Biografia Nick Cave, nato e cresciuto a Fulton, nel Missouri, insieme a sei fratelli, da una madre single che ha incoraggiato il suo interesse per la moda.. I suoi nonni possedevano una fattoria a Chariton, nel Missouri, dove Nick a volte dava una mano con i raccolti e l'allevamento dei polli. Cave attribuisce gran parte del suo interesse per gli oggetti trovati e il loro assemblaggio alle condizioni della sua infanzia. Dopo la scuola primaria, Cave si è trasferito da Fulton a Columbia, nel Missouri, sede di un'importante università, dove ha frequentato la West Junior High School e si è diplomato alla Hickman High School nel 1977. Cave attribuisce a un insegnante d'arte della Hickman il merito di avergli suggerito di iscriversi al Kansas City Art Institute, dove ha studiato arti tessili e successivamente conseguito il Bachelor of Fine Arts nel 1982.

Nel frattempo, nel 1979, Cave ha incontrato Alvin Ailey e trascorso quell'estate e diverse estati successive a New York, dove ha studiato con l'Alvin Ailey American Dance Theatre. Dopo essersi laureato al Kansas City Art Institute nel 1982, ha progettato allestimenti per il grande magazzino Macy's e lavorato come stilista, mantenendo al contempo il suo interesse per l'arte e la danza. Nel 1988 Cave ha conseguito il Master of Fine Arts alla Cranbrook Academy of Art di Bloomfield Hills, nel Michigan. Ha anche frequentato alcuni corsi di specializzazione presso la University of North Texas. Dopo essersi laureato alla Cranbrook, nel 1989 ha iniziato a insegnare in un programma di fiber art presso l'Art Institute of Chicago. Da allora, Cave gestisce a Chicago un'azienda di abbigliamento dove progetta, produce e commercializza la propria linea di abbigliamento per uomo e donna.

Il successo è arrivato nel 1992, quando ha presentato il primo Soundsuit realizzato in reazione al pestaggio di Rodney King da parte della polizia.

Dal 14 maggio al 2 ottobre 2022 il Museum of Contemporary Art Chicago ha ospitato la sua prima retrospettiva completa, Nick Cave: Forothermore, che ha ripercorso l'intera carriera dell'artista, presentando sculture, installazioni, video e opere giovanili raramente esposte. Tra i pezzi forti della mostra figura installazione site-specific Spinner Forest, composta da migliaia di girandole cinetiche sospese nell'atrio a due piani e nella hall del quarto piano del museo. Il titolo è un neologismo, una nuova parola che riflette l'impegno di una vita dell'artista nel creare uno spazio per coloro che si sentono emarginati dalla società e dalla cultura dominanti, in particolare le comunità della classe operaia e le persone queer di colore. Dal 18 novembre 2022 al 10 aprile 2023 la retrospettiva Nick Cave: Forothermore è proseguita al Solomon R. Guggenheim Museum di New York.

Dal 13 febbraio 2026, lo Smithsonian American Art Museum sta ospitando la mostra Nick Cave: Mammoth, nella quale Cave «mette in luce frammenti e dettagli ordinari e spesso dimenticati del mondo in cui viviamo», portando l'attenzione su ciò a cui diamo valore e su come costruiamo collettivamente il significato. Si ritiene che si tratti della più grande commissione mai affidata dallo Smithsonian a un singolo artista. Nel 2026, invitato alla LXI Esposizione internazionale d'arte di Venezia, ha presentato il ciclo Two Points in Time - At Once, composto da sculture in bronzo e installazioni a tecnica mista.

Insegnamento Cave ha insegnato a lungo nelle università degli Stati Uniti. Ha iniziato a lavorare alla School of the Art Institute of Chicago nel 1989 come professore nel Dipartimento di studio delle fibre e dei materiali ed è stato successivamente nominato al Dipartimento della moda. Nel 2018 ha ricoperto il ruolo di direttore del programma di laurea in moda e di preside del dipartimento. Ha lavorato come docente e artista ospite presso numerose altre istituzioni, tra cui il Beloit College, il Fabric Workshop and Museum, il McColl Center for Art + Innovation, la Pilchuck Glass School, l'Università dell'Arizona e l'Università del Wisconsin-Madison..

Processo creativo Nelle sue opere sono presenti influenze delle tradizioni artistiche africane, delle armature, degli abiti cerimoniali, dell'alta moda e del design tessile, nonché degli oggetti tipicamente femminili, per esprimere una moltitudine di concetti. Gran parte del suo lavoro è a tutto tondo, ma occasionalmente apprezza la dimensione creata quando lavora con il bassorilievo, riferendosi a questi come dipinti.. Il suo lavoro verte sulle strategie per gestire le implicazioni reali della vulnerabilità e delle conseguenze, trasformando l'esperienza e l'ambiente. Attraverso la performance art, mira a creare situazioni in cui comunità eterogenee si riuniscono per condividere l'esperienza, avendo cura di distinguere le sue opere da semplici costumi. Cave si descrive non come un artista ma come un messaggero, poiché il suo lavoro tratta frequentemente di spettacolo e responsabilità. Una sua opera che segue questo principio è Augment, costituito da cinque assemblaggi realizzati con oltre 1.000 decorazioni gonfiabili cucite insieme.

Oltre ai suoi Soundsuit, le opere di Cave sono prevalentemente sculture a tecnica mista e installazioni di grandi dimensioni che impiegano oggetti di recupero e tessuti dai colori vivaci. L'artista crea opere scultoree che affrontano le tensioni razziali, in particolare la violenza legata alle armi da fuoco e il suo impatto sugli uomini neri. Un esempio è TM 13, una scultura che trae ispirazione dalla vita e dalla morte di Trayvon Martin, avvenuta nel 2012. In seguito all'assoluzione di George Zimmerman dall'accusa di omicidio di Martin, avvenuta il 13 luglio 2013 (da qui il titolo TM 13), Cave realizzò una scultura di grande impatto incentrata su una felpa con cappuccio, un paio di jeans, un manichino nero e scarpe da ginnastica. L'opera è visibilmente avvolta in una rete, che «crea una sorta di Soundsuit per il fantasma di Trayvon Martin. Un modo per un adolescente nero defunto di far sentire il proprio grido e sollevare un clamore, per protestare contro la sua morte immotivata».

Le sculture a tecnica mista di Cave incorporano spesso parti di bambole nere o di manichini collocate al centro o nella parte superiore dell'opera, conferendo loro un aspetto simile a un altare. Focalizzando le opere in questo modo, lo spettatore è invitato a «esaminare la storia del trauma e del razzismo [...] e l'oggettificazione del maschio nero». La sua mostra del 2014, Rescue, «indaga il concetto di servitù e lo stigma a esso associato all'interno della comunità nera». La maggior parte di questi lavori non prevede elementi sonori, come la mostra Until (2016–2017) al Museo del Massachusetts di arte contemporanea, poiché Cave desidera che i partecipanti «siano inclusi – e coinvolti – nell'opera» anziché concentrarsi su suono e movimento. L'esperienza di osservare le opere vedendo contemporaneamente gli altri partecipanti è un metaconcetto promosso da Cave.

Cave realizza la maggior parte delle sue opere in un laboratorio avvalendosi di diversi assistenti, artigiani e fornitori; la sua principale assistente è Jen Grygiel. Spesso Cave affida la realizzazione dele sue opere a un'officina di Skokie, nell'Illinois, denominata "Iron and Wire" e di proprietà di David Greene.

Opere Soundsuits I Soundsuit ()«Un giorno, mi trovavo al parco, ho guardato per terra e ho visto un ramoscello. Così ho iniziato a raccoglierne diversi. Non so bene perché, ma mi sono ritrovato a tornare in studio e a realizzare una scultura. Nel momento in cui l'ho indossata e ho iniziato a muovermi, ha prodotto un suono: è nato così il Soundsuit. In quel momento, il suono rappresentava la mia forma di protesta; era un modo per farmi ascoltare». sono «sculture indossabili» che avvolgono il corpo di chi li indossa utilizzando materiali quali – a titolo esemplificativo – capelli umani tinti, sisal, bottoni di plastica, perline, fili metallici, paillettes e piume. Questi costumi mimetizzano il corpo, celandolo e creando una seconda pelle che nasconde razza, genere e classe sociale, costringendo l'osservatore a guardare senza pregiudizi. Impiegando oggetti di uso quotidiano, Cave riesce a creare un'atmosfera di familiarità, rielaborando al contempo tali oggetti in rappresentazioni interpretative della cultura sia materiale che sociale. Poiché è opinione diffusa che razza, identità e genere costituiscano il fulcro della sua opera, i Soundsuit sono in grado di veicolare molteplici concetti simultaneamente. Il loro significato può dunque variare in base al contesto, al movimento, alla staticità e/o all'inserimento di coreografie di gruppo. Le opere finite presentano alcune affinità con i costumi e le maschere cerimoniali africane; richiamano, inoltre, l'abbigliamento carnevalesco, le vesti del popolo Dogon, lo stile Rococò e la ball culture.

Il primo Soundsuit di Nick Cave è stato realizzato nel 1992, in risposta al pestaggio dell'afroamericano Rodney King da parte di alcuni poliziotti di Los Angeles. Cave raccolse da terra una grande quantità di bastoncini e ramoscelli, assemblandoli in un abito che, con sua stessa sorpresa, emetteva suoni quando veniva indossato. Sebbene queste opere vengano di solito esposte al pubblico come sculture statiche, possono essere apprezzate anche attraverso performance dal vivo, video e fotografie. Dando vita alle sue creazioni interattive, «Cave indossa regolarmente le sculture per esibirsi, danzando di fronte al pubblico o davanti all'obiettivo e attivando così il loro pieno potenziale come costume, strumento musicale e icona vivente». Dalla creazione del primo esemplare nel 1992, l'artista ha realizzato oltre 500 Soundsuit. La sua opera trae profonda ispirazione dalla danza e dalla coreografia, discipline che si sposano perfettamente con i Soundsuit, consentendo di esprimere entrambe le forme d'arte in un'unica creazione. Cave afferma di desiderare che il suo lavoro venga percepito prescindendo dalla figura dell'artista: con la serie Soundsuit, infatti, l'osservatore non è in grado di conoscere l'identità, il genere o l'etnia di chi indossa l'opera.

Nel 2021 Cave ha ricevuto dalla Metropolitan Transportation Authority di New York l'incarico di realizzare un'installazione permanente ispirata ai suoi Soundsuits, che si estende tra le stazioni della metropolitana di Times Square-42nd Street/Port Authority Bus Terminal e 42nd Street-Bryant Park/Fifth Avenue per la lunghezza di 110 metri. L'opera, intitolata Each One, Every One, Equal All, è costituita da una serie di murales in mosaico raffiguranti Soundsuits – sia reali che immaginari – e sculture mobili create dall'artista, accompagnati da installazioni video che mostrano i Soundsuits in movimento. Scrivendo dell'installazione sul New York Times prima del suo completamento nel 2022, il critico John Vincler ha descritto le figure dell'opera come «gioiose», affermando che il lavoro appare come «una correzione necessaria, perfettamente a suo agio tra il rumore e il brulichio» della metropolitana.

Una scultura della serie Soundsuit fa parte della Colección Solo, museo privato di arte contemporanea con sede a Madrid. È esposta nella mostra permanente ed è stata inclusa in diverse esposizioni temporanee, come la collettiva Certeza (2022), presso la sede madrilena.

Uno di questi Soundsuit è stato scelto da Peter Gabriel per la copertina del brano Live and Let Live, l'ultimo singolo estratto dall'album I/O, pubblicato nel 2023.

HEARD•NY Nel 2013 Cave ha collaborato con i ballerini dell'Alvin Ailey Dance Company – compagnia di cui egli stesso aveva fatto parte in passato – per ralizzare HEARD•NY. La performance si è svolta in uno dei luoghi più frequentati della città: la Vanderbilt Hall del Grand Central Terminal. HEARD•NY non era un semplice spettacolo, bensì una riflessione articolata su temi quali la cerimonia (in particolare i rituali in costume dell'Africa occidentale), l'identità e il ruolo del sogno nella vita civile.