I naufragatori dell'Oregon è un romanzo d'avventura di Emilio Salgari, pubblicato in prima edizione nel 1896. L'opera è ambientata nei mari e nelle isole dell'Asia sud-orientale, tra il Borneo, il Mar di Celebes e Timor.

Al centro della vicenda vi è un complotto legato a un'eredità: per impedire che due giovani ne entrino in possesso, viene organizzato lo speronamento del piroscafo Oregon. Dal naufragio prende avvio una vicenda che conduce i superstiti dal mare alle foreste del Borneo e quindi a Timor.

Storia editoriale

La prima edizione in volume uscì nel 1896 presso Giulio Speirani e Figli, a Torino. In quegli anni Salgari collaborava con gli Speirani, presso i quali pubblicò racconti e romanzi su riviste come Silvio Pellico, L'Innocenza, Il Giovedì e Il novelliere illustrato. Nella fase torinese, gli Speirani riconobbero in Salgari la capacità di inserire nel racconto d'avventura elementi educativi e scientifici, anche sul modello di Jules Verne.

Nel 1922 il romanzo fu pubblicato a Milano dalla Società Editoriale Milanese in una decima edizione con illustrazioni di Angelo Brusa.

Trama Nella notte del 21 agosto 1872, a breve distanza dal Borneo e dall'isola di Tawi-Tawi, l'avventuriero O'Paddy guida il vecchio battello Wangenep contro il piroscafo Oregon. O'Paddy agisce d'accordo con il malese Aier-Raja e ha lo scopo di speronare lOregon, facendo apparire l'urto come una collisione accidentale. L'urto avviene nel mare di Celebes e provoca gravi danni al piroscafo speronato, mentre il Wangenep affonda dopo l'esplosione delle caldaie.

Il movente dell'attentato è spiegato attraverso Wan-Baer, armatore di Manila e cugino di Amely e Dik Wan-Torphof. I due giovani viaggiano sullOregon con l'ex ufficiale olandese Held per raggiungere Timor e far valere i propri diritti su una grande eredità lasciata da uno zio. Wan-Baer assolda O'Paddy perché la collisione faccia scomparire documenti e persone, in modo da potersi presentare come erede legittimo.

Dopo lo speronamento, i superstiti attraversano una serie di pericoli marittimi e terrestri che li conducono dal relitto e dal naufragio alle coste e alle foreste del Borneo. La fuga è segnata dall'incontro con pirati, animali selvatici e gruppi locali descritti nel romanzo come dayaki. Nella parte finale del romanzo, i superstiti entrano in rapporto con Kara-Olo e con i dayaki-laut, mentre i traditori vengono progressivamente smascherati.

Tre giorni dopo gli ultimi scontri nel Borneo, i naufraghi partono su un praho di Kara-Olo alla volta di Kupang, capitale del possedimento olandese di Timor. A Kupang, Held, Lando, Amely e Dik sorprendono Wan-Baer e gli rivelano che i suoi complici sono morti e che lOregon non è affondato. Wan-Baer tenta di reagire, ma viene disarmato da Lando e lasciato andare su richiesta di Amely. La conclusione riferisce che Amely e Dik prendono possesso dell'eredità, ricompensano Kara-Olo, Malù e Lando, e non hanno più notizie di Wan-Baer.

Personaggi

Amely Wan-Torphof Giovane erede, sorella di Dik Wan-Torphof, è una delle due vittime designate del complotto di Wan-Baer e viaggia sullOregon per raggiungere Timor e prendere possesso dell'eredità dello zio.

Dik Wan-Torphof Fratello minore di Amely, accompagna la sorella nel viaggio verso Timor ed è coinvolto con lei nella contesa ereditaria che muove l'azione del romanzo.

Held Ex ufficiale dell'esercito olandese e poi di quello cinese, accompagna Amely e Dik come loro protettore durante il viaggio verso Timor.

Lando Soldato siciliano imbarcato sullOregon, diventa uno dei principali alleati di Held e dei due giovani dopo lo speronamento della nave.

Wan-Baer Armatore di Manila e cugino di Amely e Dik, è il mandante del complotto organizzato per impedire ai due giovani di entrare in possesso dell'eredità.

O'Paddy Marinaio irlandese assoldato da Wan-Baer, comanda il Wangenep nello speronamento dellOregon e si presenta poi ai naufraghi come vittima della collisione.

Critica Il Dizionario biografico degli italiani colloca la produzione salgariana degli anni torinesi nel rapporto con gli editori Speirani, presso i quali Salgari pubblicò racconti e romanzi su riviste come Silvio Pellico, L'Innocenza, Il Giovedì e Il novelliere illustrato. Gli Speirani riconobbero in Salgari la capacità di unire racconto d'avventura, contenuti educativi e riferimenti scientifici, anche guardando al modello di Jules Verne.

Felice Pozzo cita I naufragatori dell'Oregon tra le opere salgariane del 1895-1896 legate a esplorazioni geografiche e viaggi oceanici, assieme a Un dramma nell'Oceano Pacifico, Attraverso l'Atlantico in pallone, I naufraghi del Poplador, Nel paese dei ghiacci e I pescatori di trepang.

Edizioni

Traduzioni Spagnolo

Russo

Note

Bibliografia

Voci correlate Borneo Mar di Celebes Naufragio Romanzo di avventura Timor

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