The Boys of Dungeon Lane è un album in studio del cantautore britannico Paul McCartney, pubblicato il 29 maggio 2026 dall'etichetta americana Capitol.
Descrizione Il titolo dell'album viene da un verso del brano In Liverpool, una demo realizzata durante la produzione dell'album Off the Ground del 1993. Dungeon Lane è una strada di Liverpool che si trova nel sobborgo di Speke, e l'album è incentrato principalmente sui ricordi di McCartney ambientati nella zona.
La copertina dell'album presenta un cartello stradale di Liverpool che recita: "The Boys of Dungeon Lane L24Codice postale del sobborgo di Speke." su uno sfondo color crema. In basso a destra è presente la firma di Paul McCartney.
Produzione L'album è stato prodotto da Paul McCartney e Andrew Watt. McCartney e Watt si incontrarono per la prima volta nel 2021, e la loro prima sessione di registrazione insieme ha portato alla creazione della prima traccia dell'album, As You Lie There. Il disco è stato registrato in sessioni ristrette tra le tappe del suo tour Got Back, alternandosi tra Los Angeles e il suo studio di registrazione Hogg Hill Mill ad Icklesham.
Il brano Home to Us presenta un duetto con Ringo Starr, che in quel brano suona anche la batteria, mentre ai cori figurano Chrissie Hynde dei Pretenders e Sharleen Spiteri dei Texas.
Promozione Per promuovere l'album, sono state fatte aggiornare le immagini di Google Street View tra Hale Road e Dungeon Lane; appare un bambino che tiene in mano un poster raffigurante la copertina dell'album. Il 5 maggio, McCartney ha ospitato un evento di ascolto dell'album presso gli Abbey Road Studios.
Il 22 maggio, l'etichetta Jacaranda Records ha organizzato il primo evento pubblico per l'ascolto dell'album nel loro locale di punta, il Jacaranda, un locale associato agli inizi della carriera musicale di McCartney.
Tracce Tutte le tracce sono scritte da Paul McCartney, eccetto dove indicato.
Formazione Paul McCartney – voce, chitarra acustica (tracce dalla 1 alla 13), basso (tracce da 1 a 14 eccetto la 6), chitarra elettrica (tracce 1, 2, da 4 a 7, 9, 10, 12, 13), batteria (tracce 1, 2, 4, 5, da 7 a 9, da 11 a 13), sintetizzatore (tracce 1, 5, 11), shaker (tracce 1 e 11), piano Rhodes (traccia 1), armonium (traccia 3), maracas (tracce 4, 5, 11), piano elettrico Wurlitzer (tracce 5, 8, 9), tamburello (tracce 5, da 11 a 13), bonghi, Moog (traccia 5), Mellotron (tracce 7, 9, 11, 13), battiti di mani (tracce 8 e 13), flauto dolce (traccia 9), spinetta (traccia 13), chitarra classica (traccia 14) Andrew Watt – chitarra elettrica (tracce 1, 7, 9), sintetizzatore (tracce 1, 4, 10, 11), piano elettrico Wurlitzer (traccia 1), Mellotron (traccia 4), tamburello (tracce 4, 8, 9), chitarra acustica (tracce 8, 10, 11), maracas (traccia 8), batteria (traccia 9) Ringo Starr – voce (traccia 10), batteria (traccia 10), tamburello (tracce 1 e 10) Mike Davis – tromba (tracce 4 e 13) Chrissie Hynde, Sharleen Spiteri – cori (traccia 10)
Accoglienza critica
I critici musicali hanno definito The Boys of Dungeon Lane uno degli album più riusciti della fase più recente della carriera di McCartney. Chris Willman di Variety lo ha descritto come il suo miglior album del XXI secolo, e "in assoluto il miglior album mai registrato e pubblicato da una rockstar ultraottantenne." Su Rolling Stone, Simon Vozick-Levinson lo ha definito un "capolavoro dell'ultima fase di carriera", Neil McCormick di The Daily Telegraph ha scritto: "The Boys of Dungeon Lane è certamente all'altezza di qualsiasi cosa [McCartney] ci abbia offerto negli ultimi 50 anni." Alexis Petridis di The Guardian ha scritto che l'album sembra "decisamente più intenzionale di gran parte della sua produzione del XXI secolo", risultando più coeso a livello tematico rispetto ai precedenti album New (2013) ed Egypt Station (2018). Roisin O'Connor e Vozick-Levinson di The Independent hanno definito The Boys of Dungeon Lane un miglioramento rispetto a quegli album.
In molti hanno notato i segni dell'età nella voce di McCartney, ma hanno ritenuto che egli ne abbia fatto un punto di forza, con Matt Collar di AllMusic che ha scritto: "Rimane eternamente giovane come sempre, con appena un accenno ai suoi 83 anni che conferisce solennità alle ballate più delicate." John Murphy di MusicOMH ha scritto che la sua voce "regge sorprendentemente bene data l'età", osservando che ciò rende il tono malinconico di brani come Days We Left Behind ancora più toccante". Analogamente, il recensore di Record Collector Daryl Easlea ha affermato: "La vulnerabilità della sua voce aggiunge un fascino particolare: è un uomo che osserva la strada davanti a sé – che si fa sempre più brevencon il suo caratteristico ottimismo".
I critici hanno commentato il tono nostalgico e riflessivo dell'album. Scrivendo sulla rivista Paste, Ryan Reed ha notato: "Due Paul McCartney si contendono lo spazio su The Boys of Dungeon Lane... Il primo è un nostalgico dichiarato, un romantico d'altri tempi... l'altro è, per fortuna, un uomo selvaggio, lo stesso spirito che ha animato tutto, dalle sperimentazioni assurde in studio di You Know My Name (Look Up the Number) alla chiassosa curiosità folk Wild Honey Pie." Diversi critici hanno elogiato la produzione di Watt, paragonando la musica ai lavori di McCartney degli anni Settanta con i Wings, come anche a dischi quali Ram (1971) e Flaming Pie (1997). È stato messo in risalto anche il talento compositivo di McCartney. O'Connor ha commentato che, sotto la guida di Watt, la scrittura di McCartney "appare particolarmente rigenerata", offrendo "alcuni dei suoi brani più personali e introspettivi degli ultimi anni".
Non tutte le recensioni sono state positive. Jordan Bassett di NME ha commentato che, sebbene un comunicato stampa promettesse "una raccolta di rari e rivelatori scorci di ricordi mai condivisi prima", The Boys of Dungeon Lane non ha del tutto mantenuto le promesse. In una recensione dai toni più contrastanti, Pat Carty della rivista Classic Rock hs ritenuto che l'album non fosse un "capolavoro dell'ultima fase di carriera", pur riconoscendogli "i suoi momenti" ma rilevando la mancanza di molti brani "memorabili". Ben Cardew di Pitchfork ha sostenuto che non tutte le canzoni sono un successo, con quest'ultimo che ha definito l'album, nel complesso, una "vittoria poco entusiasmante" e una sorta di "trionfo di poco conto". In un'altra recensione dai toni contrastanti apparsa su The Line of Best Fit, Tom Rainbow ha osservato che McCartney ripropone idee musicali familiari senza offrire nulla di nuovo. Ha affermato inoltre che alcuni brani sembrano concepiti su misura per soddisfare le aspettative del pubblico, includendo "canzoni d'amore generiche, pezzi rock a ritmo moderato e giusto qualche riferimento ai Beatles, quanto basta per fare da colonna sonora ai reel di Facebook e ai video su TikTok della sua fanbase".
Classifiche Classifica (2026)Posizione massimaAustralia (ARIA)5Belgio (Ultratop 50 Singles delle Fiandre)1Belgio (Ultratop 50 Singles della Vallonia)1Finlandia (Suomen virallinen)8Germania (Offizielle Top 100)2Giappone (Oricon – Top 50 Albums)11Giappone (Oricon – Top 20 Rock Albums)1Irlanda (Irish Albums Chart Top 100)8Italia (FIMI)10Norvegia (IFPI Norge)7Nuova Zelanda (Recorded Music NZ)9Paesi Bassi (Dutch Charts Too 100)1Regno Unito (Official Singles Chart Top 100)1Scozia (Official Singles Chart Top 100)1Svezia (Sverigetopplistan)3Stati Uniti (Billboard 200)5Stati Uniti (Top Rock & Alternative Albums) (Billboard)2
Note
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