Biografia Carriera Nato in una famiglia di agricoltori, trascorse l'infanzia e la giovinezza a Breslavia. Dopo la formazione in campo agricolo, divenne funzionario tecnico presso le poste e, dal 1925, prestò servizio come ufficiale marconista su navi mercantili di lungo corso. Nel 1930 fece ritorno in patria e il 1º agosto dello stesso anno si iscrisse al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (n° di tessera 369853).Bundesarchiv R 9361-IX KARTEI/37890119

Nel 1932 fu eletto deputato al Landtag prussiano e nel 1933 ottenne un seggio al Reichstag. Dal 1934 al 1942 svolse le funzioni di capo della polizia a Breslavia. Nel maggio 1941 assunse ad interim anche la carica di presidente del distretto governativo di Oppeln, incarico ufficializzato con decorrenza dal 1º gennaio 1942. All'interno del NSDAP fu inoltre responsabile dell'Ufficio per i funzionari pubblici nello staff del Gauleiter.

Nel 1939 entrò nelle SS (n° 340792). Il 15 ottobre 1940 fu nominato da Heinrich Himmler "Commissario speciale del Reichsführer-SS per l'impiego della manodopera straniera nell'Alta Slesia" (); nel 1942 fu promosso al grado di SS-Brigadeführer. La struttura da lui diretta, nota come Organizzazione Schmelt, gestì il lavoro forzato degli ebrei impiegati nella costruzione delle infrastrutture stradali e nelle industrie belliche. Schmelt arrivò a sovrintendere fino a 177 campi di lavoro, disponendo di oltre lavoratori coatti.

Responsabilità nello sterminio Nelle strutture sotto il suo controllo, Schmelt introdusse condizioni di lavoro che sarebbero state in seguito replicate dal WVHA: nelle industrie belliche i turni lavorativi duravano dodici ore, i contratti venivano stipulati su base collettiva e la ditta fruitrice versava 4,50 ℛℳ al giorno per ciascun lavoratore ausiliario. Di tale somma, ai lavoratori forzati giungevano solo pochi centesimi.

Schmelt ordinò la selezione dei lavoratori che avevano perso la capacità lavorativa, nonché degli anziani e dei malati, da inviare allo sterminio nel campo di concentramento di Auschwitz. La più vasta operazione di sterminio fino ad allora condotta ebbe inizio il 12 maggio 1942: entro l'agosto dello stesso anno, furono uccisi con il gas circa ebrei dell'Alta Slesia. Le selezioni venivano condotte in autonomia dai funzionari dell'Organizzazione, tra cui Friedrich Karl Kuczynski e verosimilmente anche il vice responsabile Heinrich Lindner.Jan Erik Schulte: Die Wannsee-Konferenz und Auschwitz. Rhetorik und Praxis der jüdischen Zwangsarbeit als Voraussetzung des Genozids. In: Norbert Kampe, Peter Klein (Hrsg.): Die Wannsee-Konferenz am 20. Januar 1942. Dokumente, Forschungsstand, Kontroversen. Böhlau, Köln u. a. 2013, ISBN 978-3-412-21070-0, S. 216–238, hier S. 235. La deportazione dei cosiddetti "ebrei di Schmelt" avvenne indipendentemente dalle deportazioni di massa organizzate dalla sezione guidata da Adolf Eichmann.Robert-Jan van Pelt, Debórah Dwork: Auschwitz. Von 1270 bis heute. Lizenzausgabe. Büchergilde Gutenberg, Frankfurt am Main u. a. 1999, ISBN 3-7632-4897-8, S. 335.

Dopo il 1943 A partire dal settembre 1943 l'Organizzazione Schmelt perse gradualmente d'importanza fino al definitivo scioglimento. Nel marzo 1944 Schmelt fu collocato a riposo e, verso la fine dell'anno, dovette rispondere dell'accusa di arricchimento personale dinanzi a un tribunale delle SS, ma l'iter e l'esito del procedimento sono sconosciuti.

Poco dopo la fine della guerra si tolse la vita. Lo storico Ernst Klee indica come data del decesso l'8 maggio 1945 a Warmbronn;Ernst Klee: Das Personenlexikon zum Dritten Reich. Wer war was vor und nach 1945 (= Fischer 16048). Aktualisierte Ausgabe. Fischer-Taschenbuch-Verlag, Frankfurt am Main 2005, ISBN 3-596-16048-0. Sybille Steinbacher fa riferimento a un certificato di morte rilasciato dall'Ufficio anagrafico principale di Berlino e indica il 17 maggio 1945.Sybille Steinbacher: „Musterstadt“ Auschwitz. Germanisierungspolitik und Judenmord in Ostoberschlesien (= Darstellungen und Quellen zur Geschichte von Auschwitz. Bd. 2). Saur, München 2000, ISBN 3-598-24031-7, S. 306 mit Anm. 270 (Zugleich: Bochum, Ruhr-Universität, Dissertation, 1998). Die verschiedenen Daten sind zu dieser Zeit des Kriegsendes in der zerstörten Stadt Berlin normal, das Standesamt konnte erst beurkunden, als es verlässliche Kenntnis vom Tod erhielt, durch wen auch immer.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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