Biografia
Nato in una famiglia originaria del vigevanasco, Antonio Vandone di Cortemilia si laureò in ingegneria civile nel 1887 presso la Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Torino, periodo durante il quale ebbe come propri docenti Galileo Ferraris e Giovanni Angelo Reycend, affiancato come assistente nelle discipline architettoniche da Riccardo Brayda, che ebbero una forte influenza sullo stile progettuale che Vandone avrebbe tenuto durante la sua carriera.
A partire dal 1890 l'ingegnere avviò l'attività professionale presso uno studio in via Vanchiglia 6, prima di trasferirsi in piazza Vittorio Emanuele I 19. A inizio Novecento si avvalse dell'assistenza di Giuseppe Momo e nel decennio 1911-1921 fu associato con l'architetto Giuseppe Denegri, collaborazione la cui impronta è ben visibile nelle opere del periodo. Oltre che con altri progettisti, l'opera di Vandone di Cortemilia si caratterizzò per collaborazioni di lungo corso anche con diversi artigiani specializzati, tra i quali il tappezziere Lauro, il mobiliere Bocca, la ditta Catella per marmi e rivestimenti lapidei, il plasticatore Quadri e i mastri ferrai Colongo e Mazzucotelli.
L'attività di Vandone di Cortemilia non si limitò a Torino, ma si estese in tutto il Piemonte e in molte regioni italiane con suoi progetti portati a termine a Vigevano, Tarcento, Chiari, nelle Marche, in Liguria, a Roma e Messina; inoltre l'ingegnere lavorò anche all'estero in Somalia e in Kenya, nazione dove lavorò per conto dei Missionari della Consolata.
Dal punto di vista dello stile, le prime opere di Vandone di Cortemilia si caratterizzavano per i richiami all'architettura neomedievale ed eclettica, evolvendosi nei primi del Novecento verso lo stile Liberty; esempio significativo di questa evoluzione è il progetto della casa Maffei del 1904. Dopo una decina d'anni l'ingegnere tornerà però a progetti di gusto più eclettico, come casa Zorio del 1912, senza però rinunciare a richiami Liberty e anche all'art déco, di cui è esempio nella sua produzione architettonica la sistemazione della Galleria Nazionale ex Odeon di Torino del 1925.
Morì a Torino il 9 maggio 1937.
Fondo Vandone di Cortemilia Il Fondo Vandone di Cortemilia, conservato presso le Collezioni storiche del Politecnico di Torino, documenta l'attività professionale dell'ingegnere tra il 1890 e il 1931 ed è costituito da 307 unità archivistiche, corrispondenti ad altrettanti incarichi professionali, con i fascicoli contenenti schizzi e tavole grafiche originali su carta e carta lucida dei progetti dell'ingegnere, accompagnati in numerosi casi da corrispondenza, computi metrici ed estimativi, relazioni e ritagli di giornale.
La documentazione non è tuttavia completa, essendo mancante di buona parte delle opere più note di Vandone di Cortemilia, come i progetti della villa Maffei a Procaria e della Cattedrale di Mogadiscio.
Opere
Tra le principali opere e i progetti di Vandone figurano:
Progetto dell'ospedale Anfossi, Canelli (1900) Asilo Duchessa d'Aosta, Torino (1901-1902) Casa Maffei, Torino (1904-1906) Casa Colongo, Torino (1904) Casa laboratorio Quadri, Torino (1905) Progetto di sistemazione del castello di La Morra (1905-1907) Villa Moretti, Tarcento (1906-1907) Casa Zorio, Torino (1912) Casa Lombard, Torino (1912) Edicola funeraria Richetti, Torino (1914) Villa Maffei, Procaria di Ceres (1914) Villa Gallo, Pollone (1920) Progetto dell'Asilo Matarazzo, Bruzolo (1920-1921) Progetto del nuovo Liceo Musicale, Torino (1924) Sistemazione del Salone Odeon, poi Galleria Nazionale, Torino (1925) Cattedrale di Mogadiscio, Mogadiscio (1929) Bagni Boncardo, Finale Ligure Villa Mazzotti, Chiari Villini De Raimondi, Finale Ligure
Note