Bromus Scop., 1777 L., 1753 è un genere di piante angiosperme monocotiledoni appartenente alla famiglia Poaceae (o Gramineae, nom. cons.). È l'unico genere della tribù Bromeae Dumort., 1824...

Etimologia Il nome del genere deriva dalla lingua greca ed è un nome antico per l'avena.. Il nome scientifico del genere è stato definito da Linneo (1707 – 1778), biologo svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum (Sp. Pl. - 1: 76 - 78) del 1753. Il nome scientifico della tribù è stato definito dal botanico, naturalista e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (1797 – 1878) nella pubblicazione Observations sur les Graminees de la Flore Belgique 83. 1824 del 1824.

Descrizione

L'altezza massima per queste piante è il metro. La forma biologica delle specie di questo genere è prevalentemente terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Per le specie perenni la forma biologica è emicriptofita cespitosa (H caesp), sono piante erbacee con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e presentano ciuffi fitti di foglie che si dipartono dal suolo...... Radici Le radici sono per lo più fascicolate; a volte sono secondarie da rizoma. Fusto I culmi sono cavi a sezione più o meno rotonda e sottile; il portamento in genere è eretto (o lievemente ricurvo). Foglie Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti gli pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglie, le papille. Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e priva di auricole (o raramente auricolate); i margini della guaina a volte sono fusi (connati). Ligula: la ligula è membranosa e a volte cigliata. Lamina: la lamina ha delle forme generalmente lineari e piatte.

Infiorescenza Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, ascellari e terminali, in genere sono ramificate (oppure no) e sono formate da alcune spighette aristate ed hanno la forma di una pannocchia aperta o contratta. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fanno apparire a spirale.

Spighetta Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, compresse lateralmente, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da 3 a 30 fiori in configurazione tirsoide. Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla tra i fiori o sopra le glume. Glume: le glume hanno gli apici acuminati o mucronati; sono subuguali e più corte delle spighette; sono carenate; la superficie è percorsa longitudinalmente da 5-9 venature. Palea: la palea è un profillo con alcune venature; può essere cigliata. Lemma: l'apice del lemma varia da intero a bidentato; può essere presente una insenatura appena sotto l'apice; le venature sono convergenti distalmente. Fiori I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.

Formula fiorale: *, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.

Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.

L'androceo è composto da 3 stami ognuno con un breve filamento libero, una antera sagittata e due teche. Le antere sono basifisse con deiscenza laterale. Il polline è monoporato.

Il gineceo è composto da 3-(2) carpelli connati formanti un ovario supero. L'ovario, pubescente all'apice, ha un solo loculo con un solo ovulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è anfitropo e semianatropo e tenuinucellato o crassinucellato. Lo stilo, che si origina dal lato abassiale dell'ovario, è breve con due stigmi papillosi e distinti.

Frutti I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è lungo e lineare. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.

Biologia Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo.

La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria). In particolare i frutti di queste erbe possono sopravvivere al passaggio attraverso le budella dei mammiferi e possono essere trovati a germogliare nello sterco..

Distribuzione e habitat La distribuzione delle specie del genere Bromus è relativa alle regioni temperate di tutto il mondo. Specie della zona alpina Delle circa due dozzine di specie presenti nella flora spontanea italiana, la maggior parte vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine.. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaB. arvensis2montanocollinareCa - SineutromedioseccoB1 B2tutto l'arco alpinoB. benekenii14montanocollinareCa - SineutromediomedioB6 F7 I2tutto l'arco alpinoB. carinatus2collinareCa - SineutromedioseccoB2VR BZ TNB. catharticus2collinareCa - SineutroaltoseccoB1 F3centrale e orientaleB. commutatus11montanocollinareCa - SineutromedioseccoB1 B2 B5 F3tutto l'arco alpinoma con discontinuitàB. diandrus2collinareCa - SineutromedioaridoB1 B2 F2CN VC NO BS TN VRB. erectus9subalpinomontanocollinareCa - SibasicobassoseccoF2tutto l'arco alpinoB. grossus2montanocollinareCa - Sibasicomediosecco BG BSB. hordeaceus2montanocollinareCa - SibasicoaltomedioB2 F3tutto l'arco alpinoB. inermis5montanocollinareCa - SibasicomedioseccoB2tutto l'arco alpinoB. japonicus2collinareCa - SineutromedioseccoB1 B2tutto l'arco alpinoma con discontinuitàB. lanceolatus2collinareCa - SibasicomedioaridoB1 B2Liguria (?)B. lepidus2collinareCa - SineutroaltoseccoB1 B2BZB. madritensis2collinareCa - SineutromedioaridoB1 B2 B4tutto l'arco alpino(centro escluso)B. pannonicus9subalpinomontanocollinareCabasicobassoseccoF2Friuli Venezia-Giulia (?)B. racemosus11montanocollinareCa/Si - SineutromedioumidoF3tutto l'arco alpinoB. ramosus11montanocollinareCa - SineutromediomedioB3 B6 I2tutto l'arco alpinoma con discontinuitàB. rigidus2collinareCa - SineutromedioaridoB1 B2NO SO BG BSB. rubens4collinareCa - Ca/SibasicomedioaridoB1 B2 F1Liguria (?)B. secalinus2montanocollinareCa/Si - SiacidomedioseccoB1 B2tutto l'arco alpinoma con discontinuitàB. squarrosus2montanocollinareCa - SineutroaltoseccoB2tutto l'arco alpinoma con discontinuitàB. sterilis2collinareCa - SineutroaltoseccoB1 B2 B4 B5 B8 F7 G4 I5NO SO BG BSB. tectorum2montanocollinareCa - SineutroaltoaridoB2tutto l'arco alpinoma con discontinuitàLegenda e note alla tabella. Substrato: con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).

Comunità vegetali: 2 = comunità terofitiche pioniere nitrofile; 4 = comunità pioniere a terofite e succulente; 5 = comunità perenni nitrofile; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; 14 = comunità forestali.

Ambienti: B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B3 = siepi e margini dei boschi; B4 = riposi del bestiame; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali; B8 = frutteti e piantagioni di castagni; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F7 = margini erbacei dei boschi; G4 = arbusteti e margini dei boschi; I2 = boschi di latifoglie; I5 = rimboschimenti e boschi secondari.

Tassonomia La famiglia delle Poacee comprende circa 800 generi e oltre specie. È una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie, il genere Bromus fa parte della sottofamiglia Pooideae.

Specie

Il genere comprende 159 specie.

Alcune specie

Specie della flora italiana

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l’elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra). I Bromus della flora spontanea italiana possono essere suddivisi in tre gruppi distinti (per la suddivisione del genere in sezioni vedi il paragrafo "Filogenesi"): Festucaria G. et G., Anisantha Koch e Bromus s.s.

Gruppo Festucaria Il ciclo biologico di queste piante è perenne con un aspetto simile alle specie del genere Festuca (tribù Poeae, sottotribù Loliinae.). A maturità le spighette si restringono all'apice. Le nervature delle due glume sono diverse: quella inferiore ha una sola nervatura; quella superiore è trinervia. La resta del lemma (breve o nulla) è inserita tra i due dentelli apicali del lemma stesso. In alcune checklist queste specie possono essere descritte in generi diversi (Bromopsis o Ceratochloa). Gruppo 1A: l'apice del lemma è appena mucronato (a volte non termina in punta); Bromus inermis Leyss. - Forasacco spuntato: la larghezza delle foglie è di 6-; la lunghezza della ligula è di 0,5-; l'altezza della pianta è di 8-; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita cespitosa (H caesp); il tipo corologico è Eurasiatico; gli habitat tipici sono le radure, le sponde dei ruscelli, i bordi delle vie e le aree incolte; in Italia è una specie comune ma è presente solamente al Nord fino ad una altitudine di In alcune checklist questa specie è descritta come Bromopsis inermis (Leyss.) Holub. Bromus catharticus Vahl: la larghezza delle foglie è di ; la lunghezza della ligula è di 4-; l'altezza della pianta è di 3-; il ciclo biologico è perenne/bienne; la forma biologica è emicriptofita cespitosa (H caesp) ma anche emicriptofita bienne (H bienn); il tipo corologico è Sudamericano; in Italia è una specie comune ma è presente solamente al Nord fino ad una altitudine di In alcune checklist questa specie è descritta come Ceratochloa cathartica (Vahl) Herter. Nella "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti questa specie è definita come Bromus willdenowii Kunth. Gruppo 1B: la resta dei lemmi è lunga almeno un terzo della parte laminare; Gruppo 2A: la pannocchia ha un portamento ampio con rami lunghi fino a ; le foglie sono larghe 8-;