LAtleta che lotta contro un pitone (An Athlete Wrestling with a Python) è una scultura di bronzo realizzata dall'artista britannico Frederic Leighton. Finita nel 1877, fu la prima scultura realizzata da Leighton e fu la nascita di un nuovo movimento, la Nuova Scultura, che adottava un approccio realistico nei confronti dei modelli classici.
La scultura venne esposta all'Accademia reale di Londra nel 1877, con il titolo Atleta che lotta contro un pitone, ma è anche nota come Atleta che strangola un pitone (An Athlete Strangling a Python) o L'atleta e il pitone. Il bronzo originale a grandezza naturale venne acquistato dallo Stato tramite dei fondi del lascito di Chantrey, ed è esposto alla Tate Britain di Londra.
Descrizione
La scultura ritrae una scena drammatica di vita e di morte, con un nudo maschile dalle proporzioni classiche che affronta un serpente enorme. Quest'opera venne in mente a Leighton mentre stava lavorando a dei bozzetti scultorei per le figure del suo dipinto Dafneforia (1873-1876), che ritrae una processione greca. L'artista potrebbe essersi ispirato alla storia di Apollo che uccide il Pitone di Delfi. L'opera richiama il Gruppo del Laocoonte, una scultura ellenistica, e le opere di Michelangelo Buonarroti.
L'uomo, un atleta muscoloso con una corona d'alloro, sta cercando di allontanare la testa del pitone con la sua mano destra, mentre afferra il corpo del rettile con la sinistra, dietro la sua schiena. Il pitone ha avvolto il suo corpo per ben due volte sulla coscia sinistra dell'atleta, ma spalanca la bocca per il dolore, in quanto viene strangolato. L'opera ritrae in modo realistico la muscolatura delle figure e le squame della serpe. L'opera può essere vista da più punti in quanto è stata concepita come una spirale.David Getsy, Body Doubles: Sculpture in Britain, 1877-1905, New Haven e Londra, Yale University Press, 2004, pp. 15–42.
Il modello per l'atleta era un italiano, Angelo Colarossi (padre dell'omonimo Angelo Colarossi, modello per lAnteros scolpito nel 1891 da Alfred Gilbert). Inizialmente venne realizzata una versione in argilla di piccole dimensioni, dalla quale fu tratta una copia in gesso che in seguito sarebbe stata donata a George Frederic Watts. Jules Dalou, uno scultore francese in esilio a Londra dopo gli eventi della Comune di Parigi, incoraggiò Leighton a rendere l'opera più grande e a farla fondere in bronzo a grandezza naturale.
Thomas Brock aiutò Leighton nella realizzazione dell'opera: nel 1869 Brock aveva realizzato una scultura ritraente Ercole che strangola Anteo, e si può fare un paragone anche con una scultura del 1814 di François Joseph Bosio, Ercole che combatte Acheloo (fusa in bronzo solo nel 1824; oggi al Louvre). Una figura simile compare nel dipinto di Leighton Ercole che lotta con la morte per il corpo di Alcesti (al Wadsworth Atheneum di Hartford, in Connecticut).
L'opera venne fusa in bronzo dalla fonderia Cox & Son. Si trattava della prima scultura a essere realizzata in Gran Bretagna da decenni ritraente un nudo maschile in età adulta senza una foglia di fico che gli coprisse i genitali. Fu anche una delle prime statue moderne a grandezza naturale dell'Europa a evitare una fonte mitologica, religiosa o classica chiaramente identificabile. In ciò la si può paragonare all'allora recente Età del bronzo di Auguste Rodin (1876) e al Giovane uomo stante (1884) di Adolf von Hildebrand. LAtleta di Leighton, assieme a queste statue allora contemporanee, spinse la tradizione classica ai suoi limiti e favorì la nascita del dibattito sulla modernità nella scultura in Europa.
Frederick Pomeroy scolpì una copia marmorea per la Ny Carlsberg Glyptotek di Carl Jacobsen di Copenaghen. All'inizio Leighton non era a favore della versione marmorea, visto che il marmo è più pesante e ha bisogno di sostegni per bilanciare il peso della figura, ma alla fine acconsentì e adattò la composizione, aggiungendo dei supporti per le gambe. Questa versione venne esposta all'Accademia reale nel 1891 prima di essere trasportata in Danimarca. Nel 1974 la scultura marmorea fu dismessa dalla gliptoteca copenaghense. Dopo essere passata per varie collezioni private, nel 2003 venne venduta da Christie's per 446.650 sterline. Nel 2017, John Schaeffer donò la replica marmorea alla Galleria d'arte del Nuovo Galles del Sud, a Sydney, in Australia.
Note
Altri progetti
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