Un sogno americano (An American Dream) è un romanzo dello scrittore statunitense Norman Mailer, pubblicato in volume nel 1965 dalla Dial Press. Quarto romanzo dell'autore, era apparso precedentemente in otto puntate sulla rivista Esquire, fra il gennaio e l'agosto 1964.

Il protagonista e narratore, Stephen Richards Rojack, è un eroe della seconda guerra mondiale, ex membro del Congresso, docente universitario e personaggio televisivo. Dopo aver ucciso la moglie, attraversa per circa trentadue ore una New York dominata dal denaro, dalla celebrità, dalla sessualità e dalla violenza, cercando di sottrarsi alle conseguenze giuridiche e morali del delitto.

La prima edizione italiana uscì nel 1966 presso Mondadori, nella traduzione di Ettore Capriolo. La stessa traduzione è stata riproposta nelle successive edizioni italiane.

Genesi e pubblicazione Dopo Il parco dei cervi, pubblicato nel 1955, Mailer attraversò un lungo periodo nel quale si dedicò soprattutto al giornalismo, alla saggistica e alla costruzione della propria figura pubblica. Per superare le difficoltà incontrate nella composizione di un nuovo romanzo di ampie dimensioni, propose alla direzione di Esquire di scrivere un'opera a puntate, sottoponendosi a scadenze mensili.

Il romanzo fu quindi pubblicato in otto episodi consecutivi fra gennaio e agosto 1964. Mailer riprese deliberatamente la pratica della pubblicazione seriale adottata da numerosi romanzieri ottocenteschi, scrivendo ogni capitolo mentre quello precedente era già in corso di stampa.

La forma seriale influì sulla struttura dell'opera: ogni puntata comprende una nuova prova affrontata dal protagonista e tende a concludersi con una situazione di suspense. Prima della pubblicazione in volume Mailer rielaborò ampiamente il testo; l'edizione della Dial Press fu curata editorialmente dallo scrittore E. L. Doctorow, che all'epoca lavorava per la casa editrice.

La prima edizione in volume apparve a New York nel 1965. Nel 2018 il romanzo fu incluso dalla Library of America nel volume Norman Mailer: Four Books of the 1960s, curato dal biografo J. Michael Lennon insieme a Why Are We in Vietnam?, The Armies of the Night e Miami and the Siege of Chicago.

Trama Stephen Richards Rojack rievoca inizialmente un'azione compiuta durante la seconda guerra mondiale, quando aveva attaccato da solo una postazione tedesca ed era stato decorato per il proprio coraggio. Vent'anni dopo è un ex deputato, docente di «psicologia esistenziale», autore di un libro sulle esecuzioni capitali e commentatore televisivo.

La sua carriera politica e accademica è tuttavia in declino e il matrimonio con Deborah Caughlin Mangaravidi Kelly, ricca ereditiera dalla quale vive separato, è ormai fallito. Una notte, dopo aver pensato al suicidio, Rojack raggiunge Deborah nell'appartamento che lei occupa temporaneamente. Durante un violento litigio la strangola e ne getta il corpo dal balcone, cercando di far apparire la morte come un suicidio.

Sospettato dalla polizia, ma non immediatamente incriminato, Rojack trascorre le successive trentadue ore fra interrogatori, locali notturni e incontri con personaggi legati alla criminalità organizzata e agli ambienti del potere. Conosce la cantante jazz Cherry, della quale si innamora, e affronta in uno scontro fisico Shago Martin, musicista e precedente compagno della donna.

Rojack incontra infine Barney Oswald Kelly, padre di Deborah e uomo d'affari legato tanto alla criminalità quanto agli apparati politici e informativi. Dopo avergli confessato l'omicidio, scopre che Kelly ha usato le proprie relazioni per impedire il suo arresto. Il confronto fra i due culmina in una sfida sul cornicione dell'attico di Kelly.

Quando Rojack torna da Cherry, la trova mortalmente ferita. Perduto l'ultimo legame che lo trattiene a New York, abbandona la città e si dirige verso il Messico e l'America centrale, lasciando irrisolta la propria responsabilità morale.

Temi e stile

Il sogno americano Il titolo riprende in forma ironica e oscura il concetto di sogno americano. Rojack possiede molte delle caratteristiche associate al successo sociale negli Stati Uniti: è stato un eroe di guerra, ha studiato ad Harvard, ha ricoperto una carica politica ed è diventato una personalità pubblica. Dietro questa immagine si nascondono tuttavia il fallimento professionale, la dipendenza dall'alcol, la violenza e un profondo senso di vuoto.

La Library of America ha definito il romanzo una discesa nell'America del denaro, del sesso e della violenza. Il mondo attraversato da Rojack è popolato da politici, personaggi televisivi, milionari, poliziotti e criminali, fra i quali i confini morali e istituzionali appaiono costantemente incerti.

Esistenzialismo e dimensione simbolica L'opera combina elementi del romanzo criminale, del thriller, della narrativa di gangster e del racconto di iniziazione con una componente metafisica e simbolica. Rojack interpreta gli eventi attraverso concetti come la magia, la paura, il destino e la presenza del male, intrattenendo un rapporto visionario con la luna.

Secondo Kevin Power, la struttura dell'opera è influenzata dall'esistenzialismo religioso di Søren Kierkegaard, dal pensiero dialettico e dal mito statunitense della rigenerazione attraverso la violenza. Le successive prove affrontate da Rojack assumono la forma di rituali iniziatici attraverso i quali il protagonista tenta di trasformarsi e di superare il proprio stato di paralisi.

In questa prospettiva Rojack non è costruito esclusivamente come un personaggio realistico, ma anche come un archetipo: il combattente, il politico, il fuorilegge e il seduttore si sovrappongono nella rappresentazione di una mascolinità statunitense fondata sulla conquista e sul confronto violento.

La pubblicazione seriale contribuisce al ritmo episodico dell'opera. I capitoli alternano dialoghi melodrammatici, scene d'azione, monologhi interiori e passaggi visionari, con frequenti cambiamenti di tono e conclusioni costruite come cliffhanger.

Ricezione critica Alla sua uscita il romanzo provocò reazioni fortemente contrastanti. Alcuni recensori ne apprezzarono l'energia stilistica, l'ambizione simbolica e la capacità di rappresentare gli aspetti più oscuri della cultura americana; altri ne criticarono la trama inverosimile, la violenza, le scene sessuali e la mitologia personale dell'autore.

In una recensione pubblicata nel 1965 sulla New York Review of Books, Philip Rahv lo definì il più eccentrico dei primi quattro romanzi di Mailer e giudicò insufficientemente motivato il rapporto fra la vicenda individuale di Rojack e la più generale realtà nazionale evocata dal titolo.

Altri critici, fra i quali Joan Didion, sottolinearono invece l'abilità tecnica di Mailer e la sua capacità di cogliere le strutture del potere. La ricezione successiva ha spesso interpretato il carattere poco realistico della trama non come un semplice difetto, ma come parte della costruzione onirica, allegorica e rituale del romanzo.

Nel 1973 il critico Michael Wood indicò Un sogno americano, Why Are We in Vietnam? e The Armies of the Night fra le opere più importanti di Mailer. Nel 2018 il romanzo fu incluso dalla Library of America fra le opere centrali della produzione di Mailer negli anni sessanta.

In occasione della ristampa italiana pubblicata nel 2023 da La nave di Teseo, Mariarosa Mancuso, su la Repubblica, ne ha sottolineato il carattere di romanzo d'appendice, gli improvvisi mutamenti di tono e la dimensione barocca e melodrammatica.

Critica femminista Il romanzo è stato oggetto di una delle più note analisi critiche contenute in La politica del sesso di Kate Millett. La studiosa interpretò Rojack come un esempio dell'eroe maschile la cui affermazione personale viene costruita attraverso il dominio sessuale, la violenza e la degradazione dei personaggi femminili.

Millett criticò in particolare la rappresentazione della sessualità femminile, trattata a suo giudizio come una funzione della classe sociale o della natura, e la tendenza del romanzo a presentare la violenza di Rojack come una tappa della sua liberazione esistenziale.

La critica successiva ha continuato a discutere le concezioni della mascolinità, del genere e della razza presenti nel romanzo. Justin Shaw ha analizzato il modo in cui l'opera rappresenta e al tempo stesso rende instabile un modello di mascolinità egemonica, pur riproducendo immagini misogine e stereotipi razziali.

Alcuni studiosi hanno inoltre messo in relazione l'omicidio di Deborah con l'aggressione compiuta da Mailer nel 1960 contro la seconda moglie Adele Morales. Nel 2024 il critico Andrew Delbanco ha interpretato il romanzo come una rielaborazione narrativa dell'episodio, nella quale il senso di colpa dell'autore si accompagna a elementi di autoassoluzione.

Adattamento cinematografico Dal romanzo fu tratto nel 1966 il film Vivi e lascia morire (An American Dream), diretto da Robert Gist e sceneggiato da Mann Rubin. Stuart Whitman interpretò Stephen Rojack, Eleanor Parker Deborah e Janet Leigh Cherry. Il film fu prodotto e distribuito dalla Warner Bros.

La canzone A Time for Love, composta da Johnny Mandel con testo di Paul Francis Webster, ricevette una candidatura all'Oscar per la migliore canzone nel 1967.

Edizioni

Note

Bibliografia

Voci correlate

Norman Mailer La politica del sesso Sogno americano Ettore Capriolo Esistenzialismo

Collegamenti esterni

An American Dream sul sito di Penguin Random House An American Dream Expanded, progetto di ricerca dedicato al romanzo

Categoria:Romanzi di Norman Mailer Categoria:Romanzi del 1965 Categoria:Romanzi ambientati a New York