La chiesa di San Vito è la parrocchiale di Monte Vidon Corrado, in provincia e arcidiocesi di Fermo.; fa parte della vicaria di Montegiorgio.

Storia L'originaria chiesa di Monte Vidon Corrado fu costruita nel Cinquecento ed era dotata di una cappella dedicata al patrono san Vito, che nel secolo successivo venne decorata e abbellita da Bernardino Maccario.

Questo luogo di culto, ormai in pessime condizioni e insufficiente a soddisfare le esigenze dei fedeli, fu demolito nel 1750 quasi interamente, mentre venne lasciata intatta la suddetta cappella, che andò a essere inglobata nella nuova parrocchiale settecentesca in stile neoclassico, terminata nel 1756.

La facciata dell'edificio fu interessata nel 1886 da un restauro condotto su progetto di Giacomo Sabbatini; nel triennio 1952-1954 venne eseguito un intervento di risistemazione in occasione del quale si procedette alla ricostruzione delle volte, al risanamento del tetto e alla modifica delle cappelle laterali.

Una trentina di anni più tardi, nel 1984, si provvide a posare il nuovo pavimento costituito da mattonelle in cotto e a ripristinare l'assetto originario delle cappelle laterali.

Lesionato dall'evento sismico del 1997, l'edificio fu oggetto di una ristrutturazione negli anni seguenti.

Descrizione Esterno La facciata in mattoni della chiesa, rivolta a sudovest, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi scanditi da lesene: quello inferiore, più largo, presenta centralmente il portale maggiore timpanato e ai lati gli ingressi secondari, di cui uno murato, mentre quello superiore, affiancato da due archi di raccordo, è caratterizzato da una finestra e coronato dal frontone triangolare.

Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coronata dalla cupoletta poggiante sul tamburo.

Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano sei cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sulla quale si imposta la volta di copertura; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di due gradini, ospitante l'altare maggiore e chiuso dall'abside di forma semicircolare, su cui si aprono due finestre.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la Via Crucis, risalente al XVIII secolo, la preziosa croce-reliquiario con raffigurazioni dellAddolorata, dellEterno benedicente e i Santi Giovanni Evangelista e Vito, eseguita da Antonio da Sant'Elpidio nel 1420, la pala avente come soggetto la Crocifissione, dipinta nel Seicento, e alcune tele attribuibili ad Alessandro Ricci.

Note

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