Il palazzo Tirone Nifo è un edificio storico di Napoli, situato nel quartiere Chiaia, nell'area del cosiddetto «poggio delle Mortelle», che prende il nome dalla presenza diffusa di piante di mirto o, secondo un'altra interpretazione, dalla famiglia De Troyanis y Mortela che vi aveva proprietà nel XVII secolo.

Il palazzo ospita la Scuola Media Statale «Vittorio Emanuele II» e conserva al proprio interno un ciclo decorativo di eccezionale qualità, comprendente un affresco di Francesco Solimena, una cappella decorata da Paolo De Matteis e ornamenti floreali di Gaetano Brandi, non visitabili al pubblico.

Storia

Il contesto urbanistico: il poggio delle Mortelle Negli ultimi decenni del Seicento, l'area compresa tra la chiesa di Santa Maria Apparente e quella di San Carlo alle Mortelle era ancora caratterizzata da una notevole presenza di verde e godeva di una vista panoramica sul mare. La posizione collinare e la qualità ambientale del sito attirarono numerosi ordini religiosi che vi fondarono i propri complessi conventuali dopo il Concilio di Trento: i Carmelitani della Concordia, i Conventuali con Santa Maria Apparente, gli Agostiniani con San Nicola da Tolentino nel 1618, i Barnabiti con San Carlo alle Mortelle nel 1616. Sorsero anche edifici religiosi femminili, come il Suor Orsola Benincasa nel 1633 e il ritiro di Mondragone nel 1653. Accanto agli insediamenti religiosi, l'area attrasse famiglie aristocratiche e professionisti del diritto, desiderosi di stabilirvi la propria residenza.

La costruzione e la committenza Nell'ultimo decennio del Seicento il ricco commerciante napoletano Giuseppe Tirone acquistò un'abitazione nell'area e la trasformò in una residenza di rappresentanza, commissionando decorazioni ai migliori artisti del momento. La denominazione «Tirone Nifo» richiama sia la famiglia del committente originario sia la famiglia Nifo, alla quale il palazzo passò successivamente e il cui membro più illustre, Agostino Nifo, era stato introdotto nella famiglia Medici nel 1520 da papa Leone X (Giovanni de' Medici) e aveva ricevuto privilegi anche da Carlo V.

Il patrimonio artistico

L'affresco di Francesco Solimena Il soffitto della galleria principale ospita un grande affresco di Francesco Solimena, ignorato dalle fonti storiografiche ma citato da Ceva Grimaldi con il titolo Alessandro dei Medici che entra in Firenze. La scena raffigura l'ingresso trionfale di Alessandro de' Medici a Firenze nel 1530, evento in cui Carlo V fu il protagonista del rientro degli esuli medicei. La scelta del soggetto è spiegata dallo stemma della famiglia Nifo presente nella ricca fascia a festoni che circoscrive la composizione: Agostino Nifo era legato sia ai Medici sia a Carlo V, e la committenza dell'affresco da parte di Giuseppe Tirone si inserisce in questo contesto di celebrazione genealogica. Un disegno preparatorio per questo affresco (n. 20909) è conservato presso il Museo Nazionale di San Martino.

La cappella di Paolo De Matteis La cappella privata del palazzo conserva un ciclo di affreschi di Paolo De Matteis, pittore napoletano attivo tra Seicento e Settecento, allievo di Francesco Solimena. Il ciclo è documentato negli studi monografici sull'opera dell'artista.

Le decorazioni floreali di Gaetano Brandi Gli ambienti del palazzo conservano decorazioni floreali di Gaetano Brandi, pittore napoletano specializzato nel genere della natura morta e dei decori ornamentali, attivo nella seconda metà del Seicento.

La destinazione attuale Il palazzo è sede della Scuola Media Statale «Vittorio Emanuele II». La destinazione scolastica rende il patrimonio artistico inaccessibile al pubblico, limitandone la conoscenza e la fruizione. Un opuscolo redatto dalla stessa scuola nel 1997 costituisce una delle poche pubblicazioni dedicate specificamente alla storia dell'edificio.

Note

Bibliografia

Ceva Grimaldi F., Memorie storiche della città di Napoli, Napoli, 1857, p. 499. Pavone M.A., Angelo e Francesco Solimena, due culture a confronto (catalogo della mostra), Pagani, 1990, pp. 67-68, 82-83. AA.VV., Opuscolo sul Palazzo Tirone redatto dalla Scuola Media "Vittorio Emanuele II", Napoli, 1997. Della Ragione A., Repertorio fotografico a colori del Seicento napoletano, I tomo, p. 8-30; II tomo, p. 116, Napoli, 2011. Della Ragione A., Paolo De Matteis opera completa, p. 7-78, Napoli, 2014.

Voci correlate

Chiesa di San Carlo alle Mortelle Palazzi di Napoli

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