Mobile. Étude pour une représentation des États-Unis, generalmente indicato con il titolo abbreviato Mobile, è un'opera sperimentale dello scrittore francese Michel Butor, pubblicata da Gallimard il 14 febbraio 1962.

Pubblicata dopo i quattro romanzi che avevano avvicinato Butor al Nouveau Roman, l'opera segnò una svolta verso forme aperte, spaziali e combinatorie, nelle quali la disposizione tipografica e il montaggio di materiali eterogenei concorrono alla costruzione del significato.

Genesi e pubblicazione Nel 1959 Butor si trasferì negli Stati Uniti per sostituire temporaneamente Maurice Nadeau nell'insegnamento al Bryn Mawr College, in Pennsylvania; durante l'estate del 1960 insegnò inoltre al Middlebury College, nel Vermont. Nel corso del soggiorno viaggiò attraverso il paese e raccolse appunti, indicazioni geografiche, guide, cataloghi, annunci pubblicitari e altri materiali documentari, che utilizzò successivamente nella composizione di Mobile.

Il libro è dedicato al pittore statunitense Jackson Pollock. La disposizione dei frammenti sulla pagina è stata messa in relazione con il procedimento compositivo dell'espressionismo astratto, mentre il titolo richiama anche i mobiles, le sculture sospese e in movimento di Alexander Calder. Butor trasferì così nel libro principi ricavati dalle arti visive: decentramento, simultaneità, variazione dei rapporti fra le parti e possibilità di percorsi molteplici attraverso l'opera.

Mobile fu pubblicato da Gallimard il 14 febbraio 1962, con il sottotitolo Étude pour une représentation des États-Unis. Il termine étude sottolinea il carattere dichiaratamente parziale e sperimentale del progetto, presentato non come una descrizione definitiva del paese, ma come un tentativo di costruirne una possibile rappresentazione.

Struttura e materiali Mobile non presenta un intreccio continuo né un protagonista individuale. Il volume attraversa i cinquanta Stati americani secondo l'ordine alfabetico, anziché seguire un itinerario geografico, accostando località anche molto lontane fra loro. Lo spazio degli Stati Uniti sostituisce così il personaggio come elemento centrale dell'opera, mentre il lettore è chiamato a ricostruire autonomamente le relazioni fra i frammenti.

La progressione alfabetica è attraversata da ripetizioni e corrispondenze: nomi identici di città ricompaiono in Stati differenti, formule di benvenuto e indicazioni geografiche ritornano con variazioni, mentre le grandi metropoli convivono con centri minori e località quasi sconosciute. Il libro assume così la forma di un repertorio nel quale la varietà del paese emerge anche dalla ricorrenza dei suoi nomi e delle sue strutture.

I materiali montati da Butor provengono da fonti diverse: atlanti, enciclopedie, guide turistiche, cataloghi di vendita, pubblicità, segnaletica stradale, menù, articoli di giornale e documenti storici. Vi compaiono inoltre citazioni da scritti di figure quali Benjamin Franklin e Thomas Jefferson, testimonianze relative ai processi alle streghe di Salem, alla Fiera Colombiana di Chicago del 1893 e alla storia delle popolazioni native americane.

Nell'edizione originale, impaginata dal grafico Massin, la distinzione fra i diversi materiali è resa visibile mediante caratteri tipografici, maiuscole, corsivi, margini variabili e ampi spazi bianchi. I nomi geografici assumono spesso la funzione di segnali visivi, mentre la frammentazione della pagina interrompe la lettura lineare e permette di riconoscere contemporaneamente più serie testuali.

Fra i modelli formali individuati dalla critica figurano il catalogo commerciale, il patchwork e i mobiles di Alexander Calder. Come in una scultura mobile, le singole unità mantengono la propria autonomia ma modificano reciprocamente il loro significato secondo la posizione e il percorso scelto dal lettore. La combinazione di ordine rigoroso e variazione imprevedibile consente pertanto letture molteplici dell'opera.

Accoglienza critica Alla pubblicazione Mobile suscitò reazioni contrastanti, dovute soprattutto alla difficoltà di ricondurlo alle categorie tradizionali del romanzo, del saggio e del racconto di viaggio. Nel 1963, in occasione dell'uscita della traduzione inglese, Truman Capote gli dedicò una recensione fortemente negativa sulla New York Review of Books, presentandolo polemicamente come un esperimento di giornalismo e letteratura di viaggio. Nello stesso anno Kirkus Reviews, pur mettendo in rilievo la costruzione a collage del volume, ne sottolineò il carattere arduo e anticonvenzionale.

La critica successiva ha considerato l'opera un momento decisivo nel passaggio di Butor dal romanzo a forme testuali aperte e «mobili», studiandone in particolare la composizione spaziale, il ruolo attivo attribuito al lettore e il rapporto con le arti visive.

Edizioni e traduzioni La prima traduzione inglese, realizzata dal poeta e traduttore statunitense Richard Howard, fu pubblicata nel 1963 da Simon & Schuster con il titolo Mobile: Study for a Representation of the United States. La stessa traduzione fu ripubblicata nel 2004 dalla Dalkey Archive Press.

L'opera non risulta essere stata tradotta in italiano.

Note

Bibliografia

Van Meter Ames, «Butor and the Book», in The Journal of Aesthetics and Art Criticism, vol. 23, n. 1, 1964, pp. 159-165. Hélène Campaignolle-Catel, «Mobile (Butor, 1962), la carte fracturée du récit», in Littérature, n. 135, 2004, pp. 25-40. T. Tilden Daniels, «Michel Butor's Mobile: Modernism, Postmodernism, and American Art», in Symposium: A Quarterly Journal in Modern Literatures, vol. 62, n. 2, 2008, pp. 99-112. Marianne Hirsch, «Michel Butor: The Decentralized Vision», in Contemporary Literature, vol. 22, n. 3, 1981, pp. 326-348. Patrick Hubner, «Le livre ouvert de Butor sur l'Amérique», in Revue d'histoire littéraire de la France, vol. 114, n. 3, 2014, pp. 631-640. Mary Lydon, Perpetuum Mobile: A Study of the Novels and Aesthetics of Michel Butor, Edmonton, University of Alberta Press, 1980.

Collegamenti esterni

Scheda dell'opera sul sito di Gallimard. Presentazione di Mobile sul sito della Bibliothèque nationale de France.

Categoria:Opere letterarie del 1962 Categoria:Opere letterarie di autori francesi