Biografia
Laureatosi in ingegneria, inizia prima come impiegato in diverse grandi aziende, poi continua come libero professionista per poi cimentarsi nel campo dell'edilizia, diventando nel corso degli anni un rampante imprenditore in vista della Palermo di inizio anni '80 e arrivando a costruire vari piccoli nuovi quartieri moderni fatti di villette usate principalmente come seconde case. Con le sue attività imprenditoriali ed edilizie si lega progressivamente a Salvatore Inzerillo, che lo aiuta ad avere fortuna negli affari. Si sposa inoltre con Maria Corleo, figlia di un magistrato di Cassazione e soprattutto nipote di Luigi Corleo, suocero dell'esattore di Salemi Nino Salvo e ucciso nel luglio 1975.
La "Palermo 2" e la seconda guerra di mafia
Tra i vari progetti edilizi di Lo Presti si distingue in particolare quello della "Palermo 2"nome probabilmente ispirato alla coeva "Milano 2" di Silvio Berlusconi, un quartiere di circa 70 ville unifamiliari che stavano venendo edificate nei pressi di Altarello e Baida, nella zona occidentale di Palermo. I cantieri della Palermo 2 si trovavano accanto a quelli di Salvatore Inzerillo, che Lo Presti inizia a frequentare assiduamente, insieme ad altri membri di Cosa Nostra e ad esponenti della società civile (tra cui i potenti cugini Salvo, esattori di Salemi e grandi elettori della DC, e soprattutto un certo "Roberto", che poi si scoprirà essere Tommaso Buscetta). Lo Presti aveva già messo in piedi diverse società e stava costituendo un vero e proprio gruppo edilizio, di cui la principale società era la CESPA S.p.a.
Nel frattempo il Clan dei Corleonesi diventa sempre più potente all'interno di Cosa Nostra e nel maggio 1981 scoppia la Seconda guerra di mafia, che vede dalla parte dei "perdenti" proprio le famiglie di Stefano Bontate, Salvatore Inzerillo (il cui duplice assassinio scatenò la guerra stessa) e i loro alleati. Lo Presti aveva pure aiutato Inzerillo a fargli avere un'auto, un'Alfetta, appositamente resa blindata per sfuggire a possibili attentati. Nel giro di poche settimane si consumano molti omicidi e tradimenti all'interno delle famiglie mafiose e così i cugini Salvo, resisi conto di essere gravemente esposti, decidono di far disperdere ufficialmente le proprie tracce: mentre Nino Salvo parte con la sua imbarcazione per delle "vacanze", è soprattutto il cugino Ignazio ad attivarsi mediante Lo Presti per contattare Buscetta in Brasile, con lo scopo di farlo tornare in Sicilia per riappacificare le varie famiglie. Proprio le intercettazioni di tutte quelle telefonate aiuteranno gli investigatori a capire l'importante ruolo di Buscetta all'interno della mafia siciliana, cominciando ad indagare anche su di lui. L'intera vicenda, fino ai dialoghi stenografati delle conversazioni telefoniche stesse, è stata ampiamente esposta e verbalizzata durante il Maxiprocesso di Palermo e da parte della stampa.
Il 23 giugno 1981 Lo Presti viene arrestato con l'accusa di favoreggiamento personale e successivamente anche di associazione a delinquere da Ninni Cassarà, la sede della CESPA e la sua stessa casa vengono perquisite e lui viene interrogato riguardo al latitante Alessandro Mannino (nipote di Inzerillo) trovato all'interno dell'azienda stessa e alla guerra di mafia in corso. L'8 settembre Lo Presti viene scarcerato.
Dopo ulteriori collaborazioni con la magistratura e la polizia (inserite in un rapporto consegnato al vicequestore Cassarà stesso a inizio luglio 1982), Lo Presti scompare all'improvviso nel pomeriggio del 27 luglio 1982 insieme al suo autista, vittime della Lupara bianca. Successivamente la moglie Maria Corleo, involontaria testimone di alcuni di quei fatti di inizio anni '80, collaborerà con Cassarà e con Falcone fornendo informazioni preziose che verranno usate nel Maxiprocesso di Palermo.
Il 26 settembre 2021 il tribunale di Palermo dichiara la Morte presunta di Ignazio Lo Presti come ufficialmente avvenuta il 28 luglio 1982 a Palermo.
Nella cultura di massa
Giovanni Falcone, film del 1993 di Giuseppe Ferrara. Lo Presti compare nelle scene in cui contatta telefonicamente Buscetta ed è interpretato dall'attore Antonio Cascio, mentre la moglie Maria Corleo da Gabriella Saitta.
Note
Voci correlate
Ignazio e Antonino Salvo Seconda guerra di mafia
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