In parapsicologia, unesperienza di apparizione è un'esperienza anomala caratterizzata dalla percezione apparente di un essere vivente o di un oggetto inanimato in assenza di uno stimolo materiale che possa giustificare tale percezione.

Nella letteratura parapsicologica, il termine "esperienza di apparizione" è preferito al termine "fantasma", per svariati motivi: in primo luogo perché i resoconti di esperienze apparizionali differiscono per molti aspetti dalle loro controparti fittizie nella letteratura folcloristica sulle storie di fantasmi e nei film letterari o tradizionali. In secondo luogo, il termine fantasma implica che un elemento dell'essere umano sopravviva alla morte e, almeno in determinate circostanze, possa rendersi percepibile agli esseri umani viventi, mentre esistono nella letteratura parapsicologica spiegazioni alternative per le esperienze apparizionali. Infine, il contenuto delle esperienze apparizionali include esseri viventi, sia umani che non umani, e persino oggetti inanimati.

Storia I tentativi di applicare i moderni standard scientifici o investigativi allo studio delle esperienze apparizionali iniziarono con il lavoro di Edmund Gurney, Frederic W.H. Myers e Frank Podmore,Gurney, E., Myers, F.W.H. and Podmore, F. (1886). Phantasms of the Living, Vols. I and II. London: Trubner and Co. che furono figure di spicco nei primi anni della Society for Psychical Research (fondata nel 1882). Il loro movente, come per la maggior parte dei primi lavori della Società,Sidgwick, Eleanor; Johnson, Alice; and others (1894). Report on the Census of Hallucinations, London: Proceedings of the Society for Psychical Research, Vol. X. era quello di fornire prove della sopravvivenza umana dopo la morte. Per questo motivo avevano un particolare interesse per quelli che sono noti come "casi di crisi". Si tratta di casi in cui una persona riferisce di aver avuto un'esperienza allucinatoria, visiva o di altro tipo, che apparentemente rappresenta qualcuno a distanza; questa esperienza viene successivamente considerata coincidente con la morte di quella persona, o con un evento significativo della sua vita. Se la coincidenza temporale della crisi e dell'esperienza apparizionale a distanza non può essere spiegata con alcun mezzo convenzionale, allora nella parapsicologia si presume che si sia verificata una qualche forma di comunicazione ancora sconosciuta, come la telepatia.Myers, F.W.H. (1903). Human Personality and its Survival of Bodily Death. London: Longmans Green. Reissued: Charlottesville, VA: Hampton Roads, 2002

Una successiva discussione sulle esperienze apparizionali fu quella di G.N.M. Tyrrell, anch'egli membro di spicco della Society for Psychical Research del suo tempo. Egli accettò il carattere allucinatorio dell'esperienza, sottolineando che è praticamente sconosciuto che i resoconti di prima mano affermino che le figure apparizionali lascino alcuno degli effetti fisici normali, come impronte nella neve, che ci si aspetterebbe da una persona reale. Tyrrell sviluppò l'idea che l'apparizione potesse essere un modo per la parte inconscia della mente di portare alla coscienza informazioni acquisite paranormalmente, ad esempio in casi di crisi. Introdusse una metafora evocativa di un "costruttore di palcoscenico" mentale, dietro le quinte nella parte inconscia della mente, che costruisce l'esperienza quasi-percettiva che alla fine appare sul palcoscenico della coscienza, in modo che essa incarni le informazioni paranormali in modo simbolico, ad esempio una persona che annega in lontananza potrebbe apparire inzuppata d'acqua.

Lo studio e la discussione delle apparizioni si sono sviluppati in una direzione diversa negli anni '70, con il lavoro di Celia Green e Charles McCreery. Essi non erano principalmente interessati alla questione se le apparizioni potessero far luce sull'esistenza o meno della telepatia, o alla questione della sopravvivenza; erano invece interessati ad analizzare un gran numero di casi al fine di fornire una tassonomia dei diversi tipi di esperienza, visti semplicemente come un tipo di esperienza percettiva anomala o allucinazione.

Uno dei punti evidenziati dal loro lavoro è che i resoconti "reali" di esperienze di apparizioni differiscono notevolmente dalle storie di fantasmi tradizionali o letterarie. Queste sono alcune delle differenze più notevoli, almeno secondo la loro raccolta di 1800 resoconti di prima mano:

I soggetti che vivono esperienze di apparizioni non sono sempre spaventati dall'esperienza; anzi, possono trovarla confortante o rassicurante in momenti di crisi o di stress continuo nella loro vita. Le esperienze di apparizioni spontanee tendono a verificarsi in ambienti banali o quotidiani e in condizioni di bassa attivazione del sistema nervoso centrale, il più delle volte nella propria casa, ad esempio mentre si svolgono le faccende domestiche. Al contrario, i soggetti che visitano luoghi presumibilmente infestati nella speranza di "vedere un fantasma" rimangono il più delle volte delusi. Le apparizioni tendono a essere descritte come solide e non trasparenti; In effetti, possono essere così realistiche in vari modi da ingannare chi le percepisce circa la loro natura allucinatoria; in alcuni casi il soggetto ne comprende la natura solo dopo la fine dell'esperienza. È insolito che una figura appariscente interagisca verbalmente con chi la percepisce; ciò è coerente con la constatazione che la maggior parte di tali esperienze coinvolge un solo senso (più comunemente la vista).

Implicazioni psicologiche La scienza e la psicologia dell'insolito considerano le esperienze apparizionali essenzialmente come esperienze allucinatorie. Secondo il modello della schizotipia, ogni individuo può essere nella sua vita soggetto a allucinazioni, senza che per questo la sua condizione possa essere classificata come psicosi o mania. L'illusione di percezioni apparizionali potrebbe anche avere valore adattivo, consentendo all'individuo di trarre un beneficio in termini di rassicurazione da queste eperienze.

Note

Bibliografia

Voci correlate Percezione extrasensoriale Fantasma Teofania Schizotipia

Categoria:Parapsicologia