Ersilia separa Romolo e Tazio, noto anche come La pace fra i Romani e i Sabini, è un dipinto a olio su tela del Guercino, realizzato nel 1645 e conservato nel Museo del Louvre di Parigi. Storia Il dipinto è citato da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice sotto l'anno 1645: «A Monsù Aurelier primo segretario di Stato di Francia, la Pace delle Sabine con li Romani, quadro grande per accompagnare gli altri»... Il nome «Monsù Aurelier» corrisponde all'italianizzazione di Louis Phélypeaux de La Vrillière, committente dell'opera. Il riferimento di Malvasia a un «quadro grande per accompagnare gli altri» è stato messo in relazione con la destinazione del dipinto alla galleria dell'Hôtel de La Vrillière, per la quale l'opera fu realizzata.
Il pagamento dell'opera è registrato nel Libro dei conti.Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore di Guercino, Paolo Antonio Barbieri, dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. In data 8 luglio 1645 vi è annotato: «Dal Sig:r Giovanni Mastri si è ricevuto lire tre milla per il quadro delle Sabine fatto per Monsù Aurigliere primo Sec:rio di Stato del Rè di Francia, quali fano la Soma di Scudi 750»..
L'intermediario, Giovanni Mastri, era figlio di Ludovico Mastri, che aveva già curato i pagamenti del Coriolano supplicato da sua madre e, per conto dei fratelli Charles e Barthélemy Lumague, quelli del Cristo risorto appare a santa Teresa e della Salomè riceve la testa di san Giovanni Battista..
L'opera fu commissionata da Louis Phélypeaux, signore di La Vrillière (1599–1681), segretario di Stato prima di Luigi XIII e poi di Luigi XIV. La carica di segretario di Stato era tradizionalmente affidata ai membri della famiglia Phélypeaux de La Vrillière; Louis Phélypeaux era succeduto al padre nel 1629.
Nel 1634 egli ideò la costruzione dell'Hôtel de La Vrillière, affidandone la direzione dei lavori all'architetto François Mansart. Il 1º agosto 1635 sposò Marie Particelli, figlia del ricchissimo banchiere Michel Particelli d'Hémery. Già alla fine dello stesso anno concepì l'idea di decorare la Galleria dorata del suo hôtel con un ciclo di grandi opere, dipinti e sculture di gusto classico, affidandone l'esecuzione ad artisti italiani.
A questo progetto appartenevano il Commiato di Catone dal figlio, eseguito da Guercino nel 1637, Camillo e il maestro di scuola di Falerii di Nicolas Poussin e il Ratto di Elena di Guido Reni, acquistato da La Vrillière ma non commissionato direttamente. In seguito a Guercino fu affidata anche l'esecuzione di altre due tele: Coriolano supplicato da sua madre e Muzio Scevola davanti a Porsenna. Quest'ultima, per motivi non noti, rimase invenduta fino alla morte dell'artista. Malvasia afferma erroneamente che la mancata vendita fu dovuta alla morte del committente, che invece morì dopo il pittore, nel 1681.
L'ambiente ospitava un articolato programma iconografico ispirato alla storia e all'epica antica, affidato ad alcuni dei maggiori pittori classicisti del tempo. La celebre raccolta, destinata a esercitare una profonda influenza sulla pittura francese dei secoli successivi, comprendeva opere di Nicolas Poussin, Pietro da Cortona, Guido Reni, Carlo Maratta e Alessandro Turchi.. Ersilia separa Romolo e Tazio rimase nell'Hôtel de La Vrillière, nel frattempo divenuto Hôtel de Toulouse (che durate la Rivoluzione divenne Hôtel de Penthièvre) oggi sede della Banca di Francia, fino al 1794, quando fu confiscato e trasferito al Louvre. Descrizione Il dipinto illustra il momento in cui le donne sabine intervengono per riportare la pace tra i Romani, di cui erano divenute mogli, e i Sabini, di cui erano figlie e sorelle, secondo l’episodio narrato da Tito Livio. e da Plutarco.
Il dipinto raffigura l’intervento di Ersilia durante lo scontro tra Romani e Sabini. La donna è posta al centro della composizione, fra due guerrieri armati, tradizionalmente identificati con Romolo e Tito Tazio, e tenta di arrestarne il combattimento. Con il corpo proteso verso sinistra, Ersilia rivolge lo sguardo supplice a Romolo, mentre con la mano sinistra cerca di fermare Tazio, che impugna ancora la spada.
Sulla sinistra Romolo, armato di spada e scudo, avanza verso l’avversario; accanto a lui una giovane donna, con il seno scoperto, tenta a sua volta di trattenerlo afferrandolo per il braccio. A destra Tazio, in armatura, oppone il braccio al gesto di Ersilia, mentre alle sue spalle si addensano altri soldati. Lance, alabarde e spade si levano nella parte alta della scena, accentuando la tensione dello scontro.
La composizione è chiusa a sinistra da un’architettura in ombra, mentre al centro e a destra si apre un cielo terso, attraversato da rade nubi. Sullo sfondo, in lontananza, piccoli gruppi di combattenti proseguono la battaglia, riprendendo in scala ridotta l’azione principale del primo piano. Stile Nell’affrontare un soggetto romano, piuttosto raro nella sua produzione, Guercino costruisce la scena con un impianto solenne e quasi scultoreo. Le figure, ravvicinate e disposte in uno spazio compatto, acquistano una forte evidenza plastica, come in un bassorilievo animato. La chiarezza della composizione consente di distinguere nettamente i protagonisti e di leggere l’azione anche da lontano, secondo una concezione teatrale e simbolica più che strettamente realistica.
L’effetto monumentale è rafforzato dalla successione dei piani: l’episodio principale, concentrato nel primo piano, trova eco nei gruppi di combattenti visibili sullo sfondo. Alla tensione dei gesti e delle armi si accompagna una tavolozza ricca e raffinata, nella quale la luminosità del cielo azzurro contribuisce a unificare la composizione. Osservata da vicino, l’opera rivela tuttavia anche una cura minuta dei dettagli e una delicatezza di colore e di tocco ormai caratteristiche della fase matura del pittore.
La presenza del dipinto a Parigi, dove era facilmente accessibile agli artisti francesi e poi al Louvre dal 1793, è stata messa in relazione con le Sabine di Jacques-Louis David, dipinte circa un secolo e mezzo più tardi. In particolare, il motivo della donna che si interpone fra i combattenti sembra trovare un precedente nell’Ersilia di Guercino. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nel Louvre Categoria:Dipinti a soggetto storico