Trio degli spiriti (Ghost Trio) è un dramma televisivo in tre parti di Samuel Beckett, scritto in inglese tra il 1975 e il 1976 e trasmesso per la prima volta dalla BBC2 il 17 aprile 1977. La produzione fu diretta da Donald McWhinnie, con Ronald Pickup nella parte della figura maschile, Billie Whitelaw come voce fuori campo e Rupert Horder nella parte del ragazzo.

Il titolo richiama il Trio per pianoforte in re maggiore op. 70 n. 1 di Beethoven, noto come Geistertrio («Trio degli spiriti»). Nel corso dell'opera Beckett utilizza brevi frammenti del secondo movimento, il Largo assai ed espressivo.

Genesi e produzione Il progetto ebbe inizialmente il titolo Tryst. Nel quaderno manoscritto conservato presso l'Università di Reading, Beckett cancellò quel titolo, lasciò visibile la data 1976 e aggiunse in seguito Ghost Trio. Il quaderno contiene anche una pianta della stanza e le tre posizioni previste per la telecamera, contrassegnate dalle lettere A, B e C.

Il testo apparve per la prima volta nel numero inaugurale del Journal of Beckett Studies, nell'inverno del 1976, e fu poi incluso nella raccolta Ends and Odds. La versione televisiva della BBC venne registrata nell'ottobre 1976 e trasmessa l'anno seguente nel programma Shades, della serie The Lively Arts, insieme a Non io e ... nuvole....

Nello stesso 1977 Beckett realizzò per la Süddeutscher Rundfunk una seconda versione, intitolata Geistertrio, con Klaus Herm e Irmgard Först. Diretta dallo stesso autore, fu trasmessa il 1º novembre 1977 e presenta alcune differenze rispetto alla produzione britannica.

Struttura e trama L'azione si svolge in una stanza quasi vuota e uniformemente grigia, con una porta, una finestra, un giaciglio, uno specchio e uno sgabello. Una voce femminile presenta lo spazio e guida inizialmente lo sguardo dello spettatore, mentre una figura maschile, indicata nel testo con la lettera F, siede china su un piccolo registratore e ascolta la musica di Beethoven.

Nella prima parte, «Pre-azione», la voce descrive l'ambiente e la telecamera ne isola i singoli elementi. Nella seconda, «Azione», la voce anticipa i movimenti della figura, che crede di udire l'arrivo di una donna: F si dirige verso la porta, guarda nel corridoio, controlla la finestra, il giaciglio e lo specchio, quindi torna alla posizione iniziale. Nella terza, «Reazione», la sequenza viene ripetuta senza l'intervento della voce e con la telecamera più vicina al personaggio.

Infine si odono dei passi e qualcuno bussa alla porta. Compare però soltanto un ragazzo, che scuote il capo per comunicare che la persona attesa non verrà. Dopo che il ragazzo si è allontanato, la figura rimane sola con il registratore, mentre la musica riprende e l'immagine sfuma.

La musica I frammenti del Largo di Beethoven sono coordinati con i movimenti della telecamera e con le azioni della figura. La musica non costituisce quindi un semplice accompagnamento, ma partecipa alla costruzione ritmica del dramma e ritorna nei momenti legati all'attesa, alla porta e all'arrivo del ragazzo.

Michael Maier osserva come Beckett selezioni e ricomponga passi del movimento beethoveniano, facendo corrispondere alle ripetizioni visive variazioni di tensione armonica e intensità sonora. La denominazione Ghost Trio allude così sia alla composizione musicale sia alla presenza assente della donna attesa.

Interpretazioni critiche L'opera è stata letta in rapporto al tema beckettiano dell'attesa e alla progressiva riduzione dell'azione, della parola e dell'identità del personaggio. È stata inoltre studiata come esperimento specificamente televisivo, nel quale la telecamera non si limita a registrare una rappresentazione, ma organizza lo spazio, la durata e il punto di vista.

Conor Carville collega Trio degli spiriti ai concetti di assorbimento e teatralità nella storia della pittura, individuando nell'opera anche soluzioni che anticipano alcune pratiche della videoarte e dell'installazione.

Edizioni Samuel Beckett, Ghost Trio, in «Journal of Beckett Studies», n. 1, inverno 1976, pp. 1-7. Samuel Beckett, Ghost Trio, in Ends and Odds, New York, Grove Press, 1976; Londra, Faber and Faber, 1977. Samuel Beckett, Trio degli spiriti, traduzione di Floriana Bossi, in Racconti e teatro, Torino, Einaudi, 1980. Samuel Beckett, Trio degli spiriti, traduzione di Floriana Bossi, in Teatro completo, a cura di Paolo Bertinetti, Torino, Einaudi-Gallimard, 1994, pp. 459-469. Samuel Beckett, Trio degli spiriti, traduzione e cura di Gabriele Frasca, in Romanzi, teatro e televisione, Milano, Mondadori, 2023.

Note

Bibliografia C. J. Ackerley e S. E. Gontarski, The Faber Companion to Samuel Beckett, Londra, Faber and Faber, 2006. Jonathan Bignell, Beckett on Screen: The Television Plays, Manchester, Manchester University Press, 2009. Conor Carville, Absorption and Theatricality: On Ghost Trio, Cambridge, Cambridge University Press, 2022. Michael Maier, «Geistertrio: Beethoven's Music in Samuel Beckett's Ghost Trio», in Samuel Beckett Today / Aujourd'hui, vol. 11, 2001, pp. 267-278. Rosemary Pountney, Theatre of Shadows: Samuel Beckett's Drama 1956-1976, Gerrards Cross, Colin Smythe, 1988.

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