Il prigioniero (El cautivo) è un film spagnolo del 2025 diretto da Alejandro Amenábar.

Trama 1575. Dopo essere rimasto gravemente ferito durante la Battaglia di Lepanto, il giovane Miguel de Cervantes viene catturato dai pirati Ottomani e deportato ad Algeri; un salvacondotto firmato dal re gli consente di non essere venduto come schiavo, ma viene tenuto in ostaggio presso la corte del bey Hasan Bajah insieme ad altri nobili prigionieri. Tra essi ci sono il vecchio teologo Antonio De Sosa, l'inquisitore del Sant'Uffizio Juan Blanco de Paz e i commilitoni Castaneda e Dorador. L'unico modo per essere liberati è abiurare la fede cristiana e abbracciare l'Islam, oppure attendere il pagamento di un riscatto: quando Juan Gil (padre Trinitario che fa da redentore generale, ossia mediatore tra il Regno di Spagna e gli Ottomani) prova a riscattare Miguel, il Bajah chiede una somma esosissima, credendolo un membro della corte reale; il futuro scrittore è dunque costretto a rimanere prigioniero.

Durante i lunghi mesi di prigionia, Cervantes diventa amico di De Sosa, che indovina subito il suo talento di scrittore; assiste poi all'abiura di Dorador, che diventerà giardiniere di corte col nome di Yusuf, e ai sermoni di De Paz, che si rivela fanatico e gretto. Un giorno, per rallegrare i suoi compagni, Cervantes inventa per loro una storia, "Il Prigioniero": essa narra di Zoraida, un'immaginaria figlia del bey, che aiuta un prigioniero (in cui lo scrittore identifica sé stesso) a comprare la libertà in cambio della possibilità di convertirsi al Cristianesimo e fuggire con lui in Spagna. Inaspettatamente Miguel viene convocato dal bey, il quale dalla sua stanza ha ascoltato la storia e desidera punirlo perché la ritiene sacrilega; tuttavia egli è ammirato dalla presenza di spirito di Cervantes, e gli concede un giorno di libertà. Miguel può quindi esplorare Algeri, scoprendo che la città è inaspettatamente accogliente: molti spagnoli abiuranti vi si sono stabiliti con apparente serenità, e l'omosessualità è tollerata.

Miguel decide quindi di provare a evadere: con l'aiuto di Yusuf riesce a uscire di prigione insieme a De Paz, Castaneda e altri prigionieri, con cui va a nascondersi in alcune grotte disegnate da De Sosa nelle sue mappe; qui attenderanno una nave inviata loro da padre Gil. La nave tuttavia non arriva, e in seguito a un litigio con Castaneda, Yusuf li tradisce e rivela la loro posizione. Mentre De Paz rivela tutto il suo egoismo tentando di accusare Gil, Miguel prova invece a salvare tutti addossando la colpa allo stesso Yusuf; durante un confronto davanti al bey, il giardiniere tenta di sbugiardarlo rivelando al governatore il motivo per cui Miguel si trovava in battaglia: egli è stato infatti bandito dalla Spagna dopo aver ferito un nobiluomo che lo aveva accusato di praticare la sodomia insieme al suo maestro Juan López de Hoyos. Inaspettatamente, il Bajah dà ragione a Miguel e fa condannare Yusuf all'impalamento.

Hasan rivela a Miguel di aver condannato Yusuf perché lui stesso è omosessuale e si sentiva indirettamente insultato; gli spiega poi la sua storia: nato a Venezia, era stato rapito dagli Ottomani e, dopo aver abiurato, era diventato il favorito del precedente Bajah, al quale era poi succeduto. Hasan chiede quindi a Miguel di raccontargli delle storie, concedendogli in premio dei giorni di libertà; tra i due uomini nasce un forte sentimento che sfocia nella passione, anche se Miguel non sopporta i metodi violenti del bey, che punisce crudelmente i prigionieri pur di affermare il proprio potere. Intanto De Paz, invidioso delle attenzioni che il bey gli riserva, comincia a scrivere un rapporto con cui denunciare Miguel al Sant'Uffizio una volta libero.

Col passare del tempo, Miguel ottiene di far uscire quotidianamente un gruppo di prigionieri perché lavorino e portino una rendita al bey; De Paz sospetta però che questo sia in realtà un piano per una nuova evasione: Miguel gli conferma di aver trattenuto parte dei guadagni e di averli usati per comprare la fuga propria e dei suoi compagni; inaspettatamente il religioso supplica Miguel di fuggire con loro, e lo scrittore glielo consente in cambio della distruzione del rapporto. De Paz decide invece di tradirlo e rivela tutto al bey, allo scopo di diventare il suo nuovo favorito; Miguel decide di consegnarsi ad Hasan per permettere ai suoi amici di scappare. De Paz viene comunque rifiutato dal bey, e finirà per essere isolato dagli altri prigionieri.

Hasan cerca di far abiurare Miguel per poterlo salvare, ma questi rifiuta ostinatamente; decide così di condannarlo all'impiccagione, ma all'ultimo momento lo salva e lo tiene prigioniero nelle sue stanze: la sua intenzione è portarlo con sé a Costantinopoli e farne il suo concubino, seducendolo con la promessa di poter scrivere e studiare rimanendo addirittura cristiano. Nel frattempo padre Gil riesce a raccogliere i soldi del riscatto, ma Hasan richiede che esso venga pagato in oro: il religioso chiede dunque aiuto alle persone di Algeri, che si sono affezionate a Cervantes e donano volentieri i loro preziosi per liberarlo. Hasan pone quindi un'ultima condizione: sicuro che Cervantes ormai lo ami, dice che la liberazione dipenderà esclusivamente dal suo volere. Lo scrittore, tuttavia, ha compreso che la libertà promessagli sarebbe illusoria, mentre lui desidera che i suoi scritti vengano letti dal mondo intero. Hasan comprende e, a malincuore, decide di lasciarlo andare.

Cervantes viene così liberato e può tornare in Spagna; la sua opera Don Chisciotte della Mancia diventerà il romanzo più letto di tutti i tempi.

Produzione Il Prigioniero è una coproduzione ispano-italiana di MOD Producciones, Himeoptero, Misent Producciones e Propaganda Italia, con la partecipazione di Netflix, RTVE e Rai Cinema con il supporto dell'ICAA, della Generalitat Valenciana ed Eurimages. Ha potuto contare su un budget di circa 14 milioni di euro. Lo storico esperto di Cervantes José Manuel Lucía Megías, autore del saggio Cervantes íntimo. Amor y sexo en los Siglos de Oro, è stato consulente storico per il film.

Le riprese si sono svolte nell'aprile 2024 presso il Castello-Fortezza di Santa Pola, l'Alcázar di Siviglia, il Castello di Marchenilla e ad Alcalá de Guadaíra.

Distribuzione Il film è stato presentato al 50º Toronto International Film Festival il 7 settembre 2025. È stato distribuito nelle sale in Spagna il 12 settembre 2025 da Buena Vista International; in Italia è uscito il 10 giugno 2026https://style.corriere.it/spettacoli/cinema/alessandro-borghi-in-il-prigioniero-ero-fermo-da-un-anno-poi-e-arrivata-questa-storia-potentissima/.

Accoglienza Sul sito web dell'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, il 75% delle 16 recensioni dei critici è positivo, con una valutazione media di 6.8/10. Il film ha vinto il premio Miglior trucco e acconciature ai Goya Awards 2026.

Il film ha avuto recensioni miste. Olivia Popp di Cineuropa ha osservato che Amenábar "imbeve il mito con parti di un racconto di due omosessuali nemici-forse-amanti, completo di una ricca produzione e degli splendidi costumi di un'epopea storica". Marta Medina di El Confidencial ha invece definito il film "un' occasione sprecata", in quanto affronta il suo argomento centrale in modo "superficiale e insignificante".

Lucía Megías ha criticato la teoria di fondo del film, che vede Cervantes omosessuale, definendola un mito originatosi nel revisionismo trasgressivo negli anni '80. Il rapporto tra Cervantes e Hasan, due uomini adulti e coetanei, non sarebbe stato tollerato nel mondo islamico del XVI secolo, dove erano frequenti le relazioni tra uomini maturi attivi e giovani passivi. Il film traspone inoltre la teoria secondo la quale Cervantes aveva una relazione col suo mentore Juan López de Hoyos, che Megías ha descritto come un'invenzione dello scrittore Fernando Arrabal. Nonostante queste critiche, Lucía Megías ha elogiato il film.

Riconoscimenti 2025 – Forqué Awards Premio del pubblico 2026 – Medallas del Círculo de Escritores Cinematográficos Miglior attore esordiente a Julio Peña 2026 – Premio Goya Miglior trucco e acconciatura a Nacho Díaz, Anna López-Puigcerver, Belén López-Puigcerver Premio del sindacato attori e attrici Miglior attore esordiente a Julio Peña 2026 – Premio Platino del cinema latinoamericano Miglior trucco e acconciatura a Nacho Díaz, Anna López-Puigcerver, Belén López-Puigcerver

Note

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