Biografia Formazione e carriera militare Nacque a Cotrone il 19 marzo 1857; nel 1873 vinse un concorso per un «posto di pensionato della provincia di Catanzaro» presso la Regia Scuola superiore di medicina veterinaria di Napoli, dove conseguì la laurea nel 1877.

Dopo gli studi intraprese la carriera nel Corpo veterinario militare. Nel novembre 1890, con il grado di tenente veterinario, si trovava in aspettativa per riduzione di corpo a Cotrone, ma con regio decreto del 16 novembre fu richiamato in servizio effettivo e destinato al 24º reggimento di artiglieria. Nel 1896, per ragioni di salute, lasciò il servizio militare attivo; risultava tuttavia ancora nei ruoli nel gennaio 1903, quando, ormai capitano veterinario e in aspettativa per motivi di famiglia, ottenne con regio decreto una proroga dell'aspettativa.

Attività nella sanità pubblica Con regio decreto del 5 novembre 1903 Cosco fu nominato coadiutore veterinario presso la sezione annessa al Laboratorio per la preparazione o il controllo dei prodotti dei Laboratori della sanità pubblica; con lo stesso provvedimento Mauro Jatta fu nominato coadiutore medico presso la medesima sezione.

Nel prosieguo della carriera fu promosso ispettore centrale e quindi, nel 1915, ispettore generale veterinario. La qualifica è documentata anche nel 1916, quando Cosco dirigeva gli esperimenti sull'afta epizootica svolti presso la Regia Cascina di Poggio a Caiano. Nel 1919 fu nominato membro titolare della Società italiana di medicina veterinaria e commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia; quest'ultima nomina fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nel 1921, dove Cosco figura come «cav. uff. dott. Giuseppe, ispettore generale veterinario». Rimase in servizio fino al collocamento a riposo nel 1922.

Attività scientifica Studi sulla tubercolosi Cosco lavorò per diversi anni nel Laboratorio batteriologico della sanità pubblica diretto da Bartolomeo Gosio, partecipando alle ricerche sui rapporti fra tubercolosi umana e bovina. Una prima pubblicazione nota, realizzata con Mauro Jatta, fu Ricerche sperimentali sulla identità della tubercolosi di origine umana e bovina, edita a Roma nel 1903 come prima comunicazione e composta da 36 pagine.

Nell'aprile 1905 Jatta e Cosco presentarono al III Congresso della Società italiana di patologia, svoltosi a Roma dal 26 al 30 aprile presso l'Istituto d'igiene della Regia Università, la comunicazione Sulla trasmissibilità dalla tubercolosi umana ai bovini, successivamente pubblicata nel fascicolo V de Lo Sperimentale. Una segnalazione scientifica pubblicata l'anno successivo descrisse il contributo come una breve esposizione dei risultati ottenuti in una «lunga serie di esperienze» condotte nei laboratori scientifici della Direzione generale della sanità pubblica; nello stesso 1905 i due studiosi pubblicarono la più ampia monografia Ricerche sperimentali sulla tubercolosi dell'uomo e dei bovini, di 202 pagine, edita dalla Direzione generale della sanità pubblica, Laboratorio di micrografia e batteriologia.

Tra i lavori successivi sulla tubercolosi figurano Über einen Fall cutaner Rindertuberkulose beim Menschen, realizzato con B. Rosa e C. De Benedictis e pubblicato nel 1912 nel Zentralblatt für Bakteriologie, Parasitenkunde, Infektionskrankheiten und Hygiene, I. Abteilung, Originale, volume 66, e Sulla diffusione della tubercolosi umana ai muscoli e al midollo delle ossa, comparso nel 1913 a firma di C. Sforza e Cosco nel ventesimo volume de Il Policlinico. Sezione pratica.

Profilassi veterinaria e afta epizootica Cosco collaborò inoltre con Arnaldo Maggiora Vergano alla redazione di istruzioni per la profilassi di alcune malattie infettive degli animali; il Dizionario Biografico degli Italiani registra, per il periodo 1910-1912, una loro collaborazione alle Istruzioni per la difesa contro la rabbia, l'afta epizootica, il carbonchio ematico, il carbonchio sintomatico.

Durante la prima guerra mondiale diresse un programma sperimentale sull'afta epizootica presso la Regia Cascina di Poggio a Caiano, collaborando soprattutto con Angelo Aguzzi. Nel 1916 i due pubblicarono La virulenza del sangue negli animali affetti da afta epizootica, apparso come estratto dal n. 7 de La Clinica Veterinaria e basato sugli esperimenti condotti nella Regia Cascina; l'anno successivo diedero alle stampe Sulla virulenza del sangue dei bovini aftosi e prove d'immunizzazione contro l'afta epizootica, opuscolo di 12 pagine pubblicato a Roma dallo Stabilimento tipografico Innocenzo Artero. Le ricerche furono successivamente raccolte nella monografia Studi sperimentali sull'afta epizootica eseguiti nella R. cascina di Poggio a Caiano (Firenze): giugno 1915-ottobre 1919, pubblicata nel 1922 e composta da VIII, 140 pagine e 13 tavole.

Una ricostruzione storica pubblicata nel 2019 dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ricorda gli esperimenti di Cosco e Aguzzi del 1917 fra i primi tentativi compiuti in Italia per la produzione di un vaccino contro l'afta epizootica, precisando tuttavia che tali tentativi diedero risultati insoddisfacenti. Le sperimentazioni di Cosco e Aguzzi ebbero inoltre una successiva ricezione internazionale: nel 1928 la commissione per l'afta epizootica del Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti d'America discusse il metodo basato su ripetute inoculazioni endovenose di sangue virulento, proposto dai due studiosi come mezzo di immunizzazione, riportando però anche verifiche successive che non avevano pienamente confermato i risultati e segnalando il rischio che le inoculazioni provocassero la malattia.

Ultimi anni Dopo il collocamento a riposo, negli ultimi anni Cosco si dedicò al progetto di organizzare un «Laboratorio regionale» presso una «Stazione agraria» di Cotrone. Morì nella stessa città il 21 luglio 1923; un necrologio pubblicato nello stesso anno dal Giornale di medicina veterinaria lo ricordò come «Dott. Comm. Giuseppe Cosco, Ispettore Generale Veterinario del Ministero dell'Interno» e riprodusse anche un manifesto della Giunta municipale di Cotrone dedicato alla sua morte.

Opere con Mauro Jatta, Ricerche sperimentali sulla identità della tubercolosi di origine umana e bovina, Roma, 1903, 36 pp. con Mauro Jatta, Sulla trasmissibilità dalla tubercolosi umana ai bovini, comunicazione al III Congresso della Società italiana di patologia, in Lo Sperimentale, fasc. V, 1905. con Mauro Jatta, Ricerche sperimentali sulla tubercolosi dell'uomo e dei bovini, Roma, Direzione generale della sanità pubblica, Laboratorio di micrografia e batteriologia, 1905, 202 pp. con B. Rosa e C. De Benedictis, Über einen Fall cutaner Rindertuberkulose beim Menschen, in Zentralblatt für Bakteriologie, Parasitenkunde, Infektionskrankheiten und Hygiene, I. Abteilung, Originale, vol. 66, 1912. con C. Sforza, Sulla diffusione della tubercolosi umana ai muscoli e al midollo delle ossa, in Il Policlinico. Sezione pratica, vol. 20, 1913. con Angelo Aguzzi, La virulenza del sangue negli animali affetti da afta epizootica, Milano, Premiata Tipografia «Agraria», 1916, estratto da La Clinica Veterinaria, n. 7. con Angelo Aguzzi, Sulla virulenza del sangue dei bovini aftosi e prove d'immunizzazione contro l'afta epizootica, Roma, Stabilimento tipografico Innocenzo Artero, 1917, 12 pp. con Angelo Aguzzi, Studi sperimentali sull'afta epizootica eseguiti nella R. cascina di Poggio a Caiano (Firenze): giugno 1915-ottobre 1919, 1922, VIII, 140 pp., 13 tavole.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Categoria:Ufficiali del Regio Esercito Categoria:Commendatori dell'Ordine della Corona d'Italia