Meteora (, pronunciato [mɛtɛoɾɐ], letteralmente "in mezzo all'aria", dal greco μετά (metá) "in mezzo a" e ἀείρω (aeírō) aria, "sospeso in aria" o "in alto nei cieli") è una famosa località ubicata nel nord della Grecia, al margine nord occidentale della pianura della Tessaglia, nei pressi della cittadina di Kalambaka. È un importante centro della Chiesa ortodossa, nonché una rinomata meta turistica, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1988. Dei ventiquattro monasteri edificati con enormi sacrifici in cima a spettacolari falesie di arenaria, attualmente solo sei sono ancora abitati, in parte recuperati dopo anni di abbandono.

Geologia

Comprese tra la catena del Pindo, nella regione occidentale della Tessaglia, queste uniche ed enormi colonne di roccia si ergono maestose rispetto al terreno collinare circostante. Una forma così insolita si deve a molteplici fattori di complessa natura geologica. Non si tratta di colli vulcanici di roccia ignea dura tipici di altre località, ma di pietre composte da una miscela di arenaria e conglomerato.

Il conglomerato si è formato nel corso di milioni di anni grazie a depositi di pietre, sabbia e fango provenienti da torrenti che sfociano in un delta presso un lago. Circa 60 milioni di anni fa, durante il cretaceo inferiore, una serie di movimenti della terra spinse il fondale marino verso l'alto, creando un elevato altopiano e causando molte linee di faglia verticali nello spesso strato di arenaria. Gli enormi pilastri di roccia furono poi levigati lungo le loro sezioni esterne da agenti atmosferici quali acqua, vento e temperature estreme. È insolito che simili formazioni di conglomerato e tale tipo di erosione avvengano in un'area relativamente circoscritta all'interno di una formazione montuosa circostante. Il complesso può essere collegato a un residuato continentale risalente ai tempi dell'atavica Pangea.

Questo tipo di formazione rocciosa e di processo di erosione si verificò in molti altri luoghi in Grecia e in tutto il mondo, ma a rendere speciale l'aspetto di Meteora sono l'uniformità dei costituenti di roccia sedimentaria che si depositarono in milioni di anni lasciando pochi segni di stratificazione verticale, nonché una brusca erosione verticale localizzata.

La grotta di Theopetra si trova a 4 km da Kalambaka. La sua singolarità dal punto di vista archeologico si deve al fatto che si presenta come culla di due transizioni culturali molto significative: il declino dei neanderthaliani in favore del sapiens sapiens e, più tardi, il passaggio dalla caccia e dalla raccolta all'agricoltura dopo la fine dell'ultima era glaciale. La grotta consiste in un'immensa camera rettangolare vasta 500 m² ai piedi di una collina calcarea, che sorge a nord-est sopra il villaggio di Theopetra, con un ingresso largo 17 m e alto 3. Si trova ai piedi della catena montuosa di Chasia, che funge da confine naturale tra le prefetture della Tessaglia e della Macedonia, mentre il fiume Lithaios, un affluente del Peneo, scorre davanti alla caverna, letteralmente alle porte della grotta. Grazie ed esso gli occupanti della stessa hanno sempre avuto facile accesso all'acqua fresca e pulita senza dover percorrere quotidianamente lunghe distanze per trovarla.

Gli scavi e le varie operazioni di ricerca hanno permesso di scoprire diatomee pietrificate, circostanza che ha contribuito alla comprensione del paleoclima e dei cambiamenti climatici in generale. La datazione al radiocarbonio evidenzia la presenza umana risalente a 50.000 anni fa. La grotta era aperta al pubblico, ma attualmente è chiusa a tempo indeterminato per questioni di sicurezza.

La vegetazione cresce lussureggiante dalle pareti rocciose verticali grazie all'acqua disponibile nelle fessure e crepe che affiorano dagli immensi blocchi. Nel corso delle ultime centinaia di anni Meteora, prima facilmente raggiungibile a piedi, mutò in un luogo di difficile accesso, in quanto ora alcuni punti sono diventati letteralmente impenetrabili.

Essendo i pilastri di roccia così massicci e intrinsecamente imprevedibili, le cadute di massi rappresentano una minaccia costante per i pellegrini e i turisti. Un forte terremoto di magnitudo 7 della scala Richter scosse le rocce nel 1954, lasciando tuttavia sostanzialmente intatti i sottili pilastri. Nel 2005 da una delle conformazioni precipitò un masso così grande da aver ostacolato per giorni la strada che conduce a Meteora.

Storia Storia antica Le grotte nelle vicinanze di Meteora rimasero abitate ininterrottamente tra 50.000 e 5.000 anni fa. Il più antico esempio conosciuto di una struttura costruita, un muro di pietra che bloccava due terzi dell'ingresso della grotta di Theopetra, fu realizzato 23.000 anni fa, probabilmente come barriera contro i venti freddi (la Terra a quel tempo stava vivendo un periodo freddo), al fianco di molti manufatti del Paleolitico e del Neolitico rinvenuti all'interno delle grotte.

Le Meteore non sono menzionate nella mitologia greca classica né nella letteratura greca antica.

Eremiti

Secondo la leggenda, i primi eremiti scalarono queste rocce impervie per isolarsi dal mondo già prima del X secolo, in piena epoca bizantina. Un altro filone sostiene che solo nel XI secolo i monaci si lasciarono attrarre dall'idea di appartarsi sulla cima dei grossi conglomerati della Tessaglia nord-occidentale, considerando il sito come un punto perfetto dove essere più vicini a Dio. Dapprima recatisi in grotte e depressioni rocciose, nelle vicinanze delle stesse fondarono piccoli luoghi di raccoglimento, i cosiddetti "luoghi di preghiera", per pregare insieme e studiare i testi spirituali. Tuttavia, per partecipare alle funzioni e ai sacramenti della chiesa (soprattutto la comunione) dovevano scendere nella vecchia chiesa degli Arcangeli a Stagi, e poi nella chiesa della Vergine di nuova costruzione.

Secondo la maggioranza dei ricercatori, il primo eremita fu un certo Barnaba, che nel 950-970 costruì il più antico monastero dello Spirito Santo (Σκήτη του Αγίου Πνεύματος). Seguì poi l'edificazione dell'eremo della Trasfigurazione (1020) da parte del monaco cretese Andronico, e nel 1162 fu costruito lo skita Stagi o Dupiani. La fondazione di quest'eremo segnò l'inizio di uno 'stato' monastico organizzato (comunità), ovvero quello di Meteora, e della vita monastica comunitaria.

Formazione del complesso monastico

Per due o tre secoli Meteora visse in un'atmosfera di pace e tranquillità, ma nel XIII secolo iniziarono le invasioni di crociati, serbi, albanesi e ottomani, che cercavano di conquistare la Tessaglia. Nel 1334 arrivò a Meteora il monaco Atanasio, costretto a fuggire da Monte Athos per via di un'invasione di razziatori, accompagnato dal suo pastore spirituale Gregorio. Si stabilirono sul pilastro Stagi e vi risiedettero per circa 10 anni. Atanasio, in futuro Sant'Atanasio delle Meteore, aveva un solo obiettivo: la creazione di un monastero ben organizzato su immagine e somiglianza dell'Athos.

A tal fine nel 1334 radunò 14 monaci del circondario e scalò Platis Lithos (roccia larga), una sontuosa roccia alta 613 m s.l.m., 413 m sopra il livello della città di Kalambaka, iniziando un'attività davvero titanica per l'epoca: la costruzione delle prime strutture del futuro monastero di Gran Meteora o della Trasfigurazione. Anastasio fu il primo a stabilire le regole di condotta che i monaci dovevano seguire nella loro vita religiosa a Meteora. Si ritiene che sia stato proprio Atanasio a dare a queste rocce il nome di "Meteora". Nel 1371 giunse in Epiro Giovanni Uroš Paleologo, che aveva da poco assunto il trono dopo la morte del padre Simeon Uroš. Dopo aver incontrato Atanasio delle Meteore, Giovanni decise di rinunciare alla sua carica di imperatore dei romei e dei serbi e prese i voti monastici sotto il nome di Ioasaf; nel 1390, dopo la morte di Atanasio, assunse il ruolo di guida del monastero della Trasfigurazione. Dal 1490 l'abate di quest'ultima località fu posto a capo dell'intera comunità monastica di Litopolis (città rocciosa) di Stagi.

Elenco dei monasteri Il periodo d'oro della comunità monastica inizia nel il XVI secolo: la posizione delle strutture, la quale offriva una protezione naturale dalle invasioni di briganti e rapinatori, permise lo sviluppo di una grande associazione di chierici dislocata in vari monasteri. Essa crebbe e si rafforzò anche grazie alle numerose offerte e donazioni elargite da governanti e arconti. Di conseguenza, molti uomini di chiesa di una certa fama o fino a quel momento del tutto sconosciuti fondarono i seguenti monasteri (quelli attualmente attivi sono evidenziati in corsivo):Le date di fondazione dei monasteri per i quali questi dati sono disponibili sono indicate tra parentesi.

"Arcangelo" () "San Pietro Apostolo" (inizio XV secolo) (Αλύσεως Αποστόλου Πέτρου) "Onnipotente" (Παντοκράτορα) "Giovanni di Bunila" (Ιωάννου του Μπουνήλα) "Giovanni Battista" (metà del XVII secolo) (Προδρόμου) "Ipsilotera o dei Calligrafi" (metà del XV secolo) (Μονής Υψηλωτέρας/Καλλιγράφων) "Callistrato" (Καλλιστράτου) "Vergine di Mecani" (seconda metà del XIV secolo) (Παναγίας της Μήκανης) "Trasfigurazione" (Μεταμόρφωσης) "Roussanou o Arsani" (Ρουσάνου/Αρσάνη) "Sant'Antonio" (XIV secolo) (Αγίου Αντωνίου) "Barlaam o Tutti i Santi" (Βαρλαάμ/Αγίων Πάντων) "San Giorgio di Mandila" (Αγίου Γεωργίου του Μανδηλά) "San Gregorio" (XIV secolo) (Αγίου Γρηγορίου) "San Demetrio" (Αγίου Δημητρίου) "San Modesto" (XII secolo) (Αγίου Μοδέστου) "Santa Solitudine" (seconda metà del XV secolo) (Αγίας Μονής) "San Nicola di Bantova" (circa 1400) (Αγίου Νικολάου του Μπάντοβα) "San Nicola Anapafsa" (Αγίου Νικολάου Αναπαυσά) "Santo Stefano" (Αγίου Στεφάνου) "Santa Trinità" (Αγίας Τριάδος) "Santi Apostoli" (inizio XVI secolo) (Αγίων Αποστόλων) "Santi Teodori" (Θεοδώρων) "Presentazione al Tempio" (Υπαπαντής)

Questi 24 monasteri esistettero durante il periodo di massimo splendore dello stato monastico, poi caddero gradualmente in declino. Fino agli anni '20 del Novecento non c'erano strade di accesso né gradini di pietra per la salita. In passato i monaci e i visitatori potevano raggiungere gli edifici religiosi solo tramite scale di legno mobili o con l'ausilio di persone che li sollevavano in apposite reti (nei primi secoli di vita del complesso si impiegava un complicato sistema di travi e contrappesi sfruttando la conformazione delle rocce). La salita durava più di mezz'ora; le reti a volte si strappavano e il monaco-innografo era tenuto ad avvertire del pericolo:

Allo stesso modo venivano sollevati i materiali adoperati nella costruzione degli edifici, le vettovaglie ed altro. Ancora oggi sono visibili meccanismi che riproducono fedelmente quelli di epoca tardo-medievale.

Durante la seconda guerra mondiale i monasteri furono saccheggiati dai nazisti e dai fascisti e riportarono danni durante la guerra civile. Ma già nei primi anni del dopoguerra si tornò pian piano alla normalità della vita monastica, con Meteora che stava diventando una popolare meta turistica.

Monasteri attivi

Ad oggi sono attivi solo sei monasteri:

maschili - "Trasfigurazione", "Barlaam", "San Nicola Bantova", "Santa Trinità"; femminili - "Roussanou", o monastero di Santa Barbara, "Santo Stefano".

Sono aperti alla visita di fedeli e turisti in giorni e orari prestabiliti. L'ingresso per i cittadini greci è gratuito, per gli altri costa 5 euro.

Monastero della Trasfigurazione (Gran Meteora)

Il monastero della Trasfigurazione del Signore (της Μεταμόρφωσης του Σωτήρος), noto anche come Gran Meteora (Μεγάλο Μετέωρο) si trova sulla roccia più alta (613 m) e più estesa (0,06 km²). Fu fondato da Atanasio intorno al 1340.