La slittovia al Lago Nero, nota anche come Chalet Mollino, è la stazione d'arrivo di un impianto di risalita situata a 2400 metri di quota, in località Sportinia-Lago Nero, a Sauze d'Oulx, progettata dall'architetto Carlo Mollino.

Storia Commissionato dalla Società Slittovie Salice nel 1946, nel contesto dello sviluppo del turismo invernale e sciistico in Val di Susa e prendendo a modello lo sviluppo degli impianti del Sestriere nell'immediato dopoguerra, l'edificio venne progettato e costruito tra il 1946 e il 1947 ai piedi del monte Triplex, per servire la linea di risalita proveniente da Sportinia.

Originariamente la stazione comprendeva locali tecnici, una sala d'attesa, un bar-ristorante e dormitori destinati a uso alberghiero; il progetto prevedeva inoltre diversi arredi originali, che però non videro mai la luce a causa della mancanza di fondi.

Nel 1964 la slittovia originaria fu dismessa e sostituita da uno skilift, circostanza che comportò la necessità di aprire un varco sul lato nord dell'edificio. Successivamente la struttura venne abbandonata e, tra il 1999 e il 2005, su impulso del Comune di Sauze d'Oulx, ne venne promosso un restauro filologico, curato dagli architetti Giovanni Brino e Giorgio Raineri.

L'opera ha attirato negli anni l'attenzione dei critici per il suo rigore formale e la sua capacità di instaurare rimandi intertestuali in ambito architettonico, come evidenziato dallo storico dell'architettura Bruno Reichlin, che fece notare l'integrazione tra la memoria costruttiva tradizionale e il linguaggio contemporaneo. Una riproduzione in scala dell'edificio è inoltre conservata presso il Museum of Modern Art di New York.

Descrizione L'edificio si presenta come un incontro tra elementi dell'architettura moderna e stilemi dell'architettura alpina tradizionale. La costruzione si sviluppa sopra un basamento di calcestruzzo armato, sul quale si eleva un volume superiore rivestito di assi di legno posate secondo la tecnica del blockbau. È inoltre presente una copertura costituita da falde fortemente sfalsate e invertite, sostenuta da un sistema di travi in legno con rinforzi metallici e capriate in acciaio. Dal punto di vista visivo, la soluzione porta una falda ad abbassarsi fino quasi a toccare il suolo, mentre l'altra svetta in direzione della montagna.

Il prospetto rivolto verso il monte si caratterizza per un'ampia terrazza a sbalzo, detta approdo bianco, sollevata da terra mediante due imponenti pilastri a fungo in calcestruzzo armato a sezione variabile.

Per quanto riguarda gli interni, nello scantinato sono ospitati i depositi e le sale macchine dell'impianto, mentre al piano terreno si trova la sala d'attesa per gli sciatori. Una scala esterna conduce al livello superiore, che ospitava il ristorante e un solarium.

Note

Bibliografia

Categoria:Sauze d'Oulx Categoria:Architetture di Carlo Mollino Categoria:Rifugi delle Alpi Cozie Categoria:Impianti di risalita