La storia dell'Iraq è molto antica e brani della sua fase più remota coincidono con passaggi della storia di importanti civiltà che ebbero sede nel suo attuale territorio. Più in generale, la storia antica dell'Occidente, come quella recente, ruota spesso intorno a questo.

Gli albori della civiltà

In età preistorica l'insediamento umano è testimoniato dal ritrovamento di resti di Uomo di Neandertal nella caverna di Shanidar, databili a circa 60.000 anni fa.

Il medio corso dell'Eufrate divenne prestissimo una parte importante del cosiddetto "corridoio levantino", rotta primaria del traffico commerciale di ossidianaAndrew Sherratt, The Obsidian Trade in the Near East, 14,000 to 6500 BC, ArchAtlas, October 2006, 2nd Edition, online qui (in inglese)..

La Mesopotamia

Dove oggi c'è l'Iraq anticamente c'era la Mesopotamia, (da Mesos Potamos, che significa, "fra due fiumi"), che era una pianura di origine alluvionale e si estende fra i fiumi Tigri ed Eufrate (in arabo: Dijla e Furāt). Oggi viene indicato come parte della cosiddetta Mezzaluna Fertile, l'area in cui, secondo ricostruzioni sempre più accreditate, avrebbe avuto origine il primo sviluppo dell'agricoltura.

La piana ha sedimentato nel tempo, estendendo la superficie emersa: nel IV millennio a.C. la città di Ur era un porto sul mare, poi la costa del Golfo Persico avanzò verso Sud-EstAlcune interessanti ricostruzioni grafiche in questo sito (in inglese)..

I Sumeri

La Mesopotamia, inizialmente percorsa da diverse culture protostoriche e infine dalla Cultura di Ubaid, ospitò lo sviluppo della civiltà sumera, ritenuta la prima civiltà umana sedentaria, che sorse intorno al IV millennio a.C.; secondo la leggenda sumera, il primo insediamento sarebbe stato a Eridu.

I Sumeri, che chiamavano sé stessi sag-gi-ga ('gente dalla testa nera'),Il nome di Šumer, di incerto significato, fu loro attribuito dagli Accadi. e che chiamavano la loro terra Ki-en-gi ('luogo dei signori civilizzati'), vi trascorsero un periodo di circa due millenni nei quali svilupparono arti e conoscenze in molti campi, oltre che una loro cospicua mitologia in cui spicca la figura di Gilgamesh, cui poi sarebbe stata dedicata la nota Epopea di Gilgamesh.

Notevole, sotto molti punti di vista, lo sviluppo di sistemi giuridici, con raccolte di leggi di già densa strutturazione, a partire dal Codice di Ur-NammuUr-Nammu fu re dei Sumeri nel XXI secolo a.C.; l'originale di questo codice non è mai stato reperito, sopravvisse però in copie di età successive. Così in Claudio Saporetti, Antiche leggi, Rusconi, 1998, ov'è definito il più antico codice del vicino Oriente., cui seguirono quello di Lipit-Ištar e raccolte successive della serie ana ittišu. I codici raccoglievano disposizioni generali, ma il diritto aveva avuto un suo sviluppo anche nella forma dell'amministrazione della giustizia da parte dei sovraniMolti ritrovamenti di disposizioni regali, a partire da quelli di Entemena che fu re di Lagaš intorno al 2400 a.C., lasciano supporre che tale attività sia stata diffusa ed articolata. Si vedano in proposito C. Saporetti (cit.) e M. Lambert, "Une inscription nouvelle d'Entéména", in Rivista degli Studi Orientali, 47 (1972)..

Le successioni delle dinastie dei re sumeri sono convenzionalmente prese a riferimento per una suddivisione in fasi della loro storiaSi noti però che non si intende per "dinastia" una successione di re appartenenti alla medesima famiglia, bensì una successione di re che ebbero imperio su una data città.. Un'altra distinzione ripartisce i re del periodo antidiluviano e postdiluviano, con riferimento al Diluvio universale narrato nella Bibbia ed oggi oggetto di alcuni studi che ne proverebbero l'effettiva verificazione; dopo questa grande alluvione, con il re Etana di Kish, che avrebbe regnato fra il 3000 a.C. ed il 2700 a.C.In realtà il periodo di regno di Etana è variamente fissato in una durata leggendaria che andrebbe dai 635 ai 1500 anni. Intorno al 3100 a.C., comunque, si è stimato che la città di Uruk avesse fra i 25.000 ed i 50.000 abitanti (v.)., la vita della civiltà dei Sumeri sarebbe ripresa per la sua fase finale, concludendosi intorno al 2000 a.C. (o al 1730 a.C. secondo alcune fonti), passando per l'Impero accadico.

Gli Accadi e i Gutei

Intorno al 2300 a.C., infatti, i Sumeri erano stati sottomessi dagli Accadi, che avevano conquistato il sistema delle città-stato riunite da Lugalzagesi in un impero.

Fu Sargon di Akkad (che regnò dal 2334 a.C. al 2279 a.C.) a identificare Akkad capitale di un dominio vastissimo, via via accresciuto da nuove conquiste e accompagnato dalla nascita della lingua accadica. E fu l'eponimo di una dinastia che ebbe nel nipote Naram-Sin il rappresentante della sua massima espansione.

La dinastia non durò a lungo, dopo soli due secoli di esistenza fu infatti abbattuta dai Gutei nel 2175 a.C., popoli ex-nomadi che sfruttarono conflittualità interne alla corte di Akkad per impadronirsi del vasto impero. Anch'essi però non ebbero che 21 re, dominanti la Mesopotamia settentrionale, mentre al sud Uruk, Ur e Lagash vivevano fasi di rinascita, con la notevole vicenda del periodo di Gudea (regnante in Lagash dal 2144 al 2124 a.C.).

Fu con la reviviscenza di queste dinastie decentrate che ebbe vita la fase neo-sumerica della storia mesopotamica: Ur-Nammu re di Ur (dal 2113 al 2095 a.C.) sottomise Uruk e Lagash, iniziando la terza dinastia di Ur, mentre i Gutei si estinguevano con la morte, forse criminosa, di Utuhengal, loro ultimo re.

La fine della terza dinastia di Ur, favorita da un'insurrezione interna, coincise con la fine dell'epoca sumera. Le città-stato si posero in reciproca competizione, disgregando i resti dell'impero e favorendone la conquista da parte di Babilonia, una città fondata intorno al 2200 a.C. sulle sponde dell'Eufrate.

I Babilonesi

La dominazione babilonese si trasformò presto in un nuovo impero, che ebbe in Hammurabi (regnante dal 1792 al 1750 avanti Cristo) il suo massimo esponente. Si protrasse per ben 10 dinastie che dal secondo millennio a.C. regnarono sino al 539 a.C.

In quest'epoca l'antico territorio, oggi iracheno, passò attraverso il succedersi di eventi, veri o leggendari, di grande notorietà; non ultimo il mito della Torre di BabeleBabele era un altro nome della capitale. in cui si sarebbe verificataOltre alla citazione biblica, va detto che racconti di un simile evento si reperiscono in altre culture del periodo. la proverbiale confusione delle lingue. La crescita e lo sviluppo della città, che San Giovanni avrebbe in seguito definito "la grande meretrice" (Apocalisse), furono buon sedimento per l'evoluzione di arti, religioni, lavori pubblici ed interventi organizzativi. Il Codice di Hammurabi - da taluni identificato come lo strumento di definitiva affermazione della legge del taglione - rimane come uno dei primi notevoli esempi della sistematica del diritto e, secondo più d'uno studioso, anche come modello letterario ed ovviamente giuridico. La società si divideva, con precipuo riferimento alla proprietà fondiariaLa cui forma tipica era in latifondo., in tre classi di schiavi, semi-schiavi ed uomini liberi (cui si affiancava una sottoclasse borghese che raccoglieva i "professionisti").

Dopo la presa del potere da parte della dinastia dei Caldei (624 a.C.) da parte di Nabopolassar, il suo successore Nabucodonosor II, re dal 624 a.C. al 562 a.C., fu l'artefice della ristrutturazione di Babilonia che superato il milione di abitanti era divenuta la prima metropoli della storia e che fu ornata dei giardini pensiliLa leggenda attribuisce però la loro ideazione alla regina Semiramide., una delle sette meraviglie del mondo.

Babilonia fu attaccata e conquistata dai Cassiti, che vi regnarono dal 1595 (profittando del sacco di Babilonia compiuto dall'ittita Mursili I) al 1155 a.C. Nel nord della Mesopotamia si sviluppò l'ancora in parte misterioso regno di Mitanni (Hanigalbat), che raggrupparono alcune città-stato del precedente impero sotto il comando delle tribù guerriere degli Hurriti; questo regno fu poi abbattuto ed il suo territorio annesso al proprio dagli Assiri.

Le dominazioni

La Persia, Ciro il Grande, Alessandro Magno, i Seleucidi

Successivamente, Ciro il Grande, della dinastia achemenide, (secondo la leggenda) sottomise Babilonia con uno stratagemma, annettendola al suo impero di rapida espansione, di cui fu una delle cinque capitali e una satrapia. Per molto tempo la satrapia avrebbe condiviso le sorti dell'impero.

Con la conquista dell'impero persiano, infatti, Alessandro Magno estese il suo dominio anche sui territori dell'attuale Iraq, ed altrettanto accadde quando i diadochi, alla morte di questi323 a.C., si spartirono i domini; fra questi, Seleuco, satrapo di Babilonia, diede origine alla dinastia dei Seleucidi, che vi avrebbe regnato sino al 140 a.C. quando furono sconfitti dai PartiIn realtà i Seleucidi mantennero un ridotto dominio su alcuni territori della Siria, poi conquistati dai Romani nel 64 a.C..

I Parti

I Parti, cioè i seguaci di Arsace, condottiero dahai, si scontrarono con Demetrio II NicatorO Nicatore ("il Vincitore")., che cercava di ricostruire l'impero seleucide già in decadenza, lo sconfissero e si impossessarono di ciò che di quell'impero restava; Babilonia divenne una loro provincia. Anche Antioco VII Evergète SidétèsO Evergete Sidete ("il Benefattore, della città di Sidone"), figlio di Demetrio I e fratello di Demetrio II. provò un'ultima offensiva nel tentativo di ristabilire i domini seleucidi, ma dopo alcuni successi iniziali fu sconfitto definitivamente da Fraate II nei pressi di Ecbatana.

I domini dei Parti furono notevolmente accresciuti da Mitridate I, che si trovò a fronteggiare ben presto uno scomodo vicino, l'altrettanto espansivo impero romano con cui confinava. Con Roma stabilì un patto di non aggressione, per il quale il confine fra i due imperi veniva fissato nel fiume Eufrate.

La Mesopotamia, però, era nel frattempo divenuta importante crocevia commerciale, punto di incontro delle rotte che dalla Cina portavano alla penisola italica, attraverso il Mediterraneo, oppure verso l'Egitto e l'Africa settentrionale, attraverso il Mar Rosso. Ed il controllo sull'area mesopotamica consentiva il controllo sulla Via Reale di Persia, importantissimo canale di comunicazione commerciale e strategicaLa strada lambiva sia Ninive (Mosul), sia Babilonia.. Non tardarono quindi i Romani ad interessarsene ed a programmare azioni contro i Parti. Nel 53 a.C. una spedizione condotta da Marco Licinio Crasso affrontò i Parti nella assai nota battaglia di Carre e si concluse con la disastrosa sconfitta ad opera del generale (spahbod) SurenaLa battaglia di Carre destò sensazione anche per la sproporzione fra le armate: i romani disponevano di circa 43.000 unità (35.000 legionari, 4.000 cavalieri, 4.000 unità di fanteria leggera), gli avversari solo di 10.000 (1.000 catafratti e 9.000 arcieri a cavallo). Lo stesso Crasso vi morì. Carre è l'antico nome di Harran (Turchia)..

Per altri tre secoli Romani e Parti si sarebbero battuti per il possesso della Mesopotamia e delle altre aree controllate da questi, con una situazione pressoché di perenne stallo dovuta alle differenze tecniche e tattiche di schieramento delle rispettive armateMentre i Romani disponevano di armate registrate su un vasto impiego della fanteria, i Parti privilegiavano la cavalleria "corazzata" con agile supporto i reparti di arcieri; in campo aperto ciò apriva a una supremazia dei Parti, ma una volta giunti a ridosso delle postazioni la situazione si ribaltava, poiché la mancanza della fanteria appiedata rendeva ardua l'espugnazione..