Biografia Nacque l'8 marzo 1917 a Waco, in Texas, figlio di George Henry Sr., che lavorava per l'industria petrolifera, e Susan Halsey. In seguito la famiglia si trasferì a Dallas, dove frequentò la Oak Cliff High School per due anni, e partecipò alla banda musicale della scuola e al Reserve Officer Training Corps (ROTC). La Grande Depressione causò difficoltà economiche alla famiglia, e per un periodo egli visse con gli zii. A Houston, frequentò la San Jacinto High School e prese parte alla banda musicale della scuola e al ROTC. Il suo interesse per l'aviazione nacque con il suo primo volo su un aereo Ford Trimotor, che fece con la nonna alla Fiera di Stato del Texas.

Nel 1936 si iscrisse all'Agricultural and Mechanical College of Texas dove studiò ingegneria meccanica. Iscritto al ramo di artiglieria costiera del ROTC, fu anche membro della squadra di tiro con carabina e pistola. Nel 1939, le difficoltà economiche della famiglia lo costrinsero ad abbandonare gli studi presso la Texas A&M, e quindi cercò di arruolarsi nell'aeronautica militare statunitense, ma fu respinto a causa di un'anomalia cardiaca. Dopo aver lavorato per un anno presso un giacimento petrolifero vicino a Corpus Christi, fu ammesso alla United States Naval Reserve (USNR) il 12 febbraio 1941. Ricevette l'addestramento preliminare al volo presso la NRAB di Miami, in Florida, e fu nominato cadetto aviatore il 3 aprile 1941. Dopo l'addestramento avanzato al volo, ottenne il brevetto di pilota il 3 settembre. Il successivo 14 ottobre fu nominato alfiere nella USNR e assegnato al Torpedo Squadron 8, sotto il comando del tenente comandante John Charles Waldron, presso la NAS di Norfolk, in Virginia. Il reparto era assegnato all'imbarco sulla portaerei Hornet.

Poche settimane dopo il su arrivo a Norfolk, i giapponesi attaccarono Pearl Harbor, evento che portò gli Stati Uniti d'America a entrare nella seconda guerra mondiale. Lui e la sua unità, dotata degli aerosiluranti Douglas TBD Devastator, si trovavano a bordo della Hornet nell'aprile del 1942, quando il tenente colonnello Jimmy Doolittle lanciò il suo raid su Tokyo. Una settimana dopo, la Hornet arrivò a Pearl Harbor per unirsi alla Enterprise come parte della Task Force 16 durante la battaglia delle Midway.

La mattina del 4 giugno 1942 fu il primo pilota del VT-8, composto da quindici TBD-1 Devastator, a decollare dalla Hornet e si diresse verso la task force di portaerei giapponesi vicino all'isola di Midway. Il VT-8 volava suddiviso in cinque gruppi di tre bombardieri, il suo aereo si trovava nell'ultimo gruppo. La formazione di aerosiluranti fu avvistata da un velivolo giapponese, il quale li tracciò fornendo la posizione, la rotta, e la velocità degli aerei americani. Novanta minuti dopo il decollo, lo squadron avvistò la flotta giapponese dell'ammiraglio Chūichi Nagumo. Ricevuto l'ordine di attacco dal comandante, i quindici lenti TBD-1 Devastator si lanciarono contro le navi giapponesi senza senza alcun supporto di aerei da caccia. I 32 caccia Mitsubishi A6M Reisen schierati a difesa delle navi giapponesi abbatterono rapidamente tutti gli aerei americani. . Sebbene fosse ferito e il suo radiotelegrafista/mitragliere, Robert Kingsbury Huntington, stesse morendo, completò il suo attacco con siluro contro la portaerei giapponese Sōryū, ma la nave schivò l'ordigno da lui lanciato. Invece di virare per allontanandosi dalla nave e presentare un bersaglio più grande ai suoi cannoni antiaerei, continuò ad avvicinarsi alla portaerei a bassa quota. Quindi fece virare il suo TBD-1 Devastator in una stretta virata mentre si avvicinava all'isola della portaerei e volò verso poppa lungo il ponte di volo, schivando così il fuoco antiaereo. In seguito dichiarò di aver pensato per una frazione di secondo di schiantarsi contro l'aereo giapponese che vedeva in manutenzione sul ponte di volo.

Dopo aver lasciato la portaerei giapponese, visto che il suo aereo era ancora in condizioni relativamente buone, decise di dirigersi verso la Hornet. Tuttavia, cinque caccia Mitsubishi A6M Reisen attaccarono il suo velivolo lanciandosi in picchiata in fila indiana, sparando raffiche di mitragliatrice e colpi di cannone. Il secondo o il terzo caccia distrussero il timone e gli alettoni, facendo precipitare il TBD-1 nell'oceano. Uscito dal suo velivolo, cercò di recuperare il mitragliere, ma l'aereo si inabissò. Ferito da due proiettili di mitragliatrice, galleggiò nell'oceano e si nascose sotto il cuscino del sedile per ore per evitare gli attacchi aerei giapponesi e fu testimone dei successivi attacchi in picchiata condotti dagli aerei americani che causarono l'affondamento di tre delle quattro portaerei giapponesi. Dopo il tramonto ritenne che fosse sicuro gonfiare la sua zattera di salvataggio, venendo poi salvato da un idrovolante Consolidated PBY Catalina della Marina dopo aver trascorso più di 30 ore in acqua. Portato a Midway, dato che l'ospedale dell'isola era inutilizzabile, venne imbarcato su un quadrimotore Consolidated PB2Y Coronado e trasferito a Pearl Harbor (arrivandovi il 28 giugno 1942), prima di essere trasferito negli USA. Dei trenta piloti e radiotelegrafisti del VT-8 che parteciparono all'attacco, egli fu l'unico sopravvissuto. In seguito incontrò l'ammiraglio Chester Nimitz e gli confermò la distruzione di tre portaerei giapponesi a cui aveva assistito: la Akagi, la Kaga e la Sōryū. Gli fu dedicato un articolo sul numero del 31 agosto 1942 della rivista Life. Dopo Midway, fece un periodo di licenza di 30 giorni negli USA, seguiti da 3 mesi impegnato in conferenze presso varie industrie belliche, dove raccontò la propria esperienza. Assegnato al Torpedo Squadron 11, dotato dei Grumman TBF Avenger, partecipò alla campagna di Guadalcanal, decollando da Henderson Field impegnato in missioni notturne di ricerca del naviglio giapponese, spingendosi a 300 miglia dall'aeroporto, nella zona di Bougainville-Kahili (Isole Salomone). In seguito divenne istruttore di volo della Marina presso la NAS Jacksonville. Per le sue azioni in combattimento a Midway, gli furono conferite la Navy Cross e la Purple Heart, e in seguito anche la Air Medal.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, trascorse oltre 30 anni come pilota per la Trans World Airlines (TWA). Spesso teneva conferenze sulle sue esperienze a Midway ed è autore del libro Sole Survivor: The Battle of Midway and its effects on his life. Nel 1975, ha lavorato come consulente sul set del film La battaglia di Midway, in cui e stato interpretato dall'attore Kevin Dobson. Nel film Midway del 2019 , è stato interpretato da Brandon Sklenar.

Ha partecipato alla cerimonia di dismissione della portaerei Midway l'11 aprile 1992. Nel maggio 1994 è stato inserito nella Georgia Aviation Hall of Fame.

Il 21 ottobre 1994 morì per un attacco di cuore in un ospedale di Marietta, in Georgia. Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri sparse nel luogo in cui il Torpedo Squadron 8 aveva lanciato il suo sfortunato attacco..

Onorificenze

PubblicazioniSole Survivor: The Battle of Midway and its effects on his life'', Midway Publishers, Naples, 1980.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Aviatori statunitensi della seconda guerra mondiale Categoria:Decorati con la Navy Cross Categoria:Decorati con la Air Medal Categoria:Decorati con la Purple Heart