Il Complesso dei Santi Teresa e Giuseppe è un luogo di culto cattolico di Napoli, sito in via Santa Maria ai Monti nel quartiere di San Carlo all'Arena.
Storia Le origini di questo complesso vanno ricercate nella figura di Antonietta Cataneo, la quale, diventata nel 1910 suora delle Carmelitane Scalze presso il Monastero di Santa Teresa degli Scalzi, decise di fondare una nuova casa, supportata dal padre carmelitano Romualdo di Sant'Antonio. Nel 1911 fu preso in affitto il secondo piano del Complesso delle Suore Betlemite ai Ponti Rossi, il quale venne adattato a piccolo monastero. L'anno successivo grazie alla benefattrice Felicia Parisi fu acquistato, sempre sulla collina di Santa Maria ai Monti sovrastante i Ponti Rossi, un ampio terreno con una palazzina di proprietà dell'avvocato Giuseppe Abbamonte. La palazzina fu immediatamente adattata alle esigenze di vita monastica, ma nel frattempo, sotto la guida di Padre Romualdo, reinventatosi architetto, iniziò la costruzione di un nuovo e più ampio monastero, completato soltanto nel 1923 e destinato alla vita di clausura. La crescita numerica della comunità e l'accadimento di eventi miracolosi, che portarono all'aumento del seguito di fedeli devoti, rese necessaria la costruzione di una nuova grande chiesa, da dedicare ai santi Teresa e Giuseppe, a sostituzione della cappella originaria inaugurata nel 1923. La posa della prima pietra avvenne nel 1937. A dirigere i lavori, rallentatisi a causa della Seconda Guerra Mondiale, fu ancora Padre Romualdo di Sant'Antonio, il quale spirò nel 1955, anno nel quale la nuova chiesa fu completata e consacrata dall'arcivescovo di Napoli, Marcello Mimmi.
Descrizione La chiesa del complesso si presenta con un impianto "classicheggiante" a croce latina. L'unica navata è voltata a botte e ai suoi lati presenta una serie di cappelle, scandite da paraste corinzie e sopra i cui altari marmorei sono collocati dipinti su tela di pittori locali come Roberto Carignani, Francesco Galante, Vincenzo Vingiano e altri ancora. Il transetto è sormontato da un'alta cupola e vede la presenza a destra del sepolcro di suor Maria Giuseppina Cataneo di Gesù Crocifisso (sorella della fondatrice Antonietta e soggetta a miracoli che hanno contribuito alla fama di questo monastero), mentre a sinistra si ammira il comunichino, dotato di grata in ferro battuto, dal quale le suore di clausura tutt'oggi assistono alle messe. In fondo alla navata vi è l'abside semicircolare preceduto da un'imponente altare maggiore, dietro il quale si apre una grande nicchia a tutto sesto che accoglie un complesso scultoreo in stucco consistente in una gloria d'angeli che racchiude, a sua volta, i dipinti di San Giuseppe con il Bambino e Santa Teresa d'Alcantara.
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Bibliografia Napoli sacra. Guida alle chiese della città, coordinamento scientifico di Nicola Spinosa; a cura di Gemma Cautela, Leonardo Di Mauro, Renato Ruotolo, Napoli 1993-1997, 15° fascicolo.
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