La chiesa di San Martino Vescovo è la parrocchiale di Carema, in città metropolitana di Torino e diocesi di Ivrea.; fa parte della vicaria Pedemontana-Valchiusella-Valle Dora.
Storia La prima attestazione dell'esistenza a Carema di un luogo di culto dedicato al Santo di Tours risale al 1261; lo stesso si ritrova poi citato nel Liber Decimarum della diocesi eporediese, redatto tra il 1368 e il 1370.
Nel 1749 la chiesa venne interessata da un intervento di ampliamento e di rimaneggiamento in stile barocco, che riguardò prevalentemente l'area del presbiterio e del coro.
Il campanile fu oggetto negli anni sessanta del XVIII secolo di un importante restauro, portato a compimento nel 1769, mentre l'inaugurazione della rinnovata torre si tenne verosimilmente nel 1770.
Alla fine del XIX secolo l'edificio si rivelò insufficiente a soddisfare le esigenze dei fedeli e, così, nel 1883 l'incarico di redigere il progetto per il rifacimento della parrocchiale fu conferito all'architetto Camillo Boggio, il quale optò per il mantenimento del presbiterio settecentesco e per ricostruire dalle fondamenta il resto in stile neoromanico-neogotico; i lavori presero avvio nel 1888 e vennero ultimati due anni dopo.
Nella prima metà degli anni settanta del Novecento si procedette all'esecuzione dell'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'altare rivolto verso l'assemblea e dell'ambone.
Descrizione Esterno La facciata della chiesa, rivolta a nordovest, è spartita da lesene in tre parti: quella centrale presenta il portale d'ingresso, sormontato da una lunetta e preceduto da un breve protiro con due colonne, mentre ciascuna delle due parti laterali è caratterizzata da un'alta finestra.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, suddiviso in più registri da cornici e alto 60 metri; la cella presenta su ogni lato una monofora affiancata da lesene ed è coronata dalla cupola a cipolla poggiante sul tamburo.
Interno L'interno dell'edificio, coperto da un'ampia cupola, si compone di un'unica navata a pianta ottagonale, sulla quale si affacciano grandi cappelle laterali, introdotte da ampi archi a tutto sesto e tra di loro intercomunicanti, e le cui pareti sono scandite da lesene e da semicolonne, al di sopra delle quale si eleva un registro attico caratterizzato da finestroni.
Al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di tre gradini, delimitato da balaustre e chiuso dalla parete di fondo piatta.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la pala ritraente la Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena, realizzata negli anni sessanta del Settecento probabilmente da Giovanni Domenico Molinari, la tela raffigurante unAssemblea di Santi assieme a san Giuseppe in gloria e al Bambino Gesù, risalente alla fine del Seicento, e la pala avente come soggetto la Gloria di San Martino, collocata sull'altare maggiore.
Note
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