sia dall'Homo sapiens.
Il Riparo Blanc ha poi dato evidenza della presenza nel territorio di gruppi di cacciatori-raccoglitori, la cui presenza è attestata da reperti umani riferiibili ad almeno 7 indvidui, vissuti nel mesolitico, in un periodo compreso tra 9300 e il 7500 anni dal presente.
Storia antica
L'epoca pre-romana A partire dalla metà del 2000 a.C. tutto il Lazio era abitato da popolazioni protolatine. Vivevano di pastorizia e di agricoltura, in villaggi fatti di capanne e successivamente in fortezze costruite su alture. Intorno al 1000 a.C. arrivarono altre popolazioni italiche quali Sabini ed Etruschi. Con queste ondate tutto il Lazio venne abitato: sui monti che delimitano le Paludi Pontine si stabilirono gli Ausoni-Opici. In tutta la zona erano presenti gli Etruschi che fondarono Terracina e Velletri. Dopo la caduta degli Etruschi arrivò l'ondata dei Volsci che occuparono Circei e Terracina spingendosi fino a Roma. Il Circeo era già in antichità un importante centro commerciale; era un approdo per i navigatori stranieri i quali intrattenevano rapporti commerciali con le popolazioni locali e dell'entroterra. Si pensa che il promontorio potesse essere una stazione di approdo dei Focei, una popolazione greca stanziatasi nelle colonie siciliane. I Focei avevano vari scali lungo la costa tirrenica dell'Italia e verosimilmente ne avevano uno anche a Circei. Furono proprio i Focei a localizzare al Circeo la vicenda dell'Odissea di Ulisse e Circe. I Greci iniziarono a narrare e a riportare varie leggende legate al Circeo e a Ulisse, Circe e i loro figli. La fama del Circeo presso i Greci in quest'epoca antichissima fa pensare che evidentemente il Circeo fiorì commercialmente molto prima di altre città del Lazio.
La colonia romana, i Volsci, la colonia latina e le battaglie contro Roma Al Circeo vennero costituite due colonie a distanza di un secolo l'una dall'altra, riferiscono gli storici romani Tito Livio, Dionisio d'Alicarnasso e Diodoro Siculo.
La prima colonia venne inviata al Circeo da Tarquinio il Superbo e fu guidata dal figlio Arunte. Circei viene quindi menzionata nel primo trattato tra Roma e Cartagine, tradizionalmente datato al primo anno della Repubblica romana (509 a.C.)..
Dionisio narra che la colonia venne inviata poiché il promontorio si trovava in una posizione strategica favorevole, in quanto affacciato sul mare. Sono assai poche però le tracce che confermerebbero la presenza di una prima colonia sul territorio di Circei, tanto che molti studiosi mettono in dubbio la presenza dei Romani al tempo di Tarquinio il Superbo. L'unico indizio ci viene dall'Acropoli, e sembra essere la seconda cinta muraria, quella che circonda l'odierno centro storico.
Poco tempo dopo la colonia dovette far fronte all'invasione dei Volsci. Tito Livio riporta che i Volsci, guidati da Coriolano, conquistarono Circei cacciandone i coloni romani. La versione di Dionisio d'Alicarnasso invece riporta che Circei si arrese senza opporre resistenza e che Coriolano non arrecò danni e violenze ai cittadini, ma chiese rifornimenti per l'esercito e un tributo in denaro alla popolazione. Questo dimostra la prosperità dei primi abitanti di Circei. La resa è comprensibile poiché Circei era sì protetta da mura, ma allo stesso tempo era isolata dal resto delle paludi pontine; non poteva ricevere aiuti e inoltre i Volsci stavano incalzando nel Lazio conquistando tutte le città vicine.
Dopo la dominazione volsca i Romani-Latini nel 393 a.C. decisero di riconquistare Circei e costruirono il perimetro dell'Acropoli di Circei facendola divenire una città-fortezza.
Pochi anni dopo la fondazione della colonia latina, nel 385 a.C., Circei intraprese, insieme ad altre popolazioni, una battaglia contro Roma. La battaglia venne vinta da Roma che imprigionò alcuni Circeiensi.
Nel 383 a.C., Circei si alleò di nuovo con Preneste, Velletri e Lanuvio in una guerra contro Roma. La battaglia terminò un anno dopo, anche questa volta con la vittoria di Roma.
Dopo anni di quiete apparente nel 340 a.C. scoppiò la Guerra latina. Circei partecipò attivamente alla guerra tanto che uno dei due pretori della Lega Latina fu Lucio Numicio Circeiense.
Dopo due anni di scontri Roma ebbe la meglio e come conseguenza ci fu una dura repressione per tutte le dieci città latine. Un ultimo scontro si ebbe durante la seconda guerra punica quando Circei e altre città limitrofe rifiutarono di fornire a Roma soldati e provvigioni. Roma rispose ben sei anni dopo pretendendo da Circei il doppio dei soldati e dei rifornimenti richiesti. Durante tutto il periodo romano si deduce che Circei fosse una colonia fiorente. Era strategicamente importante, possedeva un porto e divenne luogo di villeggiatura frequentato dalle personalità di spicco del mondo politico romano.
Testimonianze romane nel territorio di San Felice Circeo Molte furono le personalità di spicco dell'antica Roma che fecero tappa al Circeo e che lasciarono le loro tracce. Molti personaggi importanti erano soliti trascorrere periodi di villeggiatura, altri si ritirarono qui in esilii dorati. Il triumviro Marco Emilio Lepido arrivò al Circeo nel 36 a.C. relegato da Ottaviano. Qui rimase vent'anni e i resti della sua villa si possono ammirare oggi dal belvedere del centro storico (la piazzetta Marconi): si scorge poco lontano una grande costruzione di epoca romana che è appunto la villa di Marco Emilio Lepido. Tuttora è visitabile in quanto è stata recentemente restaurata.
Sono presenti i resti di altre due ville romane: una sul Monte Morrone e l'altra in zona Peretto ove rimane una conserva d'acqua appartenente a una villa di età repubblicana.
Per quanto riguarda le costruzioni religiose bisogna menzionare l'antichissimo tempio dedicato al culto della dea Circe (che coincideva con Venere) che si ergeva sulla vetta più alta del promontorio. L'età è quella della seconda colonia, quindi intorno al 390 a.C. Oggi rimane il basamento del tempio e vari indizi. È stata ritrovata nei pressi del tempio anche la testa di una statua in marmo che raffigura la dea Circe. Oggi è possibile ammirarla al Museo delle Terme di Roma.
Un altro tempio sorgeva in località Monticchio. I reperti venuti alla luce dimostrano che il tempio venne costruito in età assai antica, ovvero intorno al V secolo a.C. Sono stati ritrovati frammenti di ceramiche, figurine in bronzo e monete siculo-puniche. Altri ritrovamenti abbondanti di figurine e statuette sono stati rinvenuti in zona Fontana Copella dove è stata poi scoperta una stipe votiva. Varie le statue, i bassorilievi, le incisioni ritrovate su tutto il territorio.
Altri monumenti degni di nota sono il porto canale di Torre Paola, che congiunge il lago al mare; la Fossa Augusta, un canale che partiva dal lago e che sfociava in mare sul versante opposto, ovvero in località Rio Torto. Oggi è ancora possibile vedere l'opera, seppur con varie modifiche. Tale fossa rientrava nel progetto di Nerone di collegare Ostia al lago d'Averno, in Campania.
Poco conosciuto è il tratto della Via Severiana che passa ai piedi del promontorio, esattamente fra la macchia di Selvapiana e il promontorio stesso. La strada ormai non è più visibile, mentre invece si possono distinguere delle costruzioni funerarie, sepolcri e lapidi che costituiscono una vera e propria necropoli. Sul territorio del comune di Sabaudia sorgono due fra le più importanti testimonianze presenti al Circeo dell'epoca romana: la Fonte di Lucullo e la Villa di Domiziano.
Il Medioevo
L'Alto Medioevo La storia del Circeo presenta un ampio buco temporale che va dalla caduta dell'Impero romano fino all'anno mille. Sono gli anni delle invasioni barbariche e non è da escludere che gli abitanti della colonia abbiano subito violenze e devastazioni, prima con Alarico e poi con Genserico. Non vi sono documenti ufficiali che attestino il passaggio di queste popolazioni barbare al Circeo ma è tutto molto verosimile poiché comunque attaccarono le città situate lungo la Via Appia. Sicuramente Circei venne distrutta nel IX secolo dalle invasioni saracene. Nella prima metà dell'anno 800 infatti la costa italiana, dalla Sicilia alle foci del Tevere, venne attaccata e saccheggiata da navi arabe che partivano dalla Tunisia. Nell'829 Circei conobbe una prima devastazione e i pochi abitanti sopravvissuti si rifugiarono a Terracina. Tutto il secolo fu segnato da battaglie navali fra Saraceni e Stato Pontificio con le vittorie delle flotte papali nella seconda metà del secolo, quando papa Giovanni VIII sconfisse 18 navi nemiche. I pochi fuggiaschi saraceni si rifugiarono nei boschi del Circeo. Nel momento della vittoria però le città marinare di Gaeta, Salerno, Amalfi firmarono la pace con i Saraceni che rimasero presso il Garigliano per trenta anni. In questi trenta anni i paesi costieri del Lazio meridionale vennero saccheggiati e rasi al suolo. Circei ebbe la stessa sorte di molti altri paesi: l'annientamento totale. L'antica colonia era sparita e da quel momento in poi il centro abitato cambiò nome in Rocca Circei, Rocca Circea, Rocca de Circeio, Castrum Sancti Felicis, Locus Sancti Felici.
Feudo dei Frangipane