La Pieve di Santa Maria di Naula è sede di culto cattolico ed è ubicata a Naula, frazione di Serravalle Sesia in provincia di Vercelli in Piemonte. Storia Il nome ha origini antichissime, gli studiosi riconducono il toponimo alla parola latina naulum con il quale si intende l’obolo da pagare al barcaiolo; infatti, è proprio in questa zona che si trovava una delle barche per attraversare il fiume Sesia. Per secoli, le vicende di questa zona sono rimaste legate all'Autorità religiosa del Vescovo-Conte di Vercelli, le Episcopus et Comes, il cui potere fu il vero motore dei mutamenti che videro crescere il territorio. Costruito in epoca romana, probabilmente intorno al V secolo sulle rovine di un tempio o di una villa pagana, l'edificio sorse in modo umile per accogliere non solo gli abitanti di quella che sarebbe diventata Serravalle, ma anche delle genti di Sostegno e Lozzolo. Successivamente, nell'VIII secolo, probabilmente durante il periodo longobardo in quanto sono state rinvenute tombe ad inumazione considerate piuttosto tarde e forse reperibili a quell’epoca, che l'estrema semplicità dell'unica navata originaria non bastò più a contenere il popolo o, forse, non risponde nella sua estrema semplicità ai moduli architettonici del tempo, che vede nel gioco delle ombre e delle luci, dato dalle tre navate una allegoria all'idea della fede fatta di carne e spirito, di uomo vecchio e uomo nuovo. Quindi ci fu la costruzione di tre navate (come oggi), realizzata grazie a un ampliamento intelligente operato da abili "magistri" (maestri) architetti. Questi costruttori conservarono la parete nord, che ancora oggi appare disassata rispetto al resto, e trasformarono la parete sud in un colonnato, edificando poi un secondo colonnato centrale e completando l'opera con una nuova parete esterna. Di quell'epoca restano gli archi a ferro di cavalloLa Pieve di S. Maria di Naula, Ieri e Oggi a cura del Comitato per la Valorizzazione, Serravalle Sesia, 1983Giacomo Gagliardini, Origini e sviluppi del Cristianesimo in Valsesia dal V al XIII secolo, Università del Piemonte Orientale, 2000.

Con il passare dei secoli, Naula accolse l'influenza del Romanico, uno stile che richiamava l'armonia e la compostezza dell'arte imperiale romana riletta in chiave cristiana. La Pieve si abbellì seguendo questo nuovo linguaggio: comparvero le tre absidi coronate da archetti pensili, la bifora che alleggerisce la facciata e il caratteristico tetto a due falde. Questo periodo segnò l'apice della fortuna di Naula, che era allora abitata dagli Arimanni. Questo termine, derivante dall'antica lingua tedesca, indicava uomini dell'esercito o liberi signori legati alla terra: una piccola nobiltà che possedeva beni in eredità senza legami di servitù verso i signori feudali. Periodo di decadimento Tuttavia la posizione di Naula al centro di una conca la rendeva vulnerabile. Nonostante la vicinanza al castello di Vintebbio, gli abitanti sentirono il bisogno di una difesa maggiore contro le incursioni nemiche. Per questo motivo, il 3 giugno 1254 venne presentata la domanda per abbandonare le antiche case e fortificarsi in una zona più alta. Il 13 marzo 1255 nacque così ufficialmente il Borgofranco, ovvero Serravalle Sesia. Del vecchio villaggio di Naula rimasero solo rovine irrilevanti; si narra che le pietre delle case abbandonate furono trasportate a Piane, altra frazione di Serravalle, per erigere le prime cascine della frazione. Il decadimento si accentuò ulteriormente tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, infatti nel 1595 ci fu la creazione della parrocchia di Vintebbio e nel 1629 quella delle Piane sottrasse alla Piave le trentatré giornate di terra che ne costituivano la dote economica. La "Plebs" di Naula, così ricordata nei più importanti Diplomi Imperiali ai Vescovi di Vercelli del secolo IX al XII, un tempo cuore vitale della zona, si ritrovò isolata in mezzo alla campagna vicino al fiume Sesia. Riscoperta della Pieve Ma il silenzio fu rotto tra il 1872 e il 1876 dall'iniziativa del Teologo Matteo Borri, prevosto di Naula, che avviò scavi metodici all'interno della chiesa e nel cimitero circostante. L'importanza dei ritrovamenti attirò studiosi illustri come il Bruzza e il Mommsen, che decifrarono lapidi risalenti dall'antichità romana fino al diciottesimo secolo . Ricostruzione Nel 1974, quando Don Pietro Lupo prese possesso della Parrocchia della Pieve si trovò di fronte ad un grosso lavoro di ripristino generale, in quanto il sacro edificio era seriamente compromesso: intorno il terreno minacciava frane, la facciata segnava grosse fenditure che raggiungevano anche le volte interne con infiltrazioni di acqua piovana. Dunque, la preoccupazione per lo stato di totale abbandono in cui versava l'antica Pieve di Naula mosse alcuni appassionati di cose serravallesi ad indire una pubblica riunione con l'intervento delle Autorità locali al fine di provvedere in qualche modo al risanamento dell'edificio . Il 30 marzo di quell'anno ci fu la prima riunione, tenutasi nei locali dell'ENAL di Piane Sesia, con la grande partecipazione della popolazione di Piane e di Naula e con la presenza delle Autorità municipali, durante la quale si gettarono le basi dei futuri lavori di restauro. La seconda riunione del Comitato si tenne in data 11 maggio 1974 per rinnovare anche l'antica festa religiosa e fu creato un settore del Comitato per l'organizzazione della festa stessa. A testimoniare che il Comitato non sorse per il volere di pochi ma che, al contrario, realizzò il desiderio di molti, ben presto arrivarono adesioni, suggerimenti, beneficenze. Infatti, l’amore per l’antica Pieve e soprattutto il desiderio di accelerare i restauri indusse molti anche lontani ad inviare al Comitato un tangibile contributo, grazie al quale esso poté continuare la propria attività. Nel 1976 la Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte, riconosciuta l'importanza storico-architettonica della Pieve di Santa Maria di Naula e la inderogabile necessità dei restauri, così scrisse dalla propria Sede in Palazzo Chiablese a Torino -al sig. Pietro Gerla, il Sindaco di Serravalle:”Si trasmette il Decreto Ministeriale di approvazione, corredato dal relativo progetto tecnico finanziario delle opere, relativo ai lavori di restauro alla Chiesa di S. Maria in Naula, sita in frazione Piane Sesia del Comune di Serravalle Sesia, con preghiera di volerlo notificare, in via amministrativa, al rev.do Don Pietro Lupo, proprietario pro-tempore del Sacro Edificio” . Così si diede inizio ai restauri con le prime opere di consolidamento e di verifica e fu creata l'organizzazione “Amici di Naula” destinata a premiare con la concessione di una speciale tessera tutti coloro che avrebbero dimostrato interesse per l’avvenire della Piave . Nel 1977 fu inaugurata la sede in Piane Sesia del Comitato dal Prof. Carlo Guido Mor, docente all'università di Padova e studioso di storia valsesiana e molto interessato all’evolversi dei lavori della Piave durante il periodo longobardo, a cui inoltre il Presidente della Repubblica ha conferito il titolo di “Professore Emerito”.

Nel mese di ottobre del 1975 la Soprintendenza di Torino venne nella determinazione di richiedere al Ministero per i Beni Culturali un finanziamento per i più urgenti lavori da attuarsi nella Pieve. Nell'anno seguente si diede il via ai primi interventi: puntellamento della facciata, scavo per esecuzione di opere di sottomurazione, demolizione di intonaci interni con ogni cautela al fine di preservare il sottostante paramento antico, formazioni di cordoli in cemento armato per legatura dei muri perimetrali, indagini geognostiche ed idrogeologiche. Sempre in quell'anno, si continuò da parte della Soprintendenza con i seguenti interventi: rifacimento di parte del manto di copertura in tegole curve e della grossa orditura lignea e rifacimento degli intonaci demoliti con malta di Piacenza. Invece nel 1978 i lavori furono i seguenti: demolizione di intonaci sulla facciata sino al vivo della muratura, la demolizione dei tamponamenti alle finestrelle monofore, inserimento di cinque catene alle volte della navata centrale per il contenimento delle spinte . Nel 1979 si portò a termine il rifacimento del tetto, si operò il consolidamento di volte fessurate e venne sistemata la facciata lasciando in pietra viva la parte più antica ed intonacando le sovrapposizioni e le aggiunte. Il 15 giugno del 1980 si tenne la Festa in modo tale che i partecipanti potessero godere del risultato raggiunto dai restauri della Soprintendenza. Negli anni seguenti venne ripristinato l'interno e sistemato l'antistante piazzale. Con questi lavori la Chiesa di S. Maria di Naula ha ripreso l'aspetto originario di chiesa romanica con la facciata in pietra nuda e l'interno candido di calce . Campanile Fino alla metà del XVII secolo, si pensava che la chiesa di Naula fosse priva di campanile, ma lo storico serravallese Vercellino Pellini affermava di vedere ancora la scala di pietra. Questo fa pensare ad una costruzione di un certo rilievo, molto probabilmente situata nell’attuale prima campata della navata sud. Va notato che dall’ambiente è intuibile anche dall’esterno in quanto nella posizione predetta il tetto della navata centrale risulta più altro che nella parta restante.

Comunità Negli anni Ottanta, Don Pietro Lupo ebbe l’idea di un foglio informativo distribuito ai parrocchiani per tenerli aggiornati sulla sistemazione della chiesa che stava andando per le lunghe. Come detto dal medesimo: “Il Foglio non avrà carattere periodico, non uscirà a date fisse verrà stampato e diramato quando se ne presenterà l'opportunità. Sarà un veicolo di informazione e di amicizia che consoliderà i buoni propositi che regnano ancora fra quanti vedono in queste iniziative delle opere non vane”. Ancora d’oggi viene distribuito per scopi informativi riguardanti le celebrazioni religiosi. Infine, ci sono stati molti visitatori tra cui: Albino Mensa, arcivescovo di Vercelli, Prof. Carlo Guido, l'Architetta Maria Grazia Cerri, l'Arch. Kate Calderini di Cavallirio, Prof. Alberto Bossi di Varallo, attento storico valsesiano, il Dott. Carlo Erbetta di Serravalle, scrittore ad estimatore d'Arte, il Geom. Nereo Croso, una visita guidata dal Prof. Casimiro Debiaggi, Dott. ing. giulio Cesoni, residente a Torino, membro della comunità europea e presidente della sezione valsesiana di “Italia nostra”. Note

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