Lassedio di Roses si è svolto tra il 7 novembre ed il 5 dicembre 1808 ed ha visto le truppe napoleoniche sotto il comando del generale Laurent de Gouvion-Saint-Cyr impegnarsi contro le truppe della guarnigione spagnola comandata da Peter O'Daly. L'operazione si concluse con la conquista della città da parte dei napoleonici. Per ricordare il successo dell'operazione, il nome ROSES è stato inciso sull'Arco di Trionfo di Parigi.
L'assedio faceva parte di una più complessa operazione, gestita dal generale Saint-Cyr, per accorrere in soccorso al corpo d'armata del generale Duhesme, rinchiuso sotto assedio a Barcellona. Conclusa l'occupazione di Roses, la colonna napoleonica si diresse verso sud per completare l'obiettivo primario della propria spedizione.
Contesto storico
Terminata la guerra in Prussia e Polonia, Napoleone rivolse le proprie attenzioni verso la penisola iberica. La regione ospitava il Portogallo, storico alleato inglese, e la Spagna, un alleato altamente inefficiente dei francesi. Con la scusa di sottomettere il territorio lusitano, Napoleone aveva iniziato ad inviare migliaia di truppe nella penisola, iniziando a destare i primi sospetti sulle sue reali intenzioni. Il punto di svolta fu la destituzione della famiglia reale spagnola e la nomina di Giuseppe Bonaparte a Re di Spagna.
La progressiva intromissione dei francesi nella politica spagnola aveva scatenato diversi malumori nella popolazione della penisola iberica, esplosi in un'aperta ribellione contro gli invasori il 2 maggio 1808.. Dopo una prima violenta repressione, Napoleone inviò diversi corpi d'armata ad occupare alcune posizioni chiave della penisola. Una di esse, Barcellona, era già stata presa nel febbraio del 1808. e in seguito fu occupata nell'estate dello stesso anno dal generale Duhesme, alla testa di un esercito di uomini..
Antefatti Un territorio difficile da sottomettere Le forze francesi già presenti nella penisola all'inizio dell'anno furono mobilitate per sedare rivolte e sollevazioni nei maggiori centri della regione: ad esempio il generale Dupont era stato inviato in Andalusia, il maresciallo Moncey si stava dirigendo verso Valencia e, come già detto, Duhesme era a Barcellona.. A dispetto dei pronostici ampiamente positivi, le armate francesi in Spagna incontrarono numerose difficoltà. La divisioni Chabran e Schwarz furono sconfitte da alcuni gruppi di mercenari catalani, i micheletti, ad El Bruc a metà giugno mentre Duhesme fallì nell'assedio di Gerona tra il 20 ed il 21 giugno..
Notando le difficoltà incontrate dalle divisioni francesi in Spagna, Napoleone decise di rinforza il corpo d'armata di Duhesme, inviando una divisione al comando del generale Honoré Charles Reille in suo aiuto. Le truppe scelte, tuttavia, erano di scarsa qualità e disperse per tutta la Francia meridionale. Riuscirono a liberare Figueres. ma furono respinti in un primo tentativo di assedio a Roses l'11 luglio. e, dopo essersi riunite con Duhesme, tentarono un secondo assedio alla città, ritirandosi con un fallimento il 16 agosto dopo tre settimane di sforzi, ritirandosi verso nord..
Le notizia negative dal resto della penisola non fecero che alimentare i dubbi sulla riuscita dell'occupazione francese della regione: Dupont era stato sonoramente sconfitto a Bailén a luglio;. Moncey aveva fallito nel suo tentativo di placare le rivolte a Valencia. e Junot, inviato a conquistare il Portogallo l'anno precedente, era stato battuto dagli anglo-portoghesi di Wellesley, perdendo il controllo dell'intero territorio lusitano ed evacuando poi la regione.. Vedendo i propri piani in pericolo, Napoleone decise di intervenire personalmente in Spagna.
Saint-Cyr viene inviato a soccorrere Duhesme Mentre i napoleonici erano impegnati a Gerona, un grosso contingente ti truppe regolari spagnole, proveniente dalle Isole Baleari, era sbarcato a Tarragona. Queste truppe, circa uomini, erano comandate dal marchese del Palacio, di lì a breve nuovo capitano generale della Catalogna, assieme a una grande massa di soldati irregolari, avviarono delle operazioni per bloccare Barcellona a partire dal 1° agosto. Il timore per lo scoppio di eventuali rivolte, che avrebbero compromesso la situazione dei soldati napoleonici a Barcellona, spinse il generale Giuseppe Lechi a inviare numerosi preoccupanti rapporti a Duhesme. Nonostante l'avvio del blocco, del Palacio rimase sostanzialmente inattivo e la giunta catalana, insoddisfatta di tale comportamento, sostituì il comandante con il generale Juan Miguel de Vives il 28 ottobre. Il nuovo comandante attaccò i francesi il 6 novembre ma in seguito rimase in attesa di rinforzi, altre unità sotto il generale Reding in attivo da Granada, sino alla fine del mese. Il 26 novembre, con una nuova offensiva, riuscì ad intrappolare tutte le forze di Duhesme a Barcellona.. L'esercito spagnolo in Catalogna contava circa unità agli inizi di novembre, organizzate in quattro divisioni e una brigata in avanguardia.. Per sbrogliare la situazione, il governo francese organizzò una colonna che sarebbe dovuta giungere in soccorso delle forze di Duhesme. Una volta raggiunta Barcellona, le due armate sarebbero andate a formare il VII Corpo d'armata della Grande Armée nella penisola iberica.. L'attivazione era iniziata già il 10 agosto ma ci vollero un mese affinché le truppe italiane raggiungessero Perpignano e occorse attendere fino al 28 ottobre per l'arrivo dell'artiglieria. A comando della colonna era stato scelto il generale Saint-Cyr. Ai suoi ordini c'erano erano le divisioni Reille, Souham, Chabot e Pino. Considerando anche le forze di Duhesme, il VII corpo poteva contare su circa uomini.
A Saint-Cyr fu data ampia autonomia sulla gestione dell'operazione, a patto che la città di Barcellona non cadesse. Dopo aver attraversato i Pirenei, il generale Saint-Cyr si diresse verso Roses, una città costiera della Catalogna che forniva da base dei rifornimenti per uno squadrone di navi britanniche che bloccava il porto di Barcellona. Prendendo la città, Saint-Cyr sperava di indebolire le forze nemiche e assicurare le proprie linee di rifornimento con la Francia. Inoltre, avendo ricevuto conferma che la guarnigione di Duhesme possedeva provviste per due mesi, la colonna francese aveva tutto il tempo per assediare e conquistare la posizione..
L'assedio
Le forze schierate sul campo da Gouvion Saint-Cyr comprendevano circa uomini. Il comandante incaricò Reille di gestire l'assedio mentre lui e il resto del corpo restavano in attesa per respingere qualsiasi tentativo di soccorso. Reille disponeva di soldati imperiali suddivisi in 24 battaglioni, supportati da quattro batterie di artiglieria a piedi. Per l'assedio, il generale francese impiegò le proprie divisioni e quelle di Pino.. La guarnigione di Roses, invece, era composta da soldati e 58 cannoni, comandati dal colonnello Peter O'Daly. Il supporto navale fu fornito dalla HMS Excellent, capitanata da John West. Con il progredire dell'assedio, la Excellent fu sostituita dalla HMS Fame di Richard Bennett. Erano presenti anche due navi bombardiere, la HMS Meteor e la HMS Lucifer. La Imperieuse di Cochrane arrivò più tardi durante l'assedio.
L'8 novembre una fitta nebbia avvolse la regione e un contingente di milizie colse l'occasione per attaccare il corpo d'armata di Saint-Cyr, mentre la guarnigione di O'Daly si muoveva contro l'accampamento di Reille. Nessuna delle due azioni interruppe l'operazione di assedio. Quel giorno, tutti i civili furono evacuati dalla città via mare. Dopo una settimana di forti piogge, Reille attaccò il Castillo de la Trinidad ma fu respinto. I cannoni pesanti raggiunsero Roses il 16 novembre e gli uomini di Reille scavarono subito delle postazioni per essi, dato che la pioggia era cessata. Nonostante avesse a disposizione numerosi soldati, de Vives si rifiutò di organizzare una spedizione di soccorso. Álvarez, comandante dell'avanguardia dell'esercito catalano, tentò di marciare in aiuto di Roses da Girona, ma fu fermato al fiume Fluvià.
Gli italiani fecero irruzione con successo nella città il 26 novembre.. Ciò permise a Reille di costruire una batteria sul lungomare che rappresentava una minaccia per le navi da guerra britanniche. Nel frattempo, O'Daly ricevette rinforzi da un battaglione di soldati regolari. Il 28, Reille intimò alla fortezza di arrendersi, ma O'Daly rifiutò. Cochrane arrivò e assunse il comando del Castillo, presidiato da spagnoli e da marinai della squadra navale britannica. Il 30 novembre, gli uomini di Pino tentarono senza successo di assaltare il Castillo. Dopo questo fallimento, Reille ignorò la posizione e si concentrò sulla presa della cittadella.
Il bombardamento francese aprì ben presto una breccia nelle mura della fortezza. Il 3 dicembre, il comandante spagnolo inviò 500 uomini per impadronirsi delle batterie d'assalto più pericolose. Questo assalto fallì con pesanti perdite e gli attaccanti tornarono alle loro posizioni in disordine. Il 4, le trincee di Reille erano distanti quasi 200 metri dalle mura e le sue truppe iniziarono a prepararsi per sferrare un assalto in grande stile. O'Daly si arrese quindi incondizionatamente e il 5 dicembre soldati spagnoli deposero le armi. Durante l'assedio, gli spagnoli subirono circa 700 perdite aggiuntive. A mezzogiorno del giorno della capitolazione, dopo che le bandiere catalana e spagnola furono ammainate, Cochrane abbandonò il castello, distruggendo il bastione e la torre sul lato terra con la polvere da sparo dellImperieuse, e imbarcò i suoi 180 difensori. Il pesante fuoco dell'artiglieria impedì allo squadrone britannico di soccorrere il resto della guarnigione. I franco-italiani persero circa uomini tra morti, feriti e morti di malattia.
Conseguenze
Avendo impiegato un mese a prendere la città e la sua fortezza, era imperativo per i francesi raggiungere la guarnigione assediata il prima possibile. All'epoca c'erano solo due strade per giungere a Barcellona da Roses: una strada costiera, dove le sue truppe sarebbero state sottoposte al fuoco delle navi inglesi, o una strada nell'entroterra che passava per Gerona, città in mano alle truppe spagnole. Non potendo perdere tempo ad assediare Gerona, Saint-Cyr trovò una terza ma più rischiosa opzione: guidò le sue truppe tra le montagne, superò Gerona senza intraprendere alcun combattimento e riprese la via dell'entroterra nei pressi di Sant Celoni. Dopodiché, il 16 dicembre i francesi e gli spagnoli si scontrarono a Cardedeu.
Note
Bibliografia
Voci correlate Assedio di Barcellona (1808) Battaglia di Cardedeu
Altri progetti
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