La casa di abitazione per dipendenti RIV è un edificio residenziale progettato da Gino Becker sito a Torino, in corso Dante n. 81 e via Pietro Giuria n. 48-50-52, nel quartiere San Salvario.

Storia e descrizione Il progetto nasce dall'esigenza dell'azienda RIV di Villar Perosa di realizzare una soluzione abitativa per i propri dipendenti. In particolare, i futuri condomini erano tutti, a eccezione di un dirigente, di estrazione impiegatizia e in buona parte di origine operaia. La progettazione dello stabile, sovvenzionato in cooperativa dai quarantasei futuri proprietari, con una parte dei costi sostenuti dalla RIV, avvenne attraverso incontri tra l'architetto, i dipendenti e le loro famiglie, durante i quali emersero le esigenze abitative di cui Becker tenne conto in fase progettuale. Lo stesso Becker considerò l'intervento come espressione dell'attento e attivo dialogo instauratosi con i futuri inquilini cosa che ha permesso all'edificio di distinguersi tra i molti edifici realizzati dalla grande industria torinese per i propri lavoratori per l'approccio genuino che l'architetto riconosceva nella classe dipendente della cooperativa.

Una volta comprese le esigenze dei futuri condomini, l'architetto si dedicò alla definizione della forma dell'edificio, dovendo confrontarsi con le stringenti norme del regolamento edilizio torinese, che lo costrinsero a diversi compromessi. Questi, secondo lo stesso Becker, contribuirono a rendere l'opera in parte incompiuta rispetto alle intenzioni iniziali, pur lasciando emergere nei dettagli la sua visione progettuale. Dall'angolazione delle due vie traggono origine i movimenti delle logge, che conferiscono all'edificio un certo ritmo; su corso Dante, in particolare, l'angolo ottuso formato dalle due strade si risolve nel disegno trapezoidale degli ampi balconi, presenti in gran numero su tutto l'edificio anche per rispondere alle richieste della cooperativa. L'esecuzione del paramento in muratura con getti in calcestruzzo, insieme ai doccioni, alle cimase e al rifiuto di elementi cromatici estranei, testimonia le rigorose scelte di Becker, orientate più a una concreta sobrietà che a effetti estetici. L'edificio, caratterizzato anche da costi costruttivi contenuti, si presenta come un'alternativa alle coeve "palazzine romane", risultando più vicino allo spirito dell'architettura nordica e alla tradizionale architettura torinese.

L'area a disposizione per la costruzione dell'edificio era di 1194 m², dei quali 729 vennero coperti. L'edificio è costituito da quarantacinque alloggi: diciassette a tre camere, ventidue a quattro, cinque a cinque e uno a sei. A causa della compressione del corpo di fabbrica verso via Giuria, i vani scala furono collocati verso la strada, al fine di ottenere un migliore equilibrio tra le zone giorno e notte degli alloggi. Gli ingressi sono esagonali, soluzione che consente la disposizione obliqua dei serramenti e un più efficiente sfruttamento dello spazio interno fondato su criteri di economicità dello spazio, obiettivo rimarcato già dai disegni dei progetti.

La facciata su corso Dante presenta balconi paralleli al corso, mentre le camere mantengono un andamento ortogonale; sul lato del cortile interno, i balconi si ampliano in corrispondenza del tinello, permettendo l'uso dello spazio esterno durante la bella stagione. L'edificio, la cui ossatura portante è in calcestruzzo armato, presenta un rivestimento in Luserna al piano terreno, mentre i piani superiori sono realizzati in muratura di mattoni. In corrispondenza delle terrazze il muro è intonacato e tinteggiato in bianco avorio; le ringhiere, con bacchette in ferro, sono smaltate in nero, mentre i parapetti dei balconi sono in cemento bianco. I serramenti degli appartamenti sono in larice del Tirolo, verniciati in bianco, con avvolgibili color sabbia; quelli del portone d'ingresso sono invece in larice americano. L'accostamento dei materiali e le soluzioni adottate per parapetti, doccioni e cimase sono stati letti dalla critica come l'esisto di una scelta controllata e rigorosa volutamente votata alla modestia e alla consistenza dell'opera.

Note

Bibliografia

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Categoria:Palazzi di Torino Categoria:Architetture di Gino Becker