Il castello di Cereseto, anche castello Gualino, è un castello situato nel comune di Cereseto, in provincia di Alessandria.

Storia

Si ritiene che il toponimo Cereseto sia legato o alla presenza di ciliegi nella zona o al patronimico latino Cerisius o Cerius, cosa che parrebbe essere confermata anche da altri patronimi della zona che suggeriscono la presenza di insediamenti romani, longobardi e franchi che sarebbero stati il nucleo originario del borgo. Di sicuro nella zona in epoca medievale si insediarono i vescovi di Vercelli che vi costruirono una chiesa e un castello dei quali non ci sono rimasti resti materiali.

Nel 1026 il borgo venne citato come Cirisidum in un documento con il quale Corrado II il Salico ne confermò il possesso ai monaci di Breme; successivamente il borgo entrò a fare parte dei possedimenti del Monferrato, cosa che venne confermata in un diploma del 1355. Infine, come il resto del Monferrato, passò sotto l'egida di Casa Savoia.

Nel 1593 il duca Vincenzo I Gonzaga infeudò del borgo Germanico Savorgnano, ingegnere militare al quale si deve il progetto della cittadella di Casale Monferrato e che proprio per esso fu premiato dal duca con il possesso di Cereseto. Tra i beni ceduti a Savorgnano c'erano anche il castello e l'osteria posta ai suoi piedi.

All'estinzione della famiglia Savorgnano il feudo passò, a partire dal 1728, alla famiglia Ricci di Cereseto. Nella prima metà dell'Ottocento i Ricci vendettero le proprie proprietà, tra cui il castello, che venne riscattato dalla contessa Giuseppina Sannazzaro, moglie di Giuseppe Ricci. Successivamente castello e pertinenze, entrati in possesso di Riccardo Gualino, vennero fatti demolire da quest'ultimo per edificarne sul sedime l'attuale costruzione neogotica.

L'attuale castello è infatti opera di inizio Novecento e fu fatto costruire su iniziativa dell'imprenditore Riccardo Gualino, che affidò il progetto all'ingegnere Vittorio Tornielli di Casale Monferrato. La costruzione iniziò tra il 1907 e il 1910, su ispirazione dello stile tardo quattrocentesco piemontese, e si concluse tra il 1912 e il 1913.

L'imprenditore intervenne anche nella cura degli interni, con mobili di pregio provenienti da tutta l'Italia e dall'estero con l'obiettivo di creare una dimora sontuosa. Successivamente buona parte del mobilio venne alienata dall'edificio.

Nel 1997 la parte esterna del complesso fu ristrutturata; a oggi l'edificio non è visitabile in quanto si tratta di una proprietà privata e ospita eventi e ricevimenti.

Descrizione

Il castello, dalla grande mole, è posto in posizione dominante sulla valle sottostante, con vista fino al Sacro Monte di Crea.

Lo stile predominante dell'edificio è quello neogotico, con attenzione verso i modelli dell'architettura medievale piemontese, riuscendo nell'intento di dimostrarsi fedele allo stile gotico-lombardo tipico del territorio castellano del Piemonte con l'autore Vittorio Tornielli che riuscì a evitare la semplice imitazione, rielaborando in maniera originale e coerente il repertorio architettonico della regione e ricordando manieri come quelli di Fénis, Issogne e La Manta.

Il gusto architettonico dell'edificio è inserito in un contesto, quello piemontese di fine Ottocento, dove autori come Alfredo d'Andrade e Giuseppe Giacosa avevano reso popolare una architettura basata su una visione dei castelli letteraria e archeologizzante che si avvicina come intenti al Borgo medievale di Torino, opera precedente di alcuni decenni al castello di Cereseto.

Sulla facciata che guarda in direzione del paese si trova un bassorilievo in bronzo dello scultore Pietro Canonica rappresentante il ritorno del contadino dalla prima guerra mondiale alla propria vita.

Note

Bibliografia

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