Il Palazzo di Giustizia (in tedesco Justizpalast o Gerichtsgebäude) di Bolzano è la sede del Tribunale ordinario e di altri uffici giudiziari locali. L'edificio, a forma concava, si trova in Piazza del Tribunale (Gerichtsplatz) e si rapporta all'ex-Casa del Fascio, posta di fronte, a forma convessa, oggi sede degli uffici finanziari dello Stato.
Descrizione Al centro della facciata era collocato un rilievo raffigurante la Giustizia seduta, priva della benda sugli occhi che tradizionalmente simboleggia l'imparzialità; ai suoi lati sono raffigurati un giudice recante il codice e un soldato con una spada.
Lungo il perimetro superiore della facciata corre un'iscrizione in latino, "Pro italico imperio virtute iustitia hierarchia unguibus et rostris" ("Virtù e giustizia a difesa dell’impero italiano con i denti e le unghie"), che richiama retoricamente i valori del regime fascista a difesa dell'impero.
Con il suo esplicito riferimento all’impero coloniale fascista proclamato nel 1936, l'iscrizione rimanda alla funzione originaria dell’edificio, che, insieme alla sede del partito e alla chiesa di Cristo Re, situata in posizione sfalsata, era destinata a glorificare il regime e, lungo l’ex viale Giulio Cesare (l’odierno Corso Italia) a svolgere «l'esplicita funzione di essere una porta d'accesso ideologica alla “Nuova Bolzano” fascista».
Storia L'edificio è stato costruito fra il 1939 e il 1956 su progetti degli architetti Paolo Rossi De Paoli e Michele Busiri Vici.
Crollo del 2026
Il 16 luglio 2026, poco dopo le 6 del mattino, una parte consistente dell'edificio – circa un quarto della struttura, corrispondente alla porzione centrale – è crollata a seguito del cedimento di alcuni solai, mentre erano in corso lavori di ristrutturazione e ampliamento. Il cedimento ha distrutto l'aula della Corte d'assise (Schwurgerichtssaal), due aule adibite alle udienze civili, gli uffici del procuratore capo e della presidente del tribunale e una cancelleria. Al momento del crollo l'edificio era chiuso al pubblico; delle tre addette alle pulizie presenti nell'area, una ha riportato lievi ferite.
Nell’agosto 2026 sono stati individuati nuovi uffici provvisori per le varie autorità giudiziarie, prima che, poiché l’edificio si è rivelato difficile da ristrutturare e comunque troppo piccolo per le esigenze attuali, a medio termine si debba probabilmente costruire un centro giudiziario completamente nuovo in un’altra sede. Per quanto riguarda il restauro del vecchio edificio, gli esperti hanno sostenuto la necessità di una ricostruzione critica, che dovrebbe avvenire come «conservazione creativa» – ad esempio sul modello dell’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, restaurata da Hans Döllgast. Inoltre, l’occasione offerta dalla nuova destinazione d’uso del vecchio edificio sarebbe propizia, proprio in questo contesto storico-politico, per istituire un «Istituto internazionale per la ricerca sul fascismo», che si dedichi, oltre che al fascismo e al nazionalsocialismo, a tutte le forme di politica autoritaria e totalitaria.
La Procura di Bolzano ha aperto un'indagine per crollo colposo di costruzione a carico di ignoti, al fine di accertare le cause del cedimento e un eventuale collegamento con i lavori in corso.
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