Il Gobbo del Califfo è un'opera buffa in atto unico del 1929, composta da Franco Casavola su libretto di Arturo Rossato.
Composizione Tra 1922 e 1927, in seguito al suo apprendistato con Ottorino Respighi e alla sua esperienza Parigina, Casavola aveva composto una serie di opere di stampo futurista, del quale egli era esponente; tuttavia, a seguito della propria rottura con l'ambiente futurista, egli distrusse la gran parte dei suoi lavori, che non vennero mai rappresentati e che sopravvivono soltanto in frammenti e carteggihttps://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=55122&RicPag=2&RicDimF=2&RicProgetto=musica&RicSez=prodpersone&RicVM=indice&RicTipoScheda=pp. Tra queste opere c'erano Anickham del 3000 e un balletto meccanico intitolato Interpretazione dei rumor e dei movimentii delle macchine, oltre a una serie di cantate come FuturLieder e Cantata per Uriel, composta esclusivamente da gorgheggi asmaticiF. CASAVOLA, 'La musica futurista, Le atmosfere cromatiche della musica, Le versioni scenico-plastiche della musica', in «Il Futurismo. Rivista Sintetica Illustrata», n. 10, 1924.
Negli anni successivi Casavola si orientò sempre più verso la musica classica e la lirica; Il Gobbo del Califfo è considerata la sua prima opera compiuta. Il soggetto è liberamente ispirato a una fiaba contenuta ne Le mille e una notte dal titolo Storia del gobbo e dei condannati, mentre la musica, fortemente influenzata dal Mascagni (di cui Casavola era ammiratore e seguace), presenta comunque elementi di modernismohttp://www.centrostudibaresi.it/franco-casavola/. La storia originale fu molto semplificata dal compositore e da Rossato, e include una morale sociale del tutto assente nella fiabahttps://bari.repubblica.it/cronaca/2026/05/16/news/la_lirica_mi_ha_riportato_a_bari_il_gobbo_del_califfo_al_petruzzelli_sara_una_scoperta_per_tutti-425348803/.
Il Gobbo del Califfo debuttò il 4 maggio 1929 al Teatro Costanzi di Roma, con la direzione di Gino Marinuzzi, la regia di Alessandro Sanine e scene e costumi di Mario Cito Filomarino; nel ruolo eponimo c'era Emilio Ghirardini, mentre gli altri interpreti erano per lo più esordientihttps://archiviostorico.operaroma.it/edizione_opera/il-gobbo-del-califfo-1928-29/. L'opera riscosse un buon successo e contribuì a lanciare la carriera di Casavola; fu riproposta sempre a Roma nella stagione successivahttps://archiviostorico.operaroma.it/edizione_opera/il-gobbo-del-califfo-1929-30/ e in quella del 1956, in occasione della scomparsa del compositorehttps://archiviostorico.operaroma.it/edizione_opera/il-gobbo-del-califfo-1955-56/. A lungo assente dai cartelloni, Il Gobbo del Califfo è stata inserita nella stagione 2026 del Teatro Petruzzelli di Barihttps://www.fondazionepetruzzelli.it/eventi/il-gobbo-del-califfo-casavola-21-24-maggio/.
Trama L'opera si svolge interamente a Baghdad, in una piazza su cui affacciano numerose botteghe e case popolari, nel corso di una notte stellata.
Un giovane, l'Innamorato, si reca sotto casa della sua amata e le canta una serenata accompagnandosi col liuto; da un casa lì vicino escono il Ciabattino e la Ciabattina, che costringono il giovane a fuggire (l'Innamorato tenterà più volte di concludere la sua serenata, ma verrà continuamente interrotto dagli altri personaggi). Mentre imbandisce la cena sulla soglia di casa, la Ciabattina si lamenta col marito della vita noiosa che conducono; improvvisamente in strada si sente arrivare il Gobbo del Califfo, giullare di corte. I Ciabattini lo invitano a cena per rallegrare la serata, e il buffone accetta.
Il Gobbo si lancia in scherzi e canzoni, ingozzandosi di cibo e vino; nel bel mezzo di un canto, tuttavia, stramazza al suolo. I Ciabattini lo credono morto, e sapendo che il califfo gli è talmente affezionato da condannare a morte chiunque gli faccia del male, tentano di sbarazzarsi del corpo abbandonandolo sulla soglia di casa del Dottore della città, il quale, aprendo la porta, fa ruzzolare il corpo giù per le scale: pensando di averne accidentalmente causato la morte e temendo a sua volta per la sua vita, lo porta da un vicino noto per la sua sempiterna rabbia, il Collerico. Questi, in effetti, lo aggredisce scambiandolo per un ladro, finendo per credere di averlo ammazzato; lo trascina quindi a casa di un Mercante, che ha appena il tempo di accorgersi della sua presenza: sopraggiunge infatti il Visir del califfo, messosi alla ricerca del buffone scomparso. Vedendolo chino sul corpo del Gobbo, crede che sia stato il Mercante ad assassinarlo e lo condanna a morte.
Mentre una gran folla si raduna per assistere all'esecuzione del Mercante, il Collerico prova rimorso e si autoaccusa del delitto; prima che il Visir possa ucciderlo, il Dottore si assume la colpa, seguito a ruota dal Ciabattino, che sottolinea come la morte del Gobbo sia stata accidentale. Confuso da quel garbuglio di situazioni, il Visir manda a chiamare il saggio Barbiere della città: questi esamina il corpo e si accorge che in effetti il Gobbo non è morto, ma è rimasto soffocato da una spina di triglia. Rimossala, il buffone torna in vita e riprende a cantare dal punto in cui si era interrotto; i cittadini lo portano quindi in trionfo, inneggiando alla gloria di Allah e del Sultano. Approfittando della confusione, l'Innamorato torna alla finestra della sua amata e riprendere la serenata, ma due guardie, stizzite per non aver potuto compiere il loro dovere, lo arrestano. Il libretto si conclude infatti con un sinistro monito:
Organico orchestrale La partitura prevedehttps://www.arengario.it/opera/il-gobbo-del-califfo-libretto-di-arturo-rossato-musica-di-franco-casavola-11565/: 3 flauti (di cui un flauto piccolo) 2 Oboi 1 Corno inglese 2 Clarinetti, 1 clarinetto basso 2 Fagotti e 1 controfagotto 4 Corni 3 Trombe 3 Tromboni 1 Tuba Percussioni: Timpani, xilofoni (4 suonatori), Campane, Triangolo, Piatti, Piatto sospeso, Tam-tam, Tamburo piccolo, Grancassa Archi: Violini, Viole Violoncelli, Contrabbassi
Note
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