Il castello di Casaleggio Boiro è il castello medievale del comune di Casaleggio Boiro, in provincia di Alessandria.
Storia
Il castello di Casaleggio Boiro sorge isolato su un'altura dominante le vie di comunicazione verso le Capanne di Marcarolo, posizione strategica per la via di comunicazione tra il Piemonte e la Liguria.
Il luogo è citato per la prima volta nel 1033 in un documento del marchese Adalberto e di sua moglie Adelaide relativo alla donazione del monastero di Santa Maria di Castiglione; nel 1164 Federico I confermò il territorio tra i possedimenti del marchesato del Monferrato. Nel 1431 il feudo fu occupato da Francesco Sforza per poi rientrare nelle proprietà monferrine quattro anni dopo. Nel XVI secolo, con l'estinzione della dinastia dei Paleologi, il feudo passò ai duchi di Mantova che investirono gli Spinola del controllo del territorio. Successivamente proprietà dei Gonzaga dal 1425 al 1705 fu un feudo della famiglia Fieschi..
L'origine del castello è databile intorno al X secolo con alcune parti dell'edificio risalenti tra XI e XII secolo.. Nel tempo le strutture originarie subirono diverse opere di ristrutturazione e di modifica di cui è prova la presenza di numerosi elementi rinascimentali e barocchi.
Nel XIV secolo Casaleggio Boiro entrò nei possedimenti dei Paleologi del Monferrato per poi essere nel 1431 occupato da Francesco Sforza, situazione che perdurò per quattro anni quando fu restituito ai monferrini. In seguito all'estinzione della dinastia paleologa nel XVI secolo il territorio passò ai duchi di Mantova, che infeudarono il castello alla famiglia Fieschi. Il feudo rimase ai Fieschi dal 1425 al 1705 quando passò - durante il XVIII secolo - alla famiglia Guiglia attraverso dopo un susseguirsi di successioni ereditarie e accordi matrimoniali.
Anche il castello di Casaleggio Boiro, come numerosi edifici fortificati dell'Oltregiogo, venne studiato da Alfredo d'Andrade, che nel 1880 eseguì rilievi documentari dei castelli della zona.
Nel 1967 il castello fu scelto come set per alcune scene dello sceneggiato televisivo I promessi sposi diretto da Sandro Bolchi, dove funse da location per il castello dell'Innominato.
Descrizione Considerato uno dei più antichi edifici fortificati del Monferrato il castello sorge su una collina isolata e separata dal centro abitato, affiancata solamente da una piccola chiesa ai suoi piedi.
L'edificio presenta un impianto irregolare caratterizzato da una torre quadrata che supera di poco l'altezza delle cortine murarie e da una torre circolare d'angolo aggiunta durante il rinacimento rinascimento; tra gli elementi più antichi vi è la cortina merlata sud-occidentale, il palazzo baronale e l'architrave scolpito dell'ingresso principale che si ritiene risalenti tra XI e XII secolo.
Uno degli elementi architettonici più significativi del castello è infatti il bassorilievo in pietra posto sopra l'ingresso, nel quale sono raffigurati un cavaliere armato di scudo e lancia e una dama affiancata da due leoni, sullo scudo e sulla gualdrappa del cavallo compare inoltre un'arma gentilizia, probabilmente una mazza o un martello d'armi.
L'edificio conserva inoltre bifore decorate con motivi a merletto e varie stratificazioni architettoniche riconducibili agli interventi rinascimentali e barocchi.
Note
Bibliografia
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