La Piana di Lucca (in dialetto "il pian di Lucca") è un'area pianeggiante che si estende attorno alla città di Lucca, comprendente parte della Lucchesia ed altre aree contigue.

Dal punto di vista storico la Lucchesia appartenne allo Stato lucchese (vedi Repubblica di Lucca, Principato di Lucca e Piombino e Ducato di Lucca) e corrisponde grosso modo alle antiche Sei Miglia. L'area in questione si presenta piuttosto uniforme sotto il profilo dialettale e della cultura materiale.

Geografia fisica A livello fisico la pianura si estende oltre la Lucchesia e va a comprendere aree con ben altre caratteristiche dialettali e culturali rispetto a quelle prettamente lucchesi.

La Piana di Lucca è delimitata: ad ovest e a sud-ovest dalla piccola catena subappenninica del Monte Pisano (altitudine massima 917 metri s.l.m.), che separa la Provincia di Lucca dalla Provincia di Pisa; a nord dalle propaggini sudorientali delle Alpi Apuane e dal gruppo montuoso dell'Appennino Tosco-Emiliano denominato Altopiano delle Pizzorne; a est dal massiccio collinare del Montalbano; a sud-est dalle modestissime alture delle Cerbaie, che separano la Provincia di Lucca da quella di Firenze e dal Val d'Arno Inferiore; a ovest dai Monti d'Oltre Serchio che separano la piana dalla Versilia

L'area è un immenso deposito alluvionale che si creò con i detriti trasportati dai torrenti che scendono dalle vicine alture e dal Serchio; accoglie le acque del Serchio al limitare dei Colli Apuani, accompagnandole verso il mare in direzione di Nozzano e Ripafratta.

L'area comprende per intero il comune di Lucca e in parte quelli di Capannori, Porcari, Altopascio, Montecarlo, Villa Basilica e Pescaglia. Ne appartiene parzialmente l'area della Valdinievole che include parte dei territori comunali della confinante Provincia di Pistoia (Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Monsummano Terme, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Larciano, Lamporecchio e Uzzano). Rientrano nella Piana di Lucca anche parte dei comuni di Bientina e Castelfranco di Sotto, che si trovano nell'estremità nord-orientale della Provincia di Pisa, e parte del comune di Fucecchio, che si trova all'estremo lembo occidentale della Provincia di Firenze.

Geografia antropica Dal punto di vista geografico la Piana di Lucca comprende, per intero o parzialmente, i territori di 20 Comuni e 4 Province:

Provincia di Lucca: Lucca Capannori Altopascio Montecarlo Pescaglia Porcari Villa Basilica Massarosa Camaiore Provincia di Pistoia: Buggiano Chiesina Uzzanese Massa e Cozzile Uzzano Monsummano Terme Montecatini Terme Pescia Ponte Buggianese Provincia di Pisa: Bientina Castelfranco di Sotto Provincia di Firenze: Fucecchio

Clima Pur rientrando tra i climi mediterranei quello della Piana di Lucca è caratterizzato da minimi invernali frequentemente sotto lo zero e estate calde e afose, solamente da un mese con siccità estiva, in media poco prolungata. Si riscontrano infatti caratteri di continentalità a causa delle elevate escursioni termiche sia giornaliere che annue. Secondo la classificazione dei climi di koppen appartiene al gruppo "Csa" tendente al "Cfsa" in alcune zone più interne a ridosso dei monti e in bassa collina: è caldo e afoso d'estate con giorni di calura che si avvicinano ai , mentre è freddo e rigido durante l'inverno con giorni di gelo, soprattutto nelle campagne circostanti alla città dove in qualunque stagione in caso di bel tempo si registrano temperature minime inferiori anche di qualche grado, spesso a causa della forte inversione termica e per l'elevato tasso di umidità; sono invece rarissimi i giorni di ghiaccio. Nel periodo invernale (non da escludere) si hanno precipitazioni nevose (anche se spesso con accumuli scarsi o addirittura nulli), mentre in piena estate le scarse precipitazioni si hanno sotto forma di temporali. Nelle aree alto collinari della Lucchesia il clima è invece sub-mediterraneo temperato "Cfsb", mentre nella piccola porzione montana è da definirsi oceanico "Cfb". Nel periodo invernale, oltre i 400 metri s.l.m., la neve non è rara anche se non ha molta permanenza al suolo, dato che i monti del territorio comunale sono tutti inferiori a mille metri di altezza. La media nivometrica varia tra i e i circa in base all'esposizione e all'altitudine. Le direzioni prevalenti dei venti sono di levante tra settembre ed aprile e ponente tra maggio ed agosto.

Ambiente Nella Piana di Lucca si coltivano cereali e pioppi in pianura, mentre viti e ulivi in collina. I boschi, sia in base all'altitudine che all'esposizione, sono occupati da varietà di piante, tipiche tra la sottozona media del lauretum di 2º tipo alla sottozona fredda del Fagetum in corrispondenza dei principali rilievi. Negli ultimi anni il clima permette all'ulivo la sua sopravvivenza e il ciclo di fruttificazione completa dal piano basale fino ad una quota media massima compresa tra 450 e i 550 metri s.l.m. in base all'esposizione e ai microclimi.

Geologia

La Piana di Lucca si formò a partire dal Miocene a causa dei movimenti delle placche tettoniche che comprendevano l'Appennino Settentrionale.

L'area di depressione formatasi a Sud dell'Appenino Tosco-Emiliano (ovvero l'odierna Piana di Lucca) rappresenta il prolungamento della valle del Serchio in direzione sud-est. Attualmente è caratterizzata da due zone ben distinte tra di loro dal punto di vista geografico e geologico, ovvero la Piana di Lucca e la Piana di Pescia – Valdinievole, separate dalle zone collinari di Montecarlo.

La depressione è caratterizzata da depositi di ambiente salmastro nella zona sud-est, dove si trovano le Cerbaie, mentre la parte settentrionale presenta sedimenti di ambiente lacustre, databili tra la fine del Pliocene e l'inizio del Pleistocene Inferiore (5-6 milioni di anni fa). Sempre nello stesso periodo, si ipotizza l'esistenza di un vasto bacino lacustre localizzato in una zona compresa tra l'area pedemontana appenninica a nord, il Monte Albano ad est, il gruppo dei Monti Pisani ad ovest e le colline tra Calcinaia e Vinci: ciò è confermato dalla presenza, nelle zone marginali della Piana (Montecarlo), di depositi lacustri costituiti da materiali fini e argillosi, oltre a materiali più grossolani come sabbie, conglomerati rocciosi e ciottoli.

I conglomerati ciottolosi e sabbiosi della zona delle Cerbaie e di Altopascio, tipici di un ambiente fluvio deltizio piuttosto che di un ambiente lacustre, fanno ritenere che la Piana di Lucca, nel Pleistocene, sia stata interessata da diverse azioni geologiche, quali sollevamento tettonico e cicli differenziati di erosione e sedimentazione.

I mutamenti geologici, tra i quali l'innalzamento dei rilievi collinari presenti tra Montecarlo, le Cerbaie e Altopascio, condizionarono il sistema idrografico della Piana di Lucca, in tempi successivi portarono allo stato attuale dell'idrografia locale. Infatti nell'interfase tra le due glaciazioni di Würm il Serchio attraversava la Piana di Lucca da nord a sud, dividendola praticamente a metà, e continuava il suo percorso fino ai pressi di Calcinaia per poi immettersi nell'Arno. A causa dell'innalzamento del letto dell'Arno, il Serchio si ritirò progressivamente fino a colmare la Piana di Lucca, lasciando così nell'area di Bientina, dove prima scorreva, ristagni e impaludamenti.

Il Serchio si divise così in due rami minori (Auser e Auserclo): l'Auserclo, ramo con direzione sud-ovest, riuscì a sfondare gli ostacoli naturali tra Ripafratta e i Monti D'Oltre Serchio e creare un nuovo percorso fluviale per poi sfociare nei pressi di Migliarino; l'Auser corrispondeva con l'antico percorso del Serchio, ovvero quello che si immetteva nel fiume Arno.

In tempi storici (dal VII al XVI secolo) tutti i rami del Serchio vennero arginati e regimati dando al fiume così il suo aspetto attuale. L'area di Bientina e le zone circostanti maggiormente soggette agli impaludamenti e ai ristagni furono successivamente bonificate e drenate creando una serie di canali dagli alvei abbandonati del Serchio, come il ramo denominato Auser.

Storia Dalla Preistoria agli Etruschi

L'uomo di Neanderthal apparve nella Piana di Lucca all'incirca anni fa e si insediò in una zona emersa della Piana ricca di flora e fauna, soprattutto lungo i corsi dei fiumi, dei laghi e nelle coste, luoghi ritenuti idonei per vivere e cacciare. I primi ritrovamenti, databili attorno a - anni fa, consistono prevalentemente in attrezzature adatte all'uso quotidiano di selce e diaspro lavorati in maniera più o meno accurate. Le stazioni di ritrovamento di questi reperti sono: la Grotta dell'Onda e la Buca della Iena a Camaiore e la Grotta del Gosto nella montagna di CetonaMencacci e Zecchini. Lucca preistorica, pp. 12-13-39.

In un arco di tempo che si aggira attorno ai anni, tra i e anni fa, a causa delle vicissitudini geologiche che si susseguirono nella Piana di Lucca e causarono cambiamenti di clima, flora e fauna, si insediò in zona l'Homo sapiens sapiens. A differenza degli insediamenti dell'uomo di Neanderthal, i luoghi scelti per vivere dall'Homo sapiens sapiens assunsero un carattere per lo più temporaneo: durante la stagione estiva gli accampamenti furono installati nelle zone più aperte come Massaciuccoli, mentre in inverno gli accampamenti si trovavano in zone più protette come le grotte lungo la Valle del SerchioMencacci e Zecchini. Lucca preistorica, pp. 63-64-79.

Tra i e i anni fa ci furono grandi spostamenti e insediamenti di più popoli tutti nella stessa lingua di terra compresa tra la Liguria, la Versilia, la Valle del Serchio e la Piana di Lucca, in maggioranza lungo le zone fluviali. I primi spostamenti nell'entroterra, anni fa, furono causati probabilmente dalla ricerca di cibo e le zone più popolate svilupparono l'industria litica come dimostrano i ritrovamenti all'Isola Santa in GarfagnanaMencacci e Zecchini. Lucca preistorica, pp. 106-107..

Tutti questi spostamenti si susseguirono durante il Mesolitico finché, con l'avvento del Neolitico, anni fa, si presentarono grandi rivoluzioni tecniche, sociali ed economiche: si migliorarono le tecniche di lavorazione della pietra, nacquero agricoltura, allevamento e arte vasaria, sorsero i primi villaggi e si sviluppò un commercio embrionale. La Piana di Lucca è priva di materiali risalenti a quell'epoca: le uniche tracce sono le ceramiche rinvenute nella Buca delle Fate di Cardoso, le ceramiche e l'industria su ossidiana (roccia magmatica trasportata dalle Isole Eolie) rinvenute nella Grotta dell'Onda a Camaiore.

In seguito alla scoperta del rame, vere e proprie ondate di esploratori percorsero il Mediterraneo alla ricerca di miniere di rame. Anche la Piana di Lucca fu interessata dagli itinerari dei primi minatori, forse per la presenza di minerali d'argento e di rame di ottima qualità. Resta il fatto che la Piana continuò a rimanere isolata dal punto di vista culturale, anche se tra questa e la Versilia non esistono barriere insormontabili per i gruppi umani. In base ai reperti ritrovati, non ci sono differenze culturali tra i popoli che si stabilirono in queste zone: gli stessi elementi decorativi si trovano sia nella Spelonca di Maggiano, sia nella Grotta dell'Onda a Camaiore, sia nello Spacco delle Monete di Vecchiano.

L'Età del bronzo, al contrario dell'Età del rame, è scarsamente documentata sia nella Piana di Lucca che nelle zone circostanti come Versilia, all'epoca considerate zona di passaggio verso i luoghi più ricchiMencacci e Zecchini. Lucca preistorica, pp. 120..