Biografia Fu un importante funzionario di Mantova, attivo nel XVI secolo presso la corte dei Gonzaga.
Il 22 dicembre 1535 rogò il testamento della marchesa Isabella d'Este, copia del quale è conservata presso l'archivio Gonzaga di Mantova.
A tre anni dalla sua morte, nel 1542 redasse l'inventario dei beni di Isabella, noto agli storici come Codice Stivini. Esso descrive nel dettaglio l'immenso tesoro accumulato nello Studiolo e nella Grotta in Corte Vecchia. Il notaio catalogò ben 236 capolavori d'arte in 23 fogli in pergamena, inclusi gioielli, gemme preziose, cammei (tra i quali il celebre Cammeo Gonzaga), monete antiche, porcellane e vasi in pietra dura, sculture greche e romane, bronzetti di Pier Jacopo Alari "lAntico" e dipinti di molti maestri: Michelangelo, Andrea Mantegna (Parnaso (1497) e Trionfo della Virtù, 1502)), Correggio (Allegoria della Virtù e del Vizio (1531)), Perugino (Lotta tra Amore e Castità (1505)) e Lorenzo Costa (Isabella d'Este nel regno di Armonia (1505)).
Nel 1540, poco dopo la morte del duca di Mantova Federico II Gonzaga, lo Stivini redasse l'inventario dei suoi beni, moltissimi dei quali ereditati dalla madre Isabella d'Este.
Grazie alla precisione di Stivini, studiosi e storici dell'arte sono in grado di effettuare ricostruzioni degli spazi del Palazzo Ducale di Mantova e della collocazione delle opere d'arte in esso contenute, nonostante le collezioni originali siano andate disperse.
Note
Bibliografia
Voci correlate Collezioni Gonzaga
Stivini