Biografia Studiò inizialmente decorazione con Vincenzo Saccardi e, all'età di dodici anni, divenne apprendista presso Alessandro Maffei all'Accademia di Belle Arti di Firenze. A quattordici anni, durante un incidente di caccia, gli fu amputato il braccio destro. Iniziò quindi a dipingere con il braccio sinistro e, a diciotto anni, si dedicò alla decorazione di soffitti. Studiò pittura figurativa con Paolo Sarti. Nel 1857, Baldancoli si trasferì a Livorno per dipingere diversi soffitti nei Palazzi Papudoff e Maurocordato. Tornato a Firenze, decorò gli ambienti del Conte Fossombroni con un disegno che richiamava il Rinascimento fiorentino.
Decorò il Casino Borghese, dipingendo le pareti a chiaroscuro e il soffitto a colori. Contribuì a decorare il Palazzo Cecchi presso il Villino Favard; la facciata graffita per il Palazzo del Principe Corsini in Corso de' Tintori; il salone grande del Villino Lemmi in via della Scala decorando parecchi soffitti di chiaroscuro, in una diversità di stili barocco, gotico, pompeiano e fantastico; alcuni soffitti del primo piano di Palazzo Crispi in Via della Scala. Dipinse la sala da pranzo, il salone principale, il salotto e le stanze private nel Palazzo Salviati in Borgo Pinti (su commissione del conte Gastone di Larderel); una facciata graffita in via Cimabue; i soffitti del Teatro Alfieri, del Teatro di Campi e del Teatro di Signa; due sale e una galleria nel Palazzo Stibbert; due soffitti del Poccetti in stile pompeiano per il Palazzo della Banca Nazionale; il soffitto della loggetta dello Studio Gordigiani; tre sale di Palazzo Matteini vicino a Via Niccolini (le figure sul soffitto, in chiaroscuro stile quattrocentesco, sono dipinte da Federico Andreotti).
Dipinse diverse stanze di Palazzo Conti in Viale in Curva; il soffitto dell'ingresso del Museo di Belle Arti di Berna (1878); due soffitti, l'ingresso e il vestibolo del Museo di Storia Naturale di Berna (1880, probabilmente distrutto); diverse opere decorative per Villa Gordigiani a Roma; un fregio dipinto a chiaroscuro per lo studio del pittore Gelli; diverse opere a Palazzo Philipson in Piazza dell'Indipendenza, un fregio per lo studio del pittore Federico Andreotti; diverse opere a Palazzo Ferrari-Corbelli in Piazza dell'Indipendenza (le figure nel Salone sono del pittore Ernesto Bellandi); il graffito di Palazzo Pisani e le stanze del secondo piano; varie opere per Palazzo Giacomo in Via dell'Oriuolo; una cappella in uno stile che richiama il Trecento a Palazzo Pestellini in Via Ricasoli; soffitto e pareti dello studio di Stefano Ussi, dipinti in stile arabo; molte altre opere per Villino Sforni in Via Pier Capponi, per Villino Aulani e a Villa Stibbert (1889).
Fu nominato professore onorario della Reale Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1884 e accademico corrispondente nel 1888.
Note