È stato deputato dal 1983 al 1994 con il PSI, quindi - con L'Ulivo - senatore dal 2001 al 2006 e nuovamente deputato dal 2006 al 2008. Ha ricoperto le cariche di segretario del Consiglio dei ministri (nei governi Craxi I e Craxi II, 1983-1987), vicepresidente del Consiglio (1987-1988) e ministro del tesoro (1987-1989), presidente del Consiglio (governo Amato I, 1992-1993), presidente dell'AGCM (1994-1997), ministro per le riforme istituzionali (1998-1999), nuovamente ministro del tesoro (1999-2000) e presidente del Consiglio (governo Amato II, 2000-2001), infine ministro dell'interno (nel governo Prodi II, 2006-2008).
Giurista costituzionalista e docente di diritto costituzionale comparato all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" per oltre 20 anni, il 12 settembre 2013 è stato nominato giudice della Corte costituzionale e dal 29 gennaio 2022 al 18 settembre dello stesso anno ne è stato presidente, fino alla cessazione del mandato da giudice costituzionale.
Biografia Formazione Nato a Torino nel 1938 da una famiglia di origine siciliana, che presto si trasferisce in Toscana, studia presso il liceo classico "Niccolò Machiavelli" di Lucca. Si laurea in giurisprudenza all'Università di Pisa, frequentando il Collegio medico-giuridico della Scuola Normale Superiore, dal 1987 confluito nella Scuola Superiore Sant'Anna. Grazie ad una borsa di studio Fulbright, nel 1962 consegue un master alla Law School della Columbia University di New York.
Carriera accademica Giuliano Amato è allievo del costituzionalista Carlo Lavagna. Nel 1964 supera il concorso alla libera docenza. Nel 1970 vince il concorso alla cattedra di diritto parlamentare, classificandosi al primo posto. E' stato professore ordinario di diritto costituzionale comparato a "La Sapienza", ove oggi è professore emerito, dal 1975 al 1997. Ha insegnato anche all'Università di Modena e Reggio Emilia, di Perugia, di Firenze, alla New York University School of Law, all'Istituto Universitario Europeo ed ancora a Firenze. Attualmente è professore della School of Government presso l'Università LUISS di Roma. In tempi recenti è stato presidente dell'associazione degli ex-allievi della Scuola Superiore Sant'Anna e il 21 febbraio 2012 è stato designato presidente del consiglio di amministrazione della Scuola stessa. Dal 2016 è presidente del comitato scientifico del Cortile dei Gentili, dipartimento del Pontificio Consiglio della Cultura.
Carriera politica Nella Prima Repubblica
Aderì inizialmente al Partito Socialista Italiano nel 1956 per poi passare al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) nel 1964, in dissenso con la scelta del PSI di andare al governo con la Democrazia Cristiana. Allo scioglimento dello PSIUP, avvenuto nel 1972, fece ritorno nel PSI, dove fece parte del gruppo di intellettuali vicino ad Antonio Giolitti. Nel luglio 1973 Giolitti, ancora una volta ministro del bilancio e della programmazione economica, lo mise a capo dell'ufficio legislativo, incarico che Amato mantenne fino al dicembre 1974. Nel 1978 Amato fu uno degli artefici, insieme con Giorgio Ruffolo, del "Progetto Socialista"Giuliano Amato: Raccogliere i segnali del Paese, Il Politico, Vol. 43, No. 4 (DICEMBRE 1978), pp. 739-748.. Nel 1979, allorché la CGIL promosse la costituzione dell'IRES, Giuliano Amato fu posto alla presidenza del nuovo organismo. Sempre nel 1979 denunciò le "forme degradanti" assunte dal dibattito interno, a seguito del caso Eni-Petromin, che portò alla sospensione dell'allora presidente dell'Eni, Giorgio Mazzanti. A differenza di Franco Bassanini, però, non abbandonò il partito, scalandone le posizioni interne fino a rivestire, alla fine degli anni ottanta, la carica di vicesegretario generale del PSI.
Fu deputato del partito dal 1983 al 1994 al PSI, fu consigliere economico e politico, fino a diventare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei due governi Craxi I e Craxi II (1983-1987)Powerhouse in the Palazzo Chigi. James Buxton. The Financial Times (London, England), Monday, April 07, 1986; pg. II; Edition 29,897.. Negli anni ottanta il giornalista Eugenio Scalfari trovò per lui il soprannome Dottor Sottile, con doppio riferimento al suo acume politicoJohn Phillips, Italians to taste Dr Subtle's medicine, The Times (London, England), Friday, June 19, 1992; pg. 13; Issue 64363. e alla gracilità fisica.
In seguito, è stato ministro del tesoroAmato Warns Italy of 'Severe' Budget. By Our Rome Correspondent. The Financial Times (London, England), Saturday, August 29, 1987; pg. 2; Edition 30,324; A Buring Concerm for Reforms. John Wyles. The Financial Times (London, England), Tuesday, November 17, 1987; pg. IV; Edition 30,391; Budget Policy Broadly Supported by Imf Study, Says Amato. John Wyles. The Financial Times (London, England), Wednesday, November 18, 1987; pg. 2; Edition 30,392; Reform of State Banks Urged. David Lane. The Financial Times (London, England), Friday, January 15, 1988; pg. 2; Edition 30,438; Italy Faces Budget Austerity. John Wyles. The Financial Times (London, England), Saturday, March 05, 1988; pg. 2; Edition 30,481; Rome Approves Secondary State Bond Market. The Financial Times (London, England), Thursday, May 12, 1988; pg. 32; Edition 30,536; Smiling Technocrat Claims Seat with Budgetary Angels. The Financial Times (London, England), Monday, August 08, 1988; pg. 15; Edition 30,610; Italy Faces Moscow Credit Hurdle. John Wyles. The Financial Times (London, England), Wednesday, November 16, 1988; pg. 7; Edition 30,695; Jump in Inflation Played down by Italian Minister. John Wyles. The Financial Times (London, England), Friday, February 24, 1989; pg. 3; Edition 30,778; European Banking Conference. The Financial Times (London, England), Monday, April 03, 1989; pg. 19; Edition 30,808; John Wyles and Alan Friedman. Governments Urged to Strive for Greater Monetary Co-ordination. The Financial Times (London, England), Tuesday, May 16, 1989; pg. 3; Edition 30,844; David Lane. New Flexibility Ahead. The Financial Times (London, England), Wednesday, November 22, 1989; Edition 31,005; Amato Law Will Mean Stronger Capitalisation. The Financial Times (London, England), Tuesday, April 17, 1990; pg. V; Edition 31,125. dal 1987 al 1989 (governi Goria, nel quale è stato anche vicepremier, e De Mita).
Proseguì comunque la sua produzione dottrinaria di diritto pubblicoGIULIANO AMATO: Il sistema semipresidenziale, un rimedio all'eccesso di partitocrazia, Il Politico, Vol. 56, No. 2 (158) (Aprile-Giugno 1991), pp. 207-209. ed il suo interesse scientifico, iniziato dieci anni prima con il volume di Una Repubblica da riformare (Bologna, 1980), per la “democrazia governante”.Claudio De Fiores, Le ragioni di un revisionismo progressivo, Democrazia e diritto: LIII, 2, 2016.
Primo mandato come Presidente del Consiglio All'indomani delle elezioni del 1992, fu incaricato dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di formare il suo primo governoSocialist will try to form Italian cabinet. John Phillips. The Times (London, England), Thursday, June 18, 1992; pg. 11; Issue 64362..
Durante il suo primo mandato da presidente del ConsiglioSubtle Doctor Moves into Italy's Political Front Line. The Financial Times (London, England), Monday, June 22, 1992; pg. 2; Edition 31,790., a fronte della situazione finanziariaRadical Economic Plan Proposed for Italy. By Robert Graham in Rome. The Financial Times (London, England), Thursday, June 25, 1992; pg. 2; Edition 31,793; Italy Fields Economic Team with Attacking Flair. The Financial Times (London, England), Tuesday, June 30, 1992; pg. 2; Edition 31,797; Italy fears future as Disneyland. John Phillips. The Times (London, England), Wednesday, July 01, 1992; pg. 9; Issue 64373., l'11 luglio 1992 il suo Governo approvò, all'insaputa del Governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi, un decreto-legge da 30.000 miliardi di lire in cui, tra le altre cose, veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del sei per mille su tutti i depositi bancari per un "interesse di straordinario rilievo", in relazione a "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica" convertito con la .
Dopo essersi vanamente opposto alla svalutazione della lira durante l'estateDoctor Subtle's Twin Pillars. The Financial Times (London, England), Thursday, July 16, 1992; pg. 18; Edition 31,811., nell'autunno dello stesso anno varò una manovra finanziaria "lacrime e sangue" da 93.000 miliardi di lire (contenente tagli di spesa e incrementi delle imposte), per frenare l'ascesa del deficit pubblicoItalian PM Plans to Cut State's Role. Robert Graham. The Financial Times (London, England), Thursday, July 16, 1992; pg. ; Edition 31,811., e la prima riforma delle pensioni. Il 17 settembre di quell'anno il governo Amato decideva di far uscire la moneta nazionale dallo SME, dopo che il giorno prima la stessa scelta era stata presa dal Regno Unito.
Durante il suo primo governo, nel 1993, si aprì anche l'indagine giudiziaria per associazione mafiosa nei confronti del predecessore Giulio Andreotti, che durerà sino al 2004Il processo ebbe grande risonanza mediatica e si concluse accertando la responsabilità di Andreotti per i fatti anteriori al 1980 (che però all'epoca erano già prescritti) e con l'assoluzione per quelli successivi a tale data.; Amato e il suo governo mantennero una posizione di equilibrio sulla vicenda, astenendosi dal formulare opinioni.
Fortemente indebolito a seguito della vicenda del decreto Conso, Amato annunciò le dimissioni del governo una volta reso pubblico l'esito del referendum in materia elettorale promosso da Mariotto Segni. Con la modifica della legge elettorale per il Senato la volontà popolare venne interpretata come un ripudio del sistema elettorale proporzionale a favore di un'opzione di tipo maggioritario. Nel suo discorso del 21 aprile 1993 alla Camera così commentò quella svolta epocale: "E perciò un autentico cambio di regime, che fa morire dopo settant'anni quel modello di partito-Stato che fu introdotto in Italia dal fascismo e che la Repubblica aveva finito per ereditare, limitandosi a trasformare un singolare in plurale".
Queste parole vennero accolte con un brusio risentito fra i banchi dei vari gruppi parlamentari e anche Giovanni Spadolini e Giorgio Napolitano, allora presidenti delle due camere, non mancarono di far sentire un loro stizzito dissenso. Successivamente Amato chiarì il suo pensiero spiegando di aver usato la parola "regime" con un significato assolutamente neutro, già utilizzato sul terreno politologico.
Nella Seconda Repubblica
Nella fase definita Seconda Repubblica, alla scomparsa dei partiti tradizionali, sopravvive politicamente alla fine del Partito Socialista Italiano ma non aderisce a nessun partito. Per le elezioni politiche del 1994 decide di non candidarsi direttamente, ma guida un gruppo di socialisti e socialdemocratici verso l'aggregazione di centro guidata da Mariotto Segni, il Patto per l'Italia. Diversi candidati socialisti lo seguono senza tuttavia ottenere seggi (tra i candidati di area socialista figurano Giulio Tremonti, Sandro Principe, Luigi Covatta, Gianfranco Schietroma, Andrea Cavicchioli, Alberto Tedesco ed altri). È presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (cosiddetta Antitrust) dal 1994 al 1997.
Successivamente aderisce alle posizioni del centro-sinistra e si avvicina (senza mai parteciparvi) ai DS. Nel 1998 viene richiamato al Governo dal premier Massimo D'Alema come ministro delle Riforme Istituzionali. Nel 1999 diviene Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dopo che Carlo Azeglio Ciampi, che sino ad allora ricopriva tale incarico, fu eletto Presidente della Repubblica.
Nell'aprile 2000 torna a Palazzo Chigi come presidente del Consiglio, dopo le dimissioni di Massimo D'Alema, e vi rimane fino alle elezioni politiche del maggio 2001.
Dal 2001 al 2006 è senatore de L'Ulivo.