Gli uffici per l'industria tessile Bossi sono un edificio industriale, progettato da Vittorio Gregotti, Augusto Cagnardi e Pierluigi Cerri nell'ambito di Gregotti Associati, situato a Cameri in via Galileo Galilei n. 5.
Storia e descrizione L'intervento si inserisce nel lungo rapporto professionale tra Gregotti, Cameri e l'industria Bossi, iniziato negli anni Cinquanta e proseguito attraverso la realizzazione di edifici con funzioni differenti, tra i quali le case per gli operai dell'industria Bossi del 1956, a cui seguirono nel 1961 una casa a quattro piani, sempre destinata ai dipendenti dell'azienda, e nel 1968 un nuovo stabilimento tessile. Mentre in questi primi interventi la ricerca prevalente era quella di un radicamento nell'ambiente rispetto all'aspetto tipologico degli edifici tradizionali della zona, nel progetto degli uffici il rapporto con il luogo venne invece ricercato attraverso le relazioni stabilite tra elementi ed edifici differenti.
Il progetto dei nuovi uffici per l'industria tessile ebbe origine negli anni Ottanta e prevedeva un ampliamento della vecchia manifattura tessile ottocentesca con l'aggiunta di un nuovo fabbricato destinato a uffici e spazi per piccole lavorazioni, in collegamento diretto con la fabbrica preesistente. Il lotto su cui sarebbero sorti i nuovi uffici si caratterizzava per essere lungo e poco profondo, condizionato anche dalla presenza sul confine meridionale di una piccola costruzione in mattoni che si decise di conservare per questioni relative alla memoria famigliare della committenza. Queste problematiche portarono alla ridotta profondità del nuovo edificio e a un arretramento obliquo di parte del suo prospetto.
Sviluppato su tre piani, l'edificio presenta una lunghezza analoga a quella del fronte della manifattura preesistente, rispetto alla quale risulta però essere sfalsato verso est; il collegamento tra il corpo ottocentesco e quello nuovo è affidato a dei vani scala che fungono da cerniera tra il vecchio e il nuovo edificio, mentre le quote dei solai dei due piani superiori vennero fatte coincidere con quelle del vecchio fabbricato. Gli spazi destinati ai collegamenti verticali e orizzontali erano illuminati dall'alto da un lungo lucernario.
Le due testate dell'edificio si presentano con soluzioni differenti: quella orientale, che risulta rivolta alla strada, venne concepita come il nuovo ingresso del complesso, caratterizzata da un andamento semicircolare; al suo interno ospita la portineria - collegata mediante un sottopassaggio allo stabilimento posto sul lato opposto della strada - mentre all'ultimo livello si trova una sala riunioni dotata di una grande vetrata che segue l'andamento curvilineo del fabbricato. Alla testata fu associato un volume cilindrico in vetrocemento con al suo interno una scala a chiocciola e i collegamenti verticali. La testata occidentale è invece conclusa da un corpo scala che chiude il sistema degli spazi di distribuzione coperti dal lucernario.
Dal punto di vista dei materiali, la struttura è in buona parte costituita da setti in calcestruzzo armato che al piano terreno definiscono un profondo porticato che veniva utilizzato come parcheggio coperto. La successione dei setti si interrompe poco prima della testata orientale per consentire il passaggio dei veicoli che si dirigevano verso le aree di carico della vecchia fabbrica, una configurazione che determina l'immagine dell'edificio come un corpo sollevato che ricorda un ponte, uno dei temi ispiratori dell'intero progetto.
All'ultimo piano il prospetto longitudinale è scandito da sostegni accoppiati che risultano essere distaccati rispetto alla vetrata continua retrostante e collegati alla copertura. In corrispondenza del coronamento, la copertura prosegue in un carter metallico destinato a contenere i dispositivi di oscuramento della superficie vetrata.
Al 2019 il complesso, che risultava dismesso dal 2013, si presentava in un buono stato di conservazione, conservando i propri caratteri originari.
Note
Bibliografia
Categoria:Architetture di Cameri Categoria:Architetture di Vittorio Gregotti