Attivo soprattutto a Palermo nella prima metà del Novecento, per diversi decenni realizzò caricature di politici, professionisti, esponenti della cultura e dello spettacolo e altri personaggi della vita pubblica e sociale.

Biografia

Nacque a Palermo il 21 gennaio 1883, a Palazzo Santa Ninfa, casa natale della madre Antonietta D'Onufrio.Giuseppe Onufrio, nota biografica, in Giuseppe Onufrio. Caricature originali di palermitani 1918-1948, Palermo, ARVIS, 1985.

L'ebanista, antiquario e collezionista Andrea Onufrio era suo nonno, mentre lo scrittore Enrico Onufrio, figlio di Andrea, era suo zio.

Durante la prima guerra mondiale si arruolò volontario e prestò servizio come tenente nei corpi ausiliari a Chieti, Lanciano, Padova e Bolzano. Secondo la nota biografica pubblicata nel catalogo ARVIS, proprio in quel periodo ebbe inizio la parte più rilevante della sua attività caricaturale. Tornato a Palermo alla fine della guerra, entrò come funzionario nell'Intendenza di Finanza. Nel 1920 sposò Giulia Raimondi.

Nel 1939 si trasferì a Rieti, dove lavorò come conservatore delle ipoteche. Dal 1942 visse con la famiglia a Foggia, lavorando nella vicina Lucera; dopo la fine della seconda guerra mondiale tornò a Palermo, continuando a svolgere la stessa professione.

Tra gli episodi della sua vita ricordati dalle fonti, Renzo Allegri riporta una testimonianza di Onufrio secondo cui, dopo essersi confessato da padre Pio, avrebbe percepito per alcuni giorni un profumo sulla mano che il frate gli aveva tenuto durante la confessione.

Nel 1950 si ammalò di morbo di Parkinson; secondo la nota biografica, l'inizio della malattia coincise con la fine della sua attività di caricaturista. Nel 1956, dopo aver donato alla Biblioteca Comunale di Palermo alcune pubblicazioni e un ritratto dello zio Enrico, fu nominato commendatore della Repubblica. Morì a Palermo il 22 maggio 1958.

Attività artistica Secondo la testimonianza dell'omonimo nipote Giuseppe Onufrio, dopo aver osservato un soggetto Onufrio ne tracciava a memoria un primo bozzetto, annotando anche i colori e la foggia degli abiti; le caricature definitive erano generalmente eseguite su cartoncino, a china e acquerello. Il ricorso alla memoria è ricordato anche da Anselmo Calaciura, secondo il quale Onufrio prendeva nota dei tratti, degli atteggiamenti e degli abiti dei soggetti prima di disegnarli.

Almeno fra il 1928 e il 1932 frequentò inoltre le aule giudiziarie insieme al cronista giudiziario, avvocato Francesco Di Salvo, disegnando i protagonisti dei processi in un periodo nel quale non era ancora consentito fotografare nelle aule.

La sua attività è documentata per diversi decenni. Il catalogo della retrospettiva organizzata nel 1985 dall'ARVIS raccoglie opere comprese fra il 1918 e il 1948. Calaciura ricordò che Onufrio realizzò la maggior parte delle caricature tra le due guerre, ma ne eseguì altre anche successivamente, prima di smettere praticamente di disegnare nel 1950 a causa della malattia di Parkinson. L'originale della caricatura del conte Camillo Francanzani da Este è datato 1949.

Secondo la nota biografica del catalogo ARVIS, personaggi politici e mondani furono ritratti da Onufrio e pubblicati sul Giornale di Sicilia. Una sua caricatura dell'attrice Paola Borboni, firmata Onufrio, apparve su Il Popolo di Roma il 23 maggio 1938.Il Popolo di Roma, 23 maggio 1938, p. 4.

Le caricature come cronaca sociale Nel testo critico pubblicato per la retrospettiva del 1985, Sergio Troisi interpretò Onufrio come un cronista del proprio tempo e sottolineò come nelle sue caricature la fisionomia individuale e il ruolo sociale del personaggio tendessero a diventare inseparabili. Secondo Troisi l'attenzione del disegnatore si concentrava in particolare sul portamento, sull'abbigliamento e sugli atteggiamenti attraverso i quali emergeva la posizione sociale dei soggetti.Sergio Troisi, testo critico, in Giuseppe Onufrio. Caricature originali di palermitani 1918-1948, Palermo, ARVIS, 1985. Sull'originale della caricatura di Beniamino Toro il soggetto è identificato come «fabbricante liquore "Centerbe" da Tocco-Casauria».

La dimensione di cronaca sociale era stata rilevata già dai contemporanei. Nel dicembre 1950, in occasione della mostra al Circolo Artistico di Palermo, Sicilia del Popolo presentò il corpus come una rappresentazione di trent'anni di vita cittadina, richiamando fra i soggetti personaggi del foro, della politica, del teatro e dello sport, autorità e uomini appartenenti a diversi campi di attività.

Il Giornale di Sicilia descrisse l'insieme come una «piccola cronistoria viva, palpitante» e sottolineò, oltre alla precisione del tratto e all'uso del colore, la capacità di Onufrio di cogliere sinteticamente gli elementi caratteristici dell'espressione dei soggetti.

Nel 1985 Calaciura ricordò inoltre la frequentazione da parte di Onufrio dei circoli, dei foyer e dei salotti cittadini, nei quali osservava i personaggi che avrebbero alimentato la sua produzione caricaturale. Ne sottolineò la critica di tono leggero ma puntuale, l'attenzione al «segno psicologico», la cura dei particolari e l'impiego dei colori nell'acquerello.

Le caricature di Onufrio furono richiamate anche in televisione. Il 3 gennaio 1985 la seconda parte del programma della RAI Ciribiribin, nel segmento Una fantasia in tempo di valzer dedicato alla Palermo della Belle Époque, ricordò Giuseppe Onufrio, insieme a Giovanni Boldini, tra gli artisti che avevano ritratto i personaggi palermitani dell'epoca, facendo specifico riferimento alle sue caricature.

Mostre e ricezione critica

Nel dicembre 1950 il Circolo Artistico di Palermo, allora ospitato a Villa Whitaker, organizzò una mostra delle caricature di Onufrio. L'esposizione fu recensita da Sicilia del Popolo, dal Giornale di Sicilia e da L'Ora del Popolo.

Dal 25 gennaio al 1º febbraio 1985 l'ARVIS di Palermo gli dedicò la retrospettiva Giuseppe Onufrio. Caricature originali di palermitani 1918-1948. Nel catalogo furono pubblicati una nota biografica redatta dal nipote Giuseppe Onufrio e il testo critico di Sergio Troisi.

Troisi accostò inoltre l'opera di Onufrio alla vignettistica italiana successiva, richiamando Forattini e Bonvi. Alla mostra Anselmo Calaciura dedicò sul Giornale di Sicilia l'articolo Preziose memorie minime. Palermo anni '20 nelle caricature di Onufrio.

Note

Voci correlate Andrea Onufrio Enrico Onufrio Caricatura Palermo

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