Arquitectura Viva è una rivista spagnola di architettura, fondata a Madrid nel 1988 e diretta da Luis Fernández-Galiano. Pubblicata da Arquitectura Viva SL, è dedicata all'architettura contemporanea spagnola e internazionale e comprende dossier su opere, autori e trasformazioni urbane, contributi critici e sezioni dedicate alle arti, alla cultura e ai libri. Nel gennaio 2013 avviò una nuova fase editoriale mensile e bilingue in spagnolo e inglese.
Storia
Origini e impostazione iniziale
La rivista nacque nel 1988 nell'ambito del progetto editoriale avviato tre anni prima con AV Monografías. Le due pubblicazioni furono concepite con funzioni differenti: AV Monografías come serie destinata all'analisi estesa di singoli architetti, opere, aree geografiche e temi disciplinari; Arquitectura Viva come periodico maggiormente legato all'attualità del progetto, al dibattito critico e ai rapporti dell'architettura con la società e la cultura.
Il primo numero affrontò il dibattito sul decostruttivismo architettonico. In una ricostruzione retrospettiva pubblicata nel 2012, Fernández-Galiano mise esplicitamente in relazione il tema del fascicolo con la mostra Deconstructivist Architecture, organizzata da Philip Johnson e Mark Wigley al Museum of Modern Art di New York dal 23 giugno al 30 agosto 1988.
Il fascicolo comprendeva un saggio di Rosemarie Haag Bletter su Frank Gehry, un'intervista a Jacques Derrida, contributi di William J. R. Curtis su Robert Venturi e di Peter Buchanan su Rafael Moneo, testi di Catherine Cooke e Juan Daniel Fullaondo sul costruttivismo e su Jorge Oteiza e interventi di Juan Antonio Ramírez e Guillermo Pérez Villalta. Le sezioni dedicate anche al cinema, al teatro, alle arti visive, all'informatica e al disegno industriale indicavano fin dall'inizio la volontà di collocare l'architettura in un ambito culturale più ampio della sola presentazione delle opere.
Fernández-Galiano descrisse successivamente l'impostazione originaria come quella di una rivista di documentazione e di attualità non vincolata a una singola posizione critica. Il progetto editoriale intendeva osservare l'architettura nelle sue dimensioni artistiche e tecniche, mettendola in relazione con le trasformazioni ideologiche, politiche e sociali.
Sviluppo editoriale e internazionalizzazione
Nel corso degli anni novanta la testata consolidò una struttura redazionale distinta dalla sola figura del direttore e sviluppò la documentazione grafica e tecnica delle opere, accanto alle sezioni dedicate alla critica, ai libri, alle arti e alla cultura contemporanea. Nel 1999 il colophon del numero 67 indicava Luis Fernández-Galiano come direttore, Adela García-Herrera come redattrice capo, José Jaime S. Yuste come responsabile grafico e Jorge Sainz come responsabile del sito internet.
La rivista mantenne una funzione distinta da quella di AV Monografías. Quest'ultima privilegiava ricostruzioni organiche dell'opera di singoli architetti o l'analisi di specifici contesti geografici e disciplinari; Arquitectura Viva combinava invece la presentazione dei progetti con l'osservazione del dibattito architettonico, urbano e culturale.
I fascicoli furono organizzati con crescente frequenza intorno a questioni teoriche, trasformazioni urbane, eventi internazionali o gruppi di opere recenti. Il doppio numero 79-80 del 2001, intitolato 11 de septiembre. El primer día del siglo XXI, affrontò gli attentati dell'11 settembre 2001 e la distruzione del World Trade Center sotto il profilo architettonico, urbano, strutturale e simbolico. Riuniva contributi di Francesc Torres, Cynthia Davidson, Cathy Lang Ho, David Cohn, Iñaki Ábalos, Jean-Louis Cohen, Joan Ockman, Roberto Segre e Juan Antonio Ramírez, insieme a documenti relativi alla progettazione delle Torri Gemelle.
Il doppio numero 107-108, Madrid metrópolis, esaminò invece le trasformazioni della capitale spagnola mettendo in relazione infrastrutture, espansione territoriale, attività economiche, sedi direzionali e nuovi edifici. Il progetto architettonico veniva così considerato come parte di fenomeni urbani e sociali più estesi.
Nel 2004 alla famiglia editoriale si aggiunse AV Proyectos, rivolta soprattutto a studenti e giovani professionisti e dedicata a progetti di studi affermati ed emergenti, concorsi, dettagli costruttivi e processi di realizzazione. Il sistema editoriale venne così a comprendere tre pubblicazioni complementari: AV Monografías, Arquitectura Viva e AV Proyectos.
Alla fine del 2012, dopo venticinque anni di pubblicazione in spagnolo, la direzione annunciò il passaggio a una fase mensile e bilingue spagnolo-inglese, inaugurata nel gennaio 2013. La trasformazione ampliava l'accessibilità internazionale di una rivista che già dedicava una parte consistente dei propri contenuti ad architetti, opere e dibattiti esterni alla Spagna.
Direzione, redazione e collaboratori
Luis Fernández-Galiano è indicato come direttore nei colophon consultati a partire dai primi anni di pubblicazione e nell'organigramma della testata. Nel 1999 José Jaime S. Yuste era responsabile grafico; successivamente, con il nome di José Yuste, assunse l'incarico di direttore aggiunto.
La rivista ha ospitato contributi di critici, storici e architetti provenienti da diversi contesti nazionali. Tra i collaboratori continuativi documentati figurano Richard Ingersoll, François Chaslin e Deyan Sudjic.
Tra gli altri autori presenti nell'archivio della testata figurano Jean-Louis Cohen, Kenneth Frampton, Rafael Moneo, Peter Buchanan, David Cohn, Juan Antonio Ramírez, William J. R. Curtis e Roberto Segre.
Numeri tematici e fascicoli dedicati
Arquitectura Viva ha alternato numeri dedicati a questioni teoriche, culturali e urbane a fascicoli concentrati prevalentemente sull'attività di singoli architetti o studi.
Tra i fascicoli dedicati prevalentemente a singoli architetti o studi figurano il numero 91 su Herzog & de Meuron, il 212 su Álvaro Siza e Carlos Castanheira, il 214 su Jean Nouvel, il 215 su MVRDV, il 217 su Snøhetta, il 219 su Valerio Olgiati, il 221 su Zaha Hadid Architects, il 222 su Sauerbruch Hutton, il 223 su Grafton Architects e il 224 su Ryue Nishizawa. Numeri successivi sono stati dedicati, tra gli altri, a Fernanda Canales, Vector Architects, Liu Jiakun, Foster + Partners e Smiljan Radić.
A differenza delle monografie pubblicate nella distinta serie AV Monografías, i fascicoli di Arquitectura Viva mantengono, anche quando il dossier principale è dedicato a un singolo autore o studio, sezioni rivolte ad altri argomenti architettonici e culturali.
Ricezione nel dibattito architettonico
L'Asociación de Revistas Culturales de España descrive Arquitectura Viva come una pubblicazione dalla «chiara vocazione giornalistica», aperta oltre l'architettura ad altre discipline affini e orientata alla lettura dell'attualità da una prospettiva pluralista e critica. La sua appartenenza all'associazione la colloca nel sistema spagnolo delle riviste culturali e non soltanto nell'ambito della stampa tecnica professionale.
La rivista è registrata in repertori bibliografici specialistici dedicati all'architettura e all'urbanistica. Latindex ne documenta la presenza, tra gli altri, nell'Avery Index to Architectural Periodicals, in InDICEs-CSIC e in MIAR.
Kenneth Frampton ha indicato AV Monografías, Arquitectura Viva ed El Croquis come una rappresentazione compiuta della cultura architettonica europea, mettendone in relazione la continuità editoriale con la vitalità dell'architettura spagnola. In una scheda dedicata a Luis Fernández-Galiano, la Holcim Foundation ha definito Arquitectura Viva la principale rivista spagnola di architettura.
Note
Collegamenti esterni
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