Biografia Figlio di James Johnson e Margaret Jane Brown, Edward Johnson nacque in Ontario nel 1878 e, incoraggiato dal contralto Edith Miller, si trasferì a New York per studiare canto nel 1897. Dopo anni di gavetta nei teatri dello stato di New York e del Mid-West in tournée con la Chicago Symphony Orchestra, nel 1904 fece il suo debutto alla Carnegie Hall. Tre anni più tardi fu il protagonista in occasione della prima statunitense di Sogno d'un valzer a Filadelfia, Boston e Broadway. Nel 1908 si trasferì a Parigi per perfezionare la sua formazione canora con Riccardo Barthelemy e qui conobbe Beatrice d'Arneiro, che sposò l'anno dopo a Londra.
Incoraggiato da Enrico Caruso, nel 1909 si trasferì a Firenze per studiare canto con Vincenzo Lombardi e qui la moglie diede alla luce l'unica figlia della coppia, chiamata Fiorenza in onore della città. Con il nome italinizzato in "Edoardo Di Giovanni", fece il suo debutto sulle scene al Teatro Verdi di Padova come Andrea Chénier il 10 gennaio 1912. Successivamente cantò per cinque stagioni al Teatro alla Scala, dove nel 1914 fu l'eponimo protagonista nella prima scaligera del Parsifal, diretto da Arturo Toscanini. Alla Scala cantò anche come Ippolito nella prima assoluta della Fedra di Ildebrando Pizzetti su libretto di Gabriele D'Annunzio (1915) e come Marco nella prima mondiale de La nave di Italo Montemezzi, diretto da Tullio Serafin.
Durante gli anni Dieci cantò regolarmente anche al Teatro dell'Opera di Roma, dove il suo repertorio annoverava i ruoli di Andrea Chénier, Don Carlo, Loris in Fedora, Folco in Isabeau, Mazurec in Jacquerie, Avito ne L'amore dei tre re, Dick Johnson ne La fanciulla del West, Des Grieux in Manon Lescaut, Giovanni in Maria di Magdala, Marzio in Melenis, Pelléas in Pelléas et Mélisande e Don Piero in Uguale fortuna. Al Costanzi cantò anche nella prima italiana de Il trittico nel 1919, interpretando Rinuccio in Gianni Schicchi e Luigi ne Il tabarro. Gli anni Dieci lo videro impegnato anche in importanti debutti internazionali, come quello al Teatro Colón nel 1916 e al Teatro Real nel 1917.
La parentesi italiana della sua carriera si concluse nel 1919 con la morte della moglie. Ritornò quindi negli Stati Uniti, dove, tornando a cantare con il suo nome di battesimo, trascorse tre stagioni come tenore di punta dell'Opera di Chicago. Nel 1922 fu scritturato dal Metropolitan Opera House, dove cantò per dodici stagioni in ruoli quali Loris, Des Grieux, Dick Johnson, Pelléas e Avito, ma anche Faust, Lohengrin, Fra Gherardo, Calaf in Turandot, Cavaradossi in Tosca, Canio in Pagliacci, Don José in Carmen e Licino ne La vestale. Nonostante lo stretto legame con il Metropolitan, continuò a cantare anche a livello internazione e nel 1923 fu Faust e Sigfrido alla Royal Opera House. Diede il suo addio alle scene cantando come Peter Ibbetson nella tournée del Met a Boston il 4 aprile 1935.
Nel 1935 successe a Herbert Witherspoon come direttore generale del Metropolitan, una carica che mantenne per quindici anni, incluso il turbolento periodo della seconda guerra mondiale. Il periodo della sua direzione segnò il debutto e l'ascesa di importanti nomi della lirica come Licia Albanese, Jussi Björling, Raoul Jobin, Robert Merrill, Zinka Milanov, Jan Peerce, Bidú Sayão, Eleanor Steber, Giuseppe Di Stefano, Risë Stevens, Richard Tucker, Leonard Warren e Ljuba Welitsch, nonché le prime rappresentazioni al Metropolitan di opere liriche quali Alceste, Il ratto dal serraglio, Peter Grimes e Chovanščina.
Dopo il pensionamento tornò nel natio Guelph, rimanendo però presidente del consiglio di amministrazione del Royal Conservatory of Music. Qui istituì anche l'Edward Johnson Foundation a supporto dell'insegnamento della musica nelle scuole pubbliche. Morì nel 1959 all'età di ottant'anni, stroncato da una crisi cardiaca mentre assisteva a una rappresentazione del National Ballet of Canada.
Onorificenze
Note
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