La tenosinovite infettiva è un'infezione batterica che si sviluppa all'interno della guaina tendinea. Quando a essere colpito è il tendine flessore di un dito, i sintomi che si presentano normalmente sono la dolorabilità della zona infetta, un dito leggermente flesso, la presenza di dolore durante l'estensione e il gonfiore dell'intero dito; la febbre invece è presente in circa il 20% dei casi. Il polso e il piede sono altre aree colpite relativamente spesso.
Le infezioni possono svilupparsi in seguito a una lesione, come un taglio o un morso, o provenire da altre parti del corpo. Il diabete e l'assunzione di droghe per via endovenosa sono fattori di rischio. Nella maggior parte dei casi, il batterio responsabile dell'infezione è lo Staphylococcus aureus; lo Pseudomonas aeruginosa, la Pasteurella multocida e il gonococco sono altri potenziali patogeni. La diagnosi è generalmente basata sull'esame obiettivo, mentre la diagnostica per immagini può confermare la diagnosi ed escludere altre complicanze.
Le infezioni dei tendini flessori della mano richiedono un trattamento rapido. I casi lievi possono essere gestiti con antibiotici somministrati per via endovenosa e immobilizzando l'area interessata con una stecca, mentre i casi più gravi richiedono anche un intervento chirurgico, e in alcune occasioni può essere necessario ricorrere all'amputazione. Il 10-25% circa degli individui colpiti subisce una compromissione permanente del movimento nell'area interessata. La rottura del tendine e il dito a scatto sono altre possibili complicanze.
La tenosinovite infettiva è rara, e si verifica nel 2,5% o 9,5% circa dei casi di infezione della mano. La presentazione classica della patologia fu descritta per la prima volta nel 1912 da Allen Kanavel, che inoltre mise in rilievo l'importanza del drenaggio chirurgico come parte fondamentale della sua gestione.
Note
Categoria:Malattie infettive Categoria:Malattie del tessuto connettivo