Gli altri vittoriani. Lo studio fondamentale sulla sessualità e la pornografia nell'età vittoriana (The Other Victorians. A Study of Sexuality and Pornography in Mid-nineteenth-century England) è un saggio di Steven Marcus pubblicato per la prima volta nel 1966. Si tratta del primo volume di una serie (Studies in Sex and Society) sponsorizzata dall'Istituto per la ricerca sessuale dell'Università dell'Indiana.
L'opera analizza la connivenza tra i valori dell'età vittoriana, basati sulla moderazione e sulla reticenza, e l'immaginario lascivo della sessualità nella letteratura vittoriana che contraddiceva la narrazione ufficiale convenzionalmente accettata.
Questo saggio è diventato un testo di riferimento per tutti gli studiosi delle discipline umanistiche e delle scienze sociali.
Il focus dell'opera Nell'introduzione Marcus definisce Gli altri vittoriani "una serie di studi correlati sulla cultura sessuale - o forse più precisamente, sulla sottocultura sessuale - dell'Inghilterra vittoriana". Nel saggio non si evince un'unica tesi portata avanti con enfasi o un'argomentazione rigorosamente strutturata, al contrario si rilevano apprezzamenti letterari di passi tratti dalle opere selezionate dall'autore. Il materiale impiegato da Marcus proviene dagli archivi dell'Istituto Kinsey per le ricerche su sesso, genere e riproduzione di Bloomington.
Gli altri vittoriani mette in luce in diversi punti il doppio significato della sessualità nella cultura vittoriana:
Il contenuto dell'opera Il saggio si apre con un capitolo sull'opera di William Acton, portavoce ufficiale delle teorie vittoriane in merito alla sessualità. Secondo Acton, "la masturbazione era indubbiamente alla base di tutti i guai degli Uriah Heep" e le donne erano definite sempre caste e innocenti, prive di desiderio sessuale, similmente alle figure femminili dei romanzi di Charles Dickens. Acton affermava che "una donna modesta raramente desidera gratificazione sessuale per sé stessa. Si sottomette al marito, ma solo per compiacerlo" e riteneva che per le donne sposate fosse meglio avere figli ogni due anni, in modo da ridurre ogni eccesso coniugale e di placare gli impulsi sessuali dei mariti. Marcus mostra come il libro di Acton sugli organi sessuali sia rivolto agli uomini e non menzioni minimamente la sessualità femminile, se non per sole due digressioni. L'autoerotismo è descritto come causa di spaventosi effetti collaterali, quali corpi rachitici, volti pallidi, palmi umidi (ascrivibili agli Uriah Heep), e anche segni di follia come solitudine, apatia, irritabilità e incoerenza (a suo dire tratti tipici dei poeti romantici).
Marcus tratta anche la figura di Henry Spencer Ashbee, in arte Pisanus Fraxi, bibliografo vittoriano che pubblicò una vasta bibliografia pornografica in tre volumi. Questa trilogia è ricca di pomposi titoli in latino (Index Librorum Prohibitorum, Centuria Librorum Absconditorum e Catena Librorum Tacendorum) che vennero ampiamente ripresi da tutti i pornografi successivi. Marcus analizza la pedanteria di Ashbee, la sua precisione ossessiva, le sue citazioni e note a piè di pagina compendiose, che producono un testo illeggibile.
L'opera prosegue con l'analisi dell'autobiografia anonima La mia vita segreta, un romanzo erotico di undici volumi che descrive in dettaglio le numerose avventure sessuali di un gentiluomo vittoriano. Marcus sottolinea i meriti letterari di questa opera in quanto rappresenta l'antitesi della rappresentazione vittoriana della sessualità, con il suo linguaggio volgare e i suoi temi considerati a quel tempo scabrosi. A La mia vita segreta Marcus dedica due capitoli e analizza svariate porzioni del romanzo in merito ad esempio ai dialoghi tra il protagonista e una ragazza di strada quindicenne, oppure in merito a una defaillance sessuale del protagonista avuta con una sua domestica.
Marcus dedica attenzione anche al tema della letteratura sulla flagellazione che si evolvette a partire dal Marchese de Sade. A tal proposito l'autore rileva che "le storie sulla vita scolastica ricorrono frequentemente, e, sorprendentemente, le scuole femminili compaiono con maggiore frequenza", il ché indica una generale predilezione per le ragazze giovani e per il desiderio di esercitare controllo attraverso la disciplina e la rieducazione. Il contesto scolastica si configura quindi come un ambiente di educazione perversa: a una ragazza indisciplinata viene insegnato a comportarsi bene, ma il metodo di insegnamento in sé è una forma di piacevole gratificazione per chi la pratica.
Il saggio si conclude con un capitolo dedicato al pensiero sociologico di Max Weber in merito al concetto di pornotopia, ovvero il genere letterario che raccoglie le fantasie pornografiche. La parola è una crasi fra "pornografia" e "utopia", quest'ultima intesa come "non luogo" o "nessun luogo". La pornotopia è quindi un luogo fuori dal tempo laddove la vita o l'esistenza non iniziano con la nascita, bensì con il primo impulso o esperienza sessuale, oppure dopo aver sperimentato la prima erezione o assistito al primo rapporto sessuale. La morte invece arriva quando si diventa impotenti, e ciò spiega perché nei romanzi erotici vittoriani le donne sono immortali, con tante vecchie streghe e arpie, mentre gli uomini anziani sono in netta minoranza. In generale, nella pornotopia il tempo è illimitato e non misurabile: tutto è concentrato sul presente, e il passato viene ricordato solo allo scopo di eccitarsi.
Accoglienza Gli altri vittoriani ha gradualmente attratto l'attenzione di accademici provenienti da ambiti quali storia, sociologia, studi letterari e non solo, che lo hanno considerato un'introduzione essenziale alla pornografia vittoriana. Le recensioni in merito a questo saggio sono contrastanti a tal punto che nello stesso paragrafo si riscontrano commenti sia critici che favorevoli. In Underneath the Victorians lo storico Brian Harrison elogia e condanna Marcus allo stesso tempo definendo il libro un'impresa coraggiosa, ma avvertendo il lettore che "la sua permissività è spesso interrotta da passaggi moralistici che avrebbero potuto benissimo essere pronunciati da un ecclesiastico del XIX secolo". D'altro canto va detto che l'opera venne prodotta negli anni sessanta, agli albori della rivoluzione sessuale, laddove vi era una discreta censura in merito alle pubblicazioni definite "oscene". Pertanto, l'inclusione di passaggi moralistici avrebbe garantito che il libro non venisse censurato. La scrittura è al contempo libera e imprigionata dalle norme culturali e sociali di quel periodo.
Edizioni italiane Gli altri vittoriani. Lo studio fondamentale sulla sessualità e la pornografia nell'età vittoriana; traduzione di Vito Cavone, Milano, Savelli Editori, 1980 Gli altri vittoriani. Lo studio fondamentale sulla sessualità e la pornografia nell'età vittoriana; Milano, Ghibli, 2015, ISBN 8868010933 Gli altri vittoriani. Lo studio fondamentale sulla sessualità e la pornografia nell'età vittoriana; Immanenza, 2017, ISBN 978-88-98926-93-0
Note
Bibliografia
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