Gli stivali Ugg, in inglese Ugg boots, sono un tipo di calzatura unisex in pelle di pecora originaria dell’Australia. Generalmente realizzati in pelle di pecora double-face, presentano il vello all’interno, una superficie esterna conciata e una suola sintetica. Nati come calzature funzionali pensate per offrire calore e comfort, gli ugg boots erano comunemente utilizzati dai surfisti australiani negli anni ’60. Nel decennio successivo si diffusero anche nella cultura del surf del Regno Unito e degli Stati Uniti. A partire dalla fine degli anni ’90, gli stivali in pelle di pecora acquisirono popolarità come accessorio di moda negli Stati Uniti, per poi diventare una tendenza globale durante la metà degli anni 2000. In Australia, invece, continuano a essere utilizzati prevalentemente come pantofole domestiche e sono spesso associati a uno stile informale e alla cosiddetta cultura bogan.

L’utilizzo del termine “ugg” è stato oggetto di numerose controversie legali tra produttori di calzature in pelle di pecora. In Australia e Nuova Zelanda il termine è considerato generico e descrive una tipologia di scarpa, motivo per cui esistono numerosi marchi registrati che includono la parola “ugg” in differenti loghi e design. Al di fuori di questi paesi, invece, “UGG” è un marchio registrato appartenente alla società statunitense Deckers Outdoor Corporation, che detiene i diritti del marchio in oltre 130 paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Cina e gli Stati membri dell’Unione europea. L’azienda tutela attivamente il marchio contro i produttori australiani che commercializzano “ugg boots” nei mercati internazionali.

Tra i principali produttori australiani e neozelandesi di questo tipo di calzatura figurano EMU Australia, Uggs-N-Rugs e Ugg Australia. Sebbene Deckers sia frequentemente identificata come il maggiore produttore di stivali UGG al di fuori dell’Australia, l’azienda promuove il prodotto come parte di uno “stile di vita californiano”. In seguito a un’indagine della Australian Competition & Consumer Commission riguardante l’uso potenzialmente fuorviante del termine “Australia” nel branding, Deckers ha progressivamente abbandonato la denominazione “UGG Australia” adottando semplicemente il marchio “UGG”.

Storia

Origini Le origini degli stivali Ugg sono oggetto di diverse interpretazioni e rivendicazioni. Stivali artigianali in pelle di pecora erano già conosciuti nelle aree rurali australiane negli anni ’20 e venivano utilizzati, secondo alcune testimonianze, dai tosatori di pecore poiché resistenti alla lanolina della lana, sostanza che tendeva a deteriorare le comuni calzature da lavoro. Rimane tuttavia incerta la data d’inizio della produzione commerciale. Secondo alcune fonti, gli stivali venivano già prodotti nel 1933 dalla società Blue Mountains Ugg Boots nel Nuovo Galles del Sud. Frank Mortel, fondatore della Mortels Sheepskin Factory, ha invece dichiarato di aver iniziato la produzione alla fine degli anni ’50, mentre il surfista australiano Shane Stedman ha sostenuto in diverse interviste di essere stato l’inventore degli ugg boots moderni. Anche Bruce e Bronwyn McDougall, fondatori di Uggs-N-Rugs a Perth, producono questo tipo di calzatura sin dalla fine degli anni ’70.

Anche l’origine del termine “ugg” non è del tutto chiara. Shane Stedman registrò in Australia il marchio “UGH-BOOTS” nel 1971 e successivamente il marchio “UGH” nel 1982. Frank Mortel ha invece affermato di aver iniziato a utilizzare l’espressione “ugg boots” nel 1958, dopo che sua moglie descrisse come “ugly” (“brutti”) i primi stivali da lui realizzati. Altre teorie suggeriscono che il termine derivi da denominazioni precedenti, come “fug boots”, usata per indicare gli stivali in pelle di pecora indossati dai piloti della Royal Air Force durante la prima guerra mondiale.

Nel corso degli anni ’70 i termini “UGG” e “UGH” iniziarono a comparire frequentemente nella pubblicità australiana sia come marchi commerciali sia come denominazioni generiche per gli stivali in pelle di pecora. Nel 1981 il Macquarie Dictionary incluse per la prima volta una definizione di “ugg boot” come termine generico riferito a questo tipo di calzatura. In seguito alle proteste di Shane Stedman, le edizioni successive del dizionario indicarono tuttavia “UGH” come marchio registrato.

Negli anni ’70 gli ugg boots divennero particolarmente popolari tra i surfisti agonisti australiani, contribuendo alla diffusione internazionale della calzatura. Ancora oggi le scarpe in pelle di pecora rappresentano una quota significativa della produzione calzaturiera australiana.

Diffusione internazionale La diffusione internazionale degli ugg boots fu strettamente legata alla cultura del surf. Le prime pubblicità di stivali australiani in pelle di pecora comparvero nel 1970 su riviste surfistiche californiane. Entro la metà degli anni ’70, diversi negozi di articoli da surf a Santa Cruz e nella San Fernando Valley, in California, iniziarono a vendere piccole quantità di stivali acquistati dai proprietari durante viaggi in Australia in occasione di competizioni di surf. Nel 1978 l’azienda australiana Country Leather, produttrice di stivali in pelle di pecora nell’Australia Occidentale, iniziò a cercare distributori internazionali per commercializzare i propri prodotti all’estero. Il surfista australiano Brian Smith, trasferitosi a Santa Monica in California, intuì il potenziale commerciale degli ugg boots nel mercato statunitense. Insieme al collega Doug Jensen acquistò inizialmente stivali prodotti da Country Leather, ma successivamente decise di creare un proprio marchio registrando il nome “UGG”. Con un investimento iniziale di 20.000 dollari da parte di amici e familiari, i due fondarono la società Ugg Imports. Nel 1987 Smith registrò la società Ugg Holdings Inc. e il logo “Original UGG Boot UGG Australia” negli Stati Uniti. Nel 1995 Ugg Holdings acquisì inoltre i vari marchi registrati da Shane Stedman.

Parallelamente, nel Regno Unito, l’azienda Hide & Feet di Newquay iniziò a produrre stivali in pelle di pecora nel 1973. Nel 1990 Nick Whitworth e la moglie Kath acquistarono l’attività e registrarono il marchio “UGG” nel Regno Unito. A causa della crescente popolarità del prodotto, l’azienda cambiò successivamente nome in “The Original Ugg Co.”. Nel 1999 Whitworth cedette il marchio britannico “UGG” e il nome commerciale alla società statunitense Deckers Outdoor Corporation, rinominando la propria impresa Celtic Sheepskin Company.

Nel corso degli anni ’90 gli ugg boots acquisirono crescente popolarità tra i surfisti californiani. Nel 1994 circa l’80% delle vendite di Ugg Holdings proveniva dalla California meridionale, in particolare dalla contea di Orange. Nello stesso anno gli stivali ottennero ampia visibilità internazionale quando furono indossati dalla squadra olimpica statunitense durante i Giochi olimpici invernali di Lillehammer. Parallelamente, anche i produttori australiani registrarono un aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti, sebbene Ugg Holdings mantenesse una quota dominante del mercato. Nel 1995 Brian Smith vendette Ugg Holdings a Deckers Outdoor Corporation per 14,6 milioni di dollari. L’anno successivo Deckers registrò negli Stati Uniti i principali marchi legati al nome “UGG” e avviò una strategia di marketing orientata al mercato della moda. Attraverso collaborazioni con celebrità quali Kate Hudson, Sarah Jessica Parker, Cameron Diaz, Leonardo DiCaprio e Jennifer Lopez, oltre a numerosi product placement in produzioni televisive e cinematografiche come Sex and the City, il marchio UGG venne progressivamente associato alla moda e al lusso casual. Questa strategia contribuì a una rapida crescita commerciale del marchio: nel 2008 Deckers dichiarò vendite globali di prodotti UGG pari a 689 milioni di dollari, con un incremento di quasi cinquanta volte rispetto al 1995. Nello stesso periodo l’azienda intraprese numerose azioni legali per tutelare il marchio “UGG” nei mercati internazionali, contrastando la vendita di “ugg boots” da parte di produttori australiani all’estero.

In Australia e Nuova Zelanda, tuttavia, gli ugg boots continuano a essere considerati principalmente calzature pratiche e informali, associate al comfort domestico piuttosto che all’alta moda. Nell’immaginario culturale australiano sono spesso collegati a uno stile trasandato e alla cultura bogan. Il successo internazionale del marchio UGG è pertanto attribuito soprattutto alla strategia di marketing di Deckers, che trasformò una tradizionale calzatura australiana in un prodotto di moda globale.

Caratteristiche e materiali

Gli ugg boots tradizionali australiani sono realizzati in pelle di pecora con il vello ancora attaccato. Durante il processo di concia, il vello viene integrato nella pelle e lo stivale viene assemblato con il lato lanoso rivolto verso l’interno. Molti modelli presentano una suola sintetica, generalmente realizzata in etilene vinil acetato (EVA), mentre le cuciture risultano spesso visibili sulla parte esterna della calzatura.

Le proprietà isolanti naturali della pelle di pecora conferiscono agli ugg boots caratteristiche termiche particolarmente efficaci. Le fibre interne del vello assorbono l’umidità e favoriscono la circolazione dell’aria, contribuendo a mantenere i piedi a una temperatura stabile. Grazie a queste proprietà, gli stivali sono in grado di mantenere il calore durante i mesi freddi e, al contempo, offrire comfort anche in condizioni climatiche più calde.

Prodotti da numerose aziende, gli ugg boots sono disponibili in un’ampia varietà di colori, tra cui nero, rosa, blu, castagna e fucsia. Esistono sia modelli senza chiusura, da infilare direttamente, sia versioni con lacci. L’altezza dello stivale può variare da poco sopra la caviglia fino oltre il ginocchio.

Nel tempo sono state sviluppate anche varianti realizzate in pelle e pelliccia di canguro, oltre a modelli interamente sintetici. Sebbene queste ultime versioni siano talvolta considerate inferiori dai produttori tradizionali, il loro costo più contenuto ne ha favorito la diffusione presso grandi catene di distribuzione come Myer.

Critiche e diritti degli animali La pelle di pecora utilizzata nella produzione degli ugg boots costituisce un sottoprodotto dell’industria alimentare ovina. Le pecore, infatti, non vengono allevate esclusivamente per la produzione delle pelli, ma principalmente per il consumo di carne. Di conseguenza, la disponibilità di pelle di pecora dipende direttamente dal numero di animali destinati alla filiera alimentare. L’aumento della popolarità globale degli stivali marchiati “UGG” è stato indicato come una delle principali cause della crescita della domanda di pelle di pecora, contribuendo a un significativo incremento dei prezzi della materia prima tra il 2010 e il 2012.

Come altri capi realizzati con materiali di origine animale, gli ugg boots sono stati oggetto di critiche da parte dei movimenti per i diritti degli animali. Diverse organizzazioni animaliste hanno promosso campagne di boicottaggio contro l’utilizzo della pelle di pecora, incoraggiando l’adozione di alternative sintetiche. In risposta alle critiche, alcuni produttori hanno dichiarato di aver introdotto standard più elevati per il benessere animale all’interno delle proprie filiere produttive.

Nel 2007 l’attrice e attivista Pamela Anderson invitò pubblicamente al boicottaggio degli ugg boots dopo aver appreso che gli stivali erano realizzati con pelle animale. Nel febbraio 2008 la Princeton Animal Welfare Society organizzò una protesta universitaria contro l’industria delle pellicce, criticando in particolare il settore degli stivali in pelle di pecora.

Nel 2024 il marchio UGG annunciò la produzione dei suoi primi stivali vegani in collaborazione con la stilista Collina Strada. I nuovi modelli utilizzano materiali alternativi come canna da zucchero, Tencel e microfibra di poliestere riciclato.

Controversie sul marchio