Ostenolepis è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi appartenente ai Palaeoniscimorpha, vissuto nel Giurassico inferiore (Sinemuriano) nell’area dell’attuale Italia settentrionale. L’unica specie nota è Ostenolepis marianii, descritta nel 2026 dai sedimenti del celebre Konservat-Lagerstätte di Osteno, nel bacino lombardo della provincia di Como.
Etimologia Il nome del genere deriva dalla località di Claino con Osteno, presso il Lago di Lugano, dove i fossili furono rinvenuti, combinato con il suffisso greco lepis (“scaglia”), in riferimento alla distintiva copertura scagliosa dell’animale. L’epiteto specifico marianii onora Pio Mariani, scopritore del giacimento di Osteno nel 1964.Franceschi, F.; Marramà, G.; Carnevale, G. (2026). Bony fishes (Osteichthyes) from the Sinemurian (Jurassic) Osteno Konservat-Lagerstätte (Como, NW Italy). Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia, 132(1): 9–58.
Descrizione Ostenolepis era un piccolo pesce dal corpo elegantemente fusiforme, una pinna caudale fortemente eterocerca e una particolare ornamentazione delle scaglie ganoidi, dotate di solchi anteriori e spine posteriori. L’olotipo possiede una lunghezza totale di circa 89,9 mm e una lunghezza standard di 65,6 mm. La profondità corporea stimata è di circa 19 mm, con un rapporto lunghezza/profondità di 6,8.
Il cranio era allungato, con frontali lunghi e sutura rettilinea, parietali quadrangolari e grandi ossa intertemporo-sovratemporali che raggiungevano le ossa nasali. La bocca era terminale e la mascella presentava un’ampia piastra postorbitale.
Le pinne erano ben sviluppate, con circa 29 raggi nella pinna pettorale, circa 38 nella pinna pelvica, almeno 22 nella pinna dorsale e circa 25 nella pinna anale. Le pinne pelviche erano particolarmente larghe e dotate di spine posteriori sui raggi distali. La pinna caudale era fortemente eterocerca, con il lobo dorsale molto più sviluppato di quello ventrale e ricoperto da scaglie romboidali ganoidi. Le scaglie rappresentano uno dei caratteri più distintivi del genere. Erano ganoidi, romboidali, ornate da solchi anteriori e provviste di spine posteriori. La linea laterale era composta da almeno 50 scaglie specializzate, quasi doppie rispetto a quelle circostanti. Tra la linea laterale e la base della pinna dorsale erano presenti sette-otto file di scaglie, numero analogo a quello tra linea laterale e pinna pelvica.
Classificazione La specie è nota da diversi esemplari, tutti provenienti dal giacimento di Osteno. L’olotipo (MSNM V617) consiste in uno scheletro quasi completo ma privo della regione antero-dorsale del tronco e della parte anteriore della pinna dorsale. Altri paratipi comprendono gli esemplari MSNM V538, MSNM V554 e MSNM V652. I fossili sono conservati presso il Museo Civico di Storia Naturale di Milano.
Ostenolepis appartiene ai Palaeoniscimorpha, un gruppo di attinotterigi primitivi molto diffuso nel Paleozoico e nel Mesozoico inferiore. Il genere si distingue dagli altri paleoniscimorfi per la combinazione di cranio allungato, grandi ossa intertemporo-sovratemporali, pinne pelviche eccezionalmente sviluppate, fulcri caudali allungati e ornamentazione unica delle scaglie.
In passato alcuni esemplari erano stati attribuiti con incertezza ai generi CosmolepisSchaeffer B. & Patterson C. (1984) - Jurassic fishes from the western United States, with comments on Jurassic fish distribution. American Museum Novitates, 2796: 1–86. o PteroniscusDuffin C.J. (1998) - Ostenoselache stenosoma n.g. n.sp., a new neoselachian shark from the Sinemurian (Early Jurassic) of Osteno (Lombardy, Italy). Paleontologia Lombarda, nuova serie, 9: 1-27., oppure alla famiglia CoccolepididaeDuffin C.J. & Patterson C. (1993) - I Pesci fossili di Osteno: una nuova finestra sulla vita del Giurassico inferiore. Paleocronache, 2: 18–38., prima dell’istituzione del nuovo taxon nel 2026.
Sembra che il più stretto parente di Ostenolepis possa essere proprio Pteroniscus, analogo nella struttura delle scaglie, ma affinità sono state riscontrate anche con Indaginilepis del Cretaceo tedesco.
Paleoambiente Ostenolepis viveva nel bacino lombardo durante il Sinemuriano, in un ambiente marino legato ai margini nordoccidentali della Neotetide. Il Konservat-Lagerstätte di Osteno è noto per l’eccezionale conservazione della fauna ittica e comprende anche Holophagus, Dapedium, Furo, Dorsetichthys bechei, Peripeltopleurus jurassicus e Pholidolepis teruzzii. La presenza di taxa condivisi con il celebre giacimento di Lyme Regis in Inghilterra suggerisce connessioni paleobiogeografiche tra le faune marine del Giurassico inferiore dell’Europa occidentale.
Note
Categoria:Paleonisciformi Categoria:Taxa descritti nel 2026