Zare () è un film del 1926 sceneggiato e diretto da Hamo Beknazarian, ispirato dall'omonimo racconto di Hakob Ghazaryan.

Nota in russo come e in curdo come , si tratta della prima produzione cinematografica dell'Armenia sovietica (e in generale dell'Armenia) a occuparsi della cultura curda.

Trama La linea tematica che sottende la narrazione è la vita dei curdi nel Caucaso e la loro lotta contro le autorità imperiali russe.

La tribù guidata da Mejid-agha si è insediata sui pendii dei monti Ararat e Aragats. Le condizioni dei membri della tribù sono vincolate dal rigidio dominio di Mejid-agha e dalle pesanti tasse imposte dal dispotico Timur-bek. È proprio questo personaggio a innamorarsi di Zare, la promessa sposa del pastore Saydo. Dopo il rifiuto del padre della ragazza della proposta di Timur-bek, questo si promette di eliminare Saydo.

Il pastore, circuìto da Timur-bek, si unisce a una truppa di involontari formata sotto pressione russa, per poi disertare per stare con Zare. Saydo viene però ferito gravemente durante uno scontro tra i servi di un signore locale e la famiglia di Zare. Al loro matrimonio, la ragazza umilia pubblicamente Timur-bek schiaffeggiandolo, un gesto ritenuto intollerabile nella cultura turca, causando però l'ira di Timur-bek che la accusa ingiustamente di infedeltà durante il banchetto nuziale.

Ostracizzata e malvista, la ragazza trova sollievo solo grazie a Saydo, con cui decide di abbandonare la propria tribù e di costruire una nuova vita insieme.

Note

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