Il patto di Abbazia fu un patto di resa firmato il 31 dicembre 1920 dai rappresentati delle milizie di Gabriele D'Annunzio ad Abbazia (allora italiana, oggi appartenente alla Croazia), che pose fine agli scontri iniziati il 24 dicembre tra la Reggenza Italiana del Carnaro e il governo italiano, che presero il nome di Natale di sangue.
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Dopo la conclusione del Trattato di Rapallo tra l'Italia e la Jugoslavia, il governo italiano aveva incaricato il generale Enrico Caviglia di reprimere i legionari che, capeggiati da D'Annunzio, dal 12 settembre 1919 avevano occupano Fiume e alcune isole della costa istriana, istituendo la Reggenza italiana del Carnaro, per assicurarne il possesso italiano. Le trattative tra Caviglia e D'Annunzio ebbero luogo il 1º dicembre 1920, ma non risolsero la situazione. Per ordine del governo italiano, dato che D'Annunzio decise di non ubbidire, la sera del 24 dicembre Caviglia fece sparare da una nave da guerra alcune cannonate sul palazzo di comando del poeta. Seguirono scontri a Fiume, a Zara e in altre località limitrofe, con alcuni morti e feriti. Questi scontri ripresero dopo la tregua di Natale il 26 dicembre e proseguirono fino al 29 dicembre, prendendo il nome di Natale di sangue.
Il 28 dicembre, D'Annunzio riunì l'esercito della reggenza e segnò le sue dimissioni con una lettera indirizzata a Giovanni Host-Venturi e al sindaco di Fiume Riccardo Gigante.
D'Annunzio capì che quella non sarebbe stata una morte gloriosa, come scrisse in un proclama del 26 dicembre:
Il patto Alle 16:40 del 31 dicembre 1920, presso il Comando della 45ª Divisione dell'esercito italiano ad Abbazia, veniva firmato il patto di resa:
Gran parte dei legionari fiumani decisero di entrare nelle squadre d'azione fasciste (e poi nella milizia del regime); una piccola minoranza passò dalla parte dell'antifascismo, tra cui il capitano Mario Magri.
Note
Voci correlate Natale di Sangue Impresa di Fiume Gabriele D'Annunzio Reggenza Italiana del Carnaro
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